Sulla Natura III

Per cui è tutto contiguo: difatti l'essere è a contatto con l'essere.

Ma immobile nel limite di possenti legami

sta senza conoscere né principio né fine, dal momento che nascere e perire

sono stati risospinti ben lungi e li ha scacciati la convinzione verace.

E rimanendo identico nell'identico stato, sta in se stesso

e così rimane lì immobile; infatti la dominatrice Necessità

lo tiene nelle strettoie del limite che tutto intorno lo cinge;

perché bisogna che l'essere non sia incompiuto:

è infatti non manchevole: se lo fosse mancherebbe di tutto.

E' la stessa cosa pensare e pensare che è:

perché senza l'essere, in ciò che è detto,

non troverai il pensare: null'altro infatti è o sarà

eccetto l'essere, appunto perché la Moira lo forza

ad essere tutto intiero e immobile. Perciò saranno tutte soltanto parole,

quanto i mortali hanno stabilito, convinti che fosse vero:

nascere e perire, essere e non essere,

cambiamento di luogo e mutazione del brillante colore.

Ma poiché vi è un limite estremo, è compiuto

da ogni lato, simile alla massa di ben rotonda sfera

di uguale forza dal centro in tutte le direzioni;

che egli infatti non sia né un pò più grande né un pò più debole qui o là è necessario.

Né infatti è possibile un non essere che gli impedisca di congiungersi

al suo simile, né c'è la possibilità che l'essere sia dell'essere

qui più là meno, perché è del tutto inviolabile.

Dal momento che è per ogni lato uguale, preme ugualmente nei limiti.

Con ciò interrompo il mio discorso degno di fede e i miei pensieri

intorno alla verità; da questo punto le opinioni dei mortali impara

a conoscere, ascoltando l'ingannevole andamento delle mie parole.

Perché i mortali furono del parere di nominare due forme,

una delle quali non dovevano - e in questo sono andati errati -;

ne contrapposero gli aspetti e vi applicarono note

reciprocamente distinte: da un lato il fuoco etereo

che è dolce, leggerissimo, del tutto identico a se stesso,

ma non identico all'altro, e inoltre anche l'altro [lo posero] per sé

con caratteristiche opposte, [cioé] la notte senza luce, di aspetto denso e pesante.

Quest'ordinamento cosmico, appaente come esso è, io te lo espongo compiutamente,

cosicché non mai assolutamente qualche opinione dei mortali potrà superarti.

 

 

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