V.       LA BANCA DEL MOVIMENTO

 

1.        Premessa

 

Abbiamo visto che i Titan possono essere emessi da strutture pubbliche e private. Per raggiungere l’obiettivo di costruire una FAZ non c’è un modello che prediliga l’uno o l’altro versante. In un certo senso, il meccanismo di costruzione di una FAZ è relativamente neutro, purché le emissioni a tasso negativo siano strettamente correlate al RdC e alla creazione di ricchezza.

Quale che sia l’origine politica di una FAZ, alla fine il suo comportamento sarà identico, poiché è il meccanismo stesso di emissione e di ridistribuzione del reddito tramite il RdC che determina la politica della società.

Come vedremo, la FAZ non è un’istituzione, né tanto meno un’organizzazione di tipo politico. Costruendo una FAZ non vogliamo creare l’antistato né un altro Stato. La FAZ è uno “spazio” di autonomia, costituito da rapporti economici, giuridici e sociali, generato da meccanismi prevalentemente automatici, quali il tasso negativo, il reddito di Cittadinanza e le emissioni della Banca del Movimento. In quanto tale essa tende a organizzarsi secondo la logica della partecipazione, però allo stesso tempo, la partecipazione non è né un obbligo né un principio di carattere cogente.

La Banca del Movimento è invece una struttura, e in quanto tale, è un’istituzione. Essa ha quindi una sua forma giuridica che è storicamente determinata dal sistema normativo nel quale viene costituita. In quanto struttura, la BdM corre il rischio di essere istituzionalizzata e di generare logiche di potere e gerarchie interne. Per questa ragione, prevedo per la BdM un meccanismo di funzionamento pressoché automatico che escluda in pratica ogni discrezionalità nel comportamento dei suoi agenti ed ogni burocratizzazione della sua organizzazione.

La logica giuridica cui deve uniformarsi la BdM è descritta nel capitolo 5 in appendice, e la definiamo un diritto negativo. Dal punto di vista organizzativo, ciascuna FAZ potrà definirla nel modo che ritiene più opportuno. Come vedremo, ritengo che la FAZ non sia un modello unico di organizzazione poiché non dipende da un’ideologia, né tanto meno ne deve generare. Immagino, quindi, che l’organizzazione concreta di una FAZ in un paese possa essere molto diversa da quella di un altro paese, così come diverse possono essere le motivazioni della gente per aderirvi. Ma, come vedremo, non ha alcuna importanza se l’adesione alla FAZ sia dettata da convinzioni politiche, etiche, da mera convenienza o persino convinzioni religiose, come potrebbe accadere in un paese islamico o in comunità cristiane.

 

 

2.        La base della BdM

 

Ho stimato il numero dei soci iniziali della Banca del Movimento in almeno 10.000 persone. Le filiere di produzione saranno all’inizio essenzialmente aziende di prodotti immateriali, come cd, film, informazione, software, teatro, libri, cultura in genere, insomma tutto quello che passa su internet e dintorni. Possono però, anche essere aziende agricole, penso a quelle del commercio equo e solidale, artigiane dello stesso circuito, aziende di grande distribuzione ed imprese che abbiano problemi di sovrapproduzione, che poi sono la maggioranza visto che il problema della crisi di oggi è proprio quello della sovrapproduzione.

Se queste aziende potessero pagare almeno in parte i propri dipendenti con questi titoli, il problema della conversione sarebbe sostanzialmente risolto. E d’altra parte, se i dipendenti possono andare a comprare con questi titoli merci su internet e presso altre imprese non avrebbero difficoltà ad accettarli. Soprattutto non avrebbero difficoltà se il loro lavoro dovesse essere remunerato in quel modo poiché l’azienda nasce con quel finanziamento.

Con una certa gradualità la BdM potrebbe annoverare tra i propri soci imprese già costituite di ogni settore della produzione, rivolgendosi soprattutto a quelle imprese che hanno problemi di sovrapproduzione e di smaltimento delle scorte che hanno tutto l’interesse a partecipare ad una organizzazione in cui possono riprendere la propria produzione a tutto ritmo.

Nel frattempo, la stessa BdM finanzierebbe la nascita di nuove imprese di produzione, dapprima nell’immateriale e poi anche nella produzione materiale.

E’ di estrema importanza che la produzione interna della FAZ, sia in grado di soddisfare una percentuale significativa delle necessità di vita dei suoi membri sin dall’inizio. Una FAZ che avesse un ruolo marginale nella vita delle persone non potrebbe raggiungere il suo obiettivo che è quello di generare un nuovo modo di produrre e di vivere. D’altra parte, l’erogazione di una somma a titolo di RdC deve consentire a chi lo percepisce di utilizzare questa somma per coprire una parte significativa delle proprie spese.

Facendo un calcolo approssimativo, considerato che secondo l’ISTAT le spese per la casa coprono il 50% del reddito, quelle per l’alimentazione il 30% e le varie il residuo 20%, sarebbe sufficiente garantire l’alimentazione e parte delle varie (in cui sono comprese le spese per il tempo libero e gli svaghi), per raggiungere la percentuale del 40% del totale delle spese necessarie per vivere. La presenza nella FAZ di artigiani per le spese della casa e di imprese di produzioni di suppellettili per la casa, comporterebbe la copertura di almeno un altro 10% di tali spese. L’obiettivo sarebbe quello di arrivare in un tempo relativamente breve a coprire anche le spese della casa (affitto o rate di acquisto) il che comporterebbe la copertura di un ulteriore 30% di costi. In pratica, resterebbero fuori solo le spese per l’energia (corrente elettrica e benzina) e per le comunicazioni (telefono e internet) finché anche queste non possano essere erogate da imprese costituite o aderenti alla FAZ.

Infine, è necessario che in una prima fase la composizione dei soci della BdM sia in qualche modo equilibrata. Mi spiego meglio con un esempio. Una discoteca è un luogo che funziona diciamo con cento ballerini e un disk jockey. Se ci mettiamo cento disk jockey e un ballerino, è difficile poterla chiamare una discoteca, poiché nessuno ballerà e tutti litigheranno per far suonare la musica.

La struttura della FAZ ricalca la composizione sociale ed economica della società italiana o comunque di una società industriale avanzata. E’chiaro che nel momento in cui la FAZ dovesse crescere oltre un certo punto critico (mettiamo per ipotesi oltre il milione di aderenti) il problema della composizione sociale interna non si porrebbe più. Ma fino al raggiungimento della massa critica occorrerà che l’assemblea della FAZ controlli le adesioni alla società in modo da evitare, appunto, eccessivi squilibri. C’è da considerare, comunque, che già 10.000 persone sono un numero sufficientemente grande per garantire una composizione relativamente equilibrata della società, e d’altra parte, il fatto che ogni attività umana sia considerata da una FAZ ricchezza garantisce contro un uso eccessivamente restrittivo di questo concetto di equilibrio iniziale nella FAZ.

 

3.        Le emissioni di Titan

 

La Banca del Movimento è dal punto di vista giuridico, una società finanziaria o anche una Banca ordinaria, sul tipo di Banca Etica.

Lo strumento tecnico per le emissioni dei titan è il prestito obbligazionario che nelle società di capitali non deve superare il patrimonio netto della società. Poiché però i Titan sono titoli gravati da un tasso negativo che perdono interamente il proprio valore di emissione con il decorso del tempo, la loro incidenza sul patrimonio sociale è zero. In pratica la BdM può effettuare emissioni di Titan a piacimento senza perciò violare alcuna legge.

E’ evidente che, però, la BdM non può emettere Titan senza alcun criterio, poiché, dopo breve tempo, si genererebbe un effetto inflattivo nel sistema.

La BdM deve, pertanto, emettere i Titan seguendo un criterio rigido e relativamente automatico.

Il criterio principale di emissione dei Titan è legato al finanziamento di imprese. Per ogni  finanziamento erogato ad un’impresa, sia essa di nuova costituzione o già costituita, la BdM deve effettuare un’emissione di Titan dello stesso importo che distribuirà a titolo di RdC.

Inoltre, le somme che le imprese restituiscono alla BdM sui finanziamenti ricevuti, sono parimenti utilizzate per la distribuzione di RdC.

Il limite di queste emissioni è dato inizialmente dal montante di strumenti finanziari attualmente esistente nel sistema.

Calcolando solo la massa monetaria costituita da moneta (a corso legale e bancaria) e da titoli del debito pubblico, questo montante somma a circa 3000 miliardi di euro (equivalenti a circa sei milioni di miliardi delle vecchie lire), e raggiunge i 6000 miliardi di euro se ci aggiungiamo azioni e obbligazioni quotate di società private. Insomma, per ogni cittadino italiano, la massa finanziaria esistente oscilla tra i 50.000 e i 100.000 euro, e arriva a 150.000 se consideriamo anche i titoli derivati e tutti gli altri strumenti finanziari esistenti sul mercato.

La BdM, deve considerare questi importi pro-capite come il limite per le proprie emissioni di titoli in una fase iniziale, e in proporzione all’effettiva incidenza delle emissioni sulle spese necessarie per ciascuno. Insomma, se la BdM è in grado di coprire in media il 40% dei costi di vita, considerando la somma di 50.000 in totale, le emissioni in Titan non potranno superare il 40% di questa somma, vale a dire l’importo di 20.000 Euro da considerare in Titan al tasso di cambio che sarà determinato dal mercato.

Considerando per semplificare un tasso di cambio sulla parità tra euro e Titan, la BdM deve considerare come proprio limite l’erogazione di 20.000 euro per ciascuno dei soci, ovvero di 40.000 euro se per base si prendesse il superiore importo di 100.000 euro che comprende le obbligazioni private e le azioni delle società.

La logica è che i Titan tendono a sostituire gli strumenti finanziari ordinari, che sono destinati alla tesaurizzazione e che verranno quindi scacciati dal mercato, come la moneta “cattiva” scaccia quella “buona” secondo la legge di Greesham.

La giustificazione principale per l’emissione dei Titan, come abbiamo visto, è la creazione di ricchezza, e in questa ricomprendiamo tutte le attività che nascono dallo spirito umano. In quanto tali, la remunerazione principale sarà rappresentata dal RdC, cui si aggiungerà una remunerazione ulteriore che deriverà dal profitto (se l’impresa lo conseguirà) o dall’accumulazione (relativamente a quelle attività cui la logica dell’accumulazione è funzionale).

Superata la fase di avvio della FAZ, la BdM potrà continuare le proprie emissioni anche oltre gli importi che ho orientativamente indicato sopra, purché queste emissioni siano giustificate dalla creazione di ricchezza e non generino inflazione nei prezzi all’interno della FAZ.

Questa valutazione comporta un giudizio di tipo tecnico-politico e quindi un potere. Le decisioni in tal senso della FAZ dovranno, quindi, essere assunte dall’assemblea dei soci della FAZ e supportate a livello tecnico dagli organi della BdM.

A questo proposito è necessario tenere presente che una quantità eccessiva di emissioni di Titan può comportare gravi problemi di inflazione all’interno della FAZ. Nell’ipotesi in cui il movimento delle FAZ si estendesse, questo problema sarebbe molto più ridotto se la maggior parte di esse adottasse criteri rigorosi per le emissioni e solo alcune si comportassero fuori dalle regole. In questo caso, come avviene oggi per le monete, i costi di comportamenti non adeguati di alcuni andrebbero a discapito di tutti.

In pratica, poiché ogni FAZ avrebbe la propria struttura di emissione, occorre cautelarsi contro il rischio che un gruppo di persone, estranee allo spirito vero della FAZ si metta a stampare Titan con i quali inondare le altre FAZ. La stessa operazione potrebbe essere tentata da strutture che avessero interesse a far fallire l’iniziativa. Per questa ragione è necessario che i Titan abbiano un “rating” né più e né meno di tutte le altre obbligazioni, che ne valutasse l’effettiva rispondenza ai criteri generali di emissione da parte della BdM locale.

Il rating dovrebbe essere emesso da una struttura di collegamento tra le FAZ composta da rappresentanti di tutte le FAZ e munite di poteri di controllo sulla congruità delle emissioni, una sorta di “Auditor” interFAZ, che determini la accettabilità dei Titan emessi sulla scorta dei propri accertamenti, ma senza stabilire un vero e proprio tasso di cambio sui Titan che dovrebbero oscillare assieme, per evitare speculazioni tra le aree di produzione. Infatti, si potrebbe anche verificare la convenienza a far calare il tasso di cambio delle proprie emissioni al fine di favorire le “esportazioni” dei prodotti di una FAZ verso l’altra, il che contraddirebbe lo spirito e gli obiettivi delle FAZ che, appunto, non devono comportarsi come gli Stati (e quindi adottare politiche economiche o monetarie relativamente alle relazioni con le altre FAZ).

 

Per la decisione sulle tipologie di investimento, si deve adottare una forma di democrazia diretta con il voto in tempo reale sulle singole iniziative assunte dalla banca di emissione, mentre a livello locale ci penserebbero i soci del posto ad indirizzare le emissioni sulle iniziative più adeguate. Ad esempio, se in un luogo si adottasse un’iniziativa di disinquinamento del territorio, la decisione dovrebbe essere presa a livello locale nella misura indicata dalla banca centrale che deve monitorare la quantità di emissioni periodiche per evitare l’inflazione.

In un lasso di tempo che stimo essere relativamente breve, non appena l’iniziativa dovesse partire, il numero dei partecipanti dovrebbe aumentare in misura geometrica, poiché l’interesse a partecipare sarebbe fortissimo. Non solo interesse ideologico, ma anche e soprattutto interesse concreto, poiché attraverso questo meccanismo si può vivere e bene senza rinunciare a nulla,  anzi, migliorando decisamente la qualità della propria vita.

 

 

4.        Tecnica e politica

 

Abbiamo visto che la BdM deve essere un organo tecnico il cui funzionamento è regolato il più possibile in maniera automatica.

Le emissioni dei Titan non possono essere negate o concesse ad personam, ma devono tenere conto dei criteri sopra detti, e quindi nessun finanziamento è lasciato alla discrezionalità degli organi della BdM, così come non dipende dalla loro discrezionalità la misura del RdC che sarà erogabile.

Nondimeno, ci sono delle situazioni in cui la BdM si potrà trovare ad assumere delle decisioni di carattere politico. Una di queste è, ad esempio, la decisione sull’importo da considerare come limite per le emissioni, come abbiamo visto sopra. Altra tipologia di decisioni è quella da assumere in caso di un eccesso di insolvenze delle imprese finanziate e quindi di una conseguente riduzione dell’importo del RdC o dell’adozione di criteri diversi per il finanziamento delle iniziative.

Tutte queste decisioni devono essere assunte dall’assemblea dei soci della FAZ, quindi con la partecipazione di tutti i soci mediante una discussione ed un voto elettronico sulle diverse opzioni che si presentano. Ciascun socio avrà il diritto di formulare una propria opzione relativamente ad un problema e chiedere che su di essa l’assemblea si esprima con il voto.

Sarà necessario adottare per queste decisioni il criterio della prevalenza della maggioranza dei voti, poiché non è possibile cercare l’unanimità relativamente a questioni che potrebbero presentarsi con una certa urgenza. Ad esempio, l’organo di controllo delle FAZ potrebbe rilevare una pressione sui prezzi dei prodotti FAZ dovuta ad un eccesso di emissioni e questo potrebbe indurre la BdM a ridurre la massa monetaria sospendendo le emissioni e abbassando il tetto prestabilito. E’ chiaro che una decisione del genere assume carattere di relativa urgenza e priorità  e che deve essere decisa entro un lasso di tempo ragionevolmente breve, semmai prestabilito dallo stesso organo di controllo al fine di evitare conseguenze spiacevoli sull’economia della comunità.

Per questa ragione, la discussione ed il voto elettronico sono lo strumento privilegiato e sarà necessario anche che la decisione sia assunta dalla maggioranza della comunità. C’è da notare che un’eccessiva pressione sui prezzi potrebbe far cadere il rating dei Titan emessi dalla comunità e provocare la loro inconvertibilità sia nelle monete che nei Titan emessi dalle altre FAZ. Insomma, la comunità deve essere messa in condizione di poter decidere sul da farsi su mozioni provenienti da chiunque voglia presentarla al fine di assumere la decisione giudicata migliore in quel momento.

 

 

5.        Il funzionamento della BdM

 

La costituzione della BdM comporta in pratica la costituzione di una società di capitali di cui siano soci tutti coloro che aderiscono alla società I soci della BdM sono anche soci della FAZ.

La società di capitali funge da finanziaria o da banca del gruppo. Per ragioni pratiche potrà anche essere necessario costituire due società delle quali una funga da finanziaria agendo da BdM e l’altra da FAZ. Questo sarà necessario se il ruolo della BdM viene assunto da una banca vera e propria, come potrebbe essere Banca Etica o altra banca di credito ordinario che svolga anche attività ordinaria secondo la normativa vigente. In ogni caso, i soci della FAZ devono essere anche soci della Banca, almeno relativamente all’attività di essa quale BdM.

Ciascun socio apre un conto presso la banca dove gli viene accreditata una somma iniziale di 500 euro in titoli a tasso negativo. Questo accredito è gratuito, non comporta alcun versamento da parte dei soci. Il solo fatto di partecipare alla società dà diritto di ricevere la somma in questione, in forma di titoli a tasso negativo.

Vi chiederete da dove arrivino queste somme. Esattamente dallo stesso posto dal quale lo Stato (e per esso le Banche) fanno arrivare i soldi con i quali fate la spesa al supermercato. Con la piccola differenza che mentre quei denari creano debito (e quindi potere), i Titan non creano né debito né potere.

Se avete ancora dubbi sulle ragioni che consentono a BE di emettere questi titoli senza alcuna copertura apparente, vi prego di andare a leggere nei miei libri e in particolare nel capo II del libro “Dove andrà a finire l’economia dei ricchi” a pagina 45 e seguenti, dove riporto un esempio di come Krugman spiega la ragione per cui una società chiusa debba emettere denaro senza copertura per poter funzionare. Negli altri libri, trovate considerazioni esaurienti sulla natura del denaro e l’assurdità della sua creazione a debito (assurdità, peraltro, funzionale al potere finanziario).

I Titan emessi da BdM perdono ogni settimana l’uno per mille del loro valore nominale. Ogni nuovo socio che entra riceve la medesima somma. Ogni settimana BdM detrae dai conti l’importo dell’uno per mille che accantona a copertura del finanziamento dei titoli (la cosa in realtà è un poco più complicata poiché il  sistema prevede l’emissione di titoli gravati da diversi tassi negativi, che oscillano tra lo 0,2 e il 2 per mille la settimana, a seconda del tipo di iniziativa che viene finanziata).

Mensilmente BdM versa sui conti dei soci la somma che viene determinata a titolo di reddito di cittadinanza secondo i criteri di emissione sopra riportati. 

Questa somma equivale all’importo che verrà detratto dai conti a titolo di tasso negativo nonché ad una percentuale che può arrivare fino al 100%, dei finanziamenti fatti per la creazione di nuove imprese.

Come abbiamo visto prima, possiamo supporre che ci siano somme sufficienti per dare a tutti un importo non simbolico a titolo di RdC.

Sarà necessario fare una simulazione del funzionamento della FAZ e della BdM per verificare quale somma effettiva può essere erogata a titolo di RdC. In linea di massima, il sistema economico attuale consente l’erogazione di un importo di 500 euro al mese per ogni cittadino italiano. Di conseguenza, una FAZ che coprisse solo il 40% delle necessità dei suoi soci, potrebbe versare sin da subito a ciascun socio la somma di 200 titan equivalenti euro a testa.

Uno studio più accurato potrebbe determinare la cifra da erogare con maggiore precisione, ma non credo che giungerebbe alla fine a conclusioni diverse da quelle che sto prospettando ora.

In un lasso di tempo relativamente breve la FAZ dovrebbe poter arrivare ad erogare i 500 euro al mese a testa del RdC.

 

 

6.        Obblighi dei soci

 

I soci della BdM si devono impegnare ad utilizzare ed accettare i Titan per i pagamenti delle prestazioni e dei beni che circolano nella FAZ.

Di conseguenza, le imprese li accetteranno per vendere i propri beni, e le persone per i propri servizi ivi comprese le remunerazioni del lavoro. Ovviamente non c’è nessun obbligo di lavorare per imprese della FAZ per poterne essere socio. L’obbligo consiste infatti nel dover accettare i Titan come remunerazione se si esegue un lavoro per una società o un privato che opera all’interno della FAZ ed è socio di essa.

Ma se queste prestazioni non fossero richieste, o se i loro prodotti restassero invenduti, non c’è alcuna ragione perché essi vengano esclusi dall’associazione. La loro presenza come consumatori e fruitori dei prodotti all’interno dell’associazione contribuisce a creare la ricchezza complessiva del gruppo.

 

Altra questione importante è quella della gestione dei conti in euro. E’ presumibile che ad un certo punto del suo sviluppo, la FAZ si avvalga di una struttura bancaria vera e propria, che sia in grado cioè, di operare anche quale banca ordinaria. Una delle ragioni è che è necessario un collegamento con il mondo ufficiale della finanza per la quotazione ed il cambio dei Titan.

Questo non comporta alcun obbligo per i soci di aprire conti in euro con questa banca, però diciamo che sarebbe bene farlo, dato che questo non comporterebbe alcuna conseguenza negativa per i soci, che vedrebbero i propri conti in euro trattati almeno nello stesso modo delle altre banche se non meglio, e che però aiuterebbero molto la BdM che sarebbe in condizione di disporre di una riserva di euro per operare sul cambio.

Deve essere chiaro che il comportamento della BdM è del tutto diverso da quello di una banca ordinaria così come è del tutto diverso il sistema di creazione di moneta.

Insomma, un socio che mettesse il proprio conto in euro presso la BdM (o quella banca presso cui la BdM si appoggia per le proprie operazioni ordinarie) avrebbe un conto in euro trattato come quello delle altre banche e un conto in Titan (che tecnicamente diventa un conto titoli) trattato con il tasso negativo. E’ insensato tenere conti a tempo presso la BdM e conti ordinari presso una banca del sistema finanziario.

 Trattandosi di strumenti a tasso negativo la natura dei Titan è quella di essere spesi il più velocemente possibile. Anche se qualcuno partecipasse all’associazione senza lavorarci all’interno, il solo fatto che spenda nell’associazione crea ricchezza. E d’altra parte la spesa per consumi è il vero motore dell’economia.

 

7.        Perché aderire alla BdM?

 

A parte le motivazioni di ordine politico, etico o religioso che ciascuno coltiva in sé stesso e che lo possono spingere ad aderire alla costruzione di una FAZ e di una BdM, voglio trattare qui l’interesse concreto dei soggetti che possono partecipare all’iniziativa.

 

Per la Banca o la struttura di tipo bancario che gestisce l’emissione dei titoli, si tratta di coprire i propri costi ed avere gli strumenti per recuperare le risorse necessarie al finanziamento delle iniziative che vengono proposte. Questo può avvenire tramite l’imposizione di un’imposta sulle singole operazioni o sulla gestione dei conti. Ho pensato ad un aggio su tutte le transazioni che avvengono per il suo tramite pari allo 0,1%.

D’altra parte la Banca ha altri proventi dall’attività. Intanto, per le emissioni effettuate per finanziare iniziative di tipo imprenditoriale, essa riceve il capitale in restituzione dall’impresa. Questo capitale va a remunerare i costi del RdC, ma allo stesso tempo una parte di esso potrebbe essere stornata per coprire i costi della Banca che non fossero coperti dal prezzo della gestione dei conti. Inoltre, la Banca può partecipare alle imprese e promuoverne alcune, cosa che può fruttare utili in grado di coprirne parzialmente i costi.

Poiché però essa non dà un interesse per i depositi ma lo trattiene a titolo di tasso negativo, i costi della banca molto contenuti. Il calcolo del tasso negativo può sembrare complicato e lo sarebbe se dovesse essere effettuato a mano, ma gli attuali computer sono in grado di svolgere queste operazioni con estrema precisione e senza alcuna fatica.

La cosa si complicherebbe un poco se, oltre alla gestione on line dei conti la Banca dovesse effettuare anche una gestione cartacea dei titoli. La soluzione più semplice, sarebbe quella di legare i due sistemi attraverso delle smart-card che potrebbero consentire ai soci di portarsi il “contante” appresso senza dover ricorrere al cartaceo. Ma questo è un problema del “dopo”.

E’ probabile che i conti in euro ordinari siano utilizzati per la tesaurizzazione dai soci, oltre che per pagare le spese correnti che non è possibile onorare con i Titan. BdM, quindi, si troverà con una riserva in continua crescita di euro poiché molti servizi creati con i Titan saranno pagati nel sistema economico in euro. Questo meccanismo dovrebbe consentire a BdM di convertire Titan in euro senza dover soffrire per mancanza di liquidità.

Ribadisco il concetto che è necessario monitorare in maniera precisa la quantità di titoli che possono essere emessi in un sistema. Leggendo le deduzioni di Krugman di cui parlavo sopra se ne capisce immediatamente la ragione, che riassumo nella considerazione che se in un sistema ci sono troppi strumenti monetari, i prezzi salgono, se sono troppo pochi, i prezzi scendono e le attività economiche si deprimono.

Di quali strumenti può disporre BdM per fare questo controllo?

Per la emissione dei titoli, BdM ha uno strumento di monitoraggio dato dal livello dei prezzi interni. Il tasso negativo dovrebbe escludere deflazione, vale a dire una caduta dei prezzi che comporti una caduta delle attività economiche.

E’ quello che sta accadendo adesso: la mancanza di domanda costringe le imprese ad abbassare i prezzi per cercare di mantenere livelli accettabili di produzione, ma per farlo sono costrette a risparmiare sui costi, e quindi tagliano soprattutto il costo del personale. Questo, però, comporta un’ulteriore caduta della domanda effettiva di beni, poiché i licenziati spenderanno di meno sul mercato. L’effetto generale è una caduta di prezzi ed una conseguente riduzione delle attività economiche.

Con il tasso negativo, la caduta dei prezzi segue a risparmi sui costi di produzione per effetto di un incremento della domanda e non della sua caduta. Insomma si dovrebbe risolvere in un beneficio per la gente e per le imprese.

Allo stesso tempo, la riduzione progressiva della massa monetaria con il decorso del tempo, limita anche gli effetti inflattivi, a meno che le emissioni non fossero eccessive rispetto al volume degli scambi. Insomma, l’andamento dei prezzi diventa un indicatore per stabilire il livello delle emissioni successive, la cui crescita dovrebbe essere geometrica, come la crescita della ricchezza complessiva del sistema. Altro strumento di controllo potrebbe essere quello del livello del costo della gestione dei conti, o dell’imposizione di un costo sulle singole transazioni, che provocherebbe una riduzione della velocità di circolazione dei titoli se questa dovesse generare inflazione.

 

I soci avrebbero la possibilità di trasferire tutte le proprie attività nel sistema e di vivere con i proventi di essa. Ovviamente è necessario che nelle filiere di produzione ci siano aziende che vendano un po’ di tutto. E’ essenziale che nell’associazione ci siano aziende che vendano alimentare, e penso alle aziende del consumo equo e solidale, ma anche supermercati di tipo tradizionale.

In questo modo, chi sta dentro il sistema può soddisfare i propri consumi e le proprie necessità di lavoro e di espressione all’interno della comunità e avrebbe bisogno di pochissimo per i consumi esterni (che consistono in tasse, energia, e telefonia se non si coinvolge qualche impresa che vende questi prodotti nell’associazione).

Una filiera di produzione è in genere abbastanza complicata. Essa comprende non solo le innumerevoli imprese di produzione, ma anche quelle di stoccaggio, di trasporto, di distribuzione ai vari livelli e di vendita. Insomma, un numero sorprendentemente (per chi non le conosce) elevato di persone e di aziende. Se fino al secolo scorso, il prodotto agricolo aveva necessità di pochissimi addetti tra l’inizio della produzione ed il prodotto finale, oggi essi sono un numero enorme, che svaria dalle aziende di produzione di sementi, a quelle di allevamento e di agricoltura vere e proprie, ai trasporti dei prodotti verso gli stabilimenti, alla lavorazione delle materie prime (grano, soia, mais, zucchero eccetera), alla distribuzione del prodotto confezionato, alle aziende che producono pacchi e pacchetti, a quelle che producono le macchine per confezionare, alle società di marketing, alle aziende di pubblicità, all’immagazzinamento e stoccaggio, che per il “fresco” è particolarmente complesso poiché si avvale di frigoriferi, all’energia necessaria per far funzionare tutto ciò, ai telefoni, computer, posta ed altro necessario per le intermediazioni, ai mediatori, eccetera. Basta riflettere un momento per vedere quante aziende coinvolge anche la filiera più modesta dal punto di vista tecnologico.

La prospettiva dei soci di ricevere RdC per i propri consumi essenziali è indubbiamente attraente. E’ chiaro che il tasso negativo non consente di effettuare risparmio in senso tradizionale. Allo stesso tempo, però, si può partecipare come soci, alle iniziative proposte che hanno bisogno di garanzie aggiunte a quelle che i promotori sono in grado di fornire. In quel caso, il capitale investito diventa di nuovo nominale e smette di perdere “valore” con il decorso del tempo, trasformandosi in una sorta di risparmio assoggettato al rischio di impresa.

E poi, chi l’ha detto che il risparmio è necessario per vivere? Se si tratta di raccogliere fondi per un’iniziativa, ci si rivolge alla BdM e si formula una proposta, se si tratta di fare i soldi per una vacanza, non sarà certo il 5% all’anno di tasso negativo ad impedircelo.

 

Le imprese già costituite che partecipano all’associazione hanno il vantaggio di potere smerciare i propri prodotti e far girare velocemente il capitale. Non ha alcuna importanza che esse vogliano ideologicamente abbandonare la logica del profitto, non serve. Esse hanno interesse a partecipare perché l’associazione gli consente di muovere le merci e fare produzione senza subire perdite, anzi guadagnando molto.

Ho messo sopra il ragionamento tipico del negoziante di fronte alla prospettiva di poter moltiplicare il proprio fatturato a fronte di un piccolo sconto sulle merci che vende.

Lo stesso ragionamento vale per le altre imprese che partecipassero all’iniziativa e dopo qualche tempo, molte imprese chiederebbero di entrare nell’associazione per poterne usufruire dei benefici.

 

Le imprese che sono costituite con i finanziamenti di BdM, avrebbero un grande vantaggio. Infatti esse devono impegnarsi alla restituzione del solo capitale ricevuto e non degli interessi e non sarebbero quindi, costrette alla ricerca del profitto immediato per non morire. Per alcune imprese, inoltre, la restituzione del capitale non sarebbe neppure richiesta, poiché alla fine il capitale di esercizio sarebbe onorato dai membri dell’associazione. Questo porterebbe, però, ad una riduzione della somma a titolo di RdC.

E’ possibile che non appena l’iniziativa prenda piede, anche alcuni enti locali territoriali, Comuni o Province, decidano di effettuare emissioni di Titan per le proprie iniziative. Questi titoli potrebbero benissimo circolare insieme a quelli di BdM, ma sarebbe necessario aprire vertenze nei confronti dei Comuni perché adottassero la medesima destinazione a RdC per i proventi che essi avrebbero dall’iniziativa.

 

 

8.        La BdM e il sistema finanziario

 

In ogni caso, per il sistema finanziario sarebbe un colpo terribile. La logica del capitale finanziario è la crescita ininterrotta, e il meccanismo dei Titan sottrae ad esso risorse umane e materiali, ed in misura geometrica. A differenza delle monete alternative, come i Simec, che hanno una circolazione limitata al territorio, la F.A.Z. potrebbe coinvolgere l’intero sistema produttivo nel giro di qualche anno.

E’ presumibile che quindi, il potere finanziario reagisca in maniera dura cercando di bloccare l’iniziativa con tutti i mezzi, legali e non. Dal punto di vista giuridico l’operazione è inattaccabile. Il prestito obbligazionario è una figura disciplinata dal codice civile, il livello del tasso è determinato dal CdA e la quantità di emissioni sono proporzionali al capitale, ma poiché il tasso negativo presuppone la completa estinzione dei titoli, ed il loro ripianamento da parte dei soci, nessuno può impedire alla BdM di emetterne a suo piacimento.

Lo stesso ragionamento vale per gli enti locali. Il fatto che i Titan vengano usati come moneta non è vietato da nessuna legge. A parte il fatto che posso tranquillamente comprare casa con i BOT, e che i titoli di debito sono considerati denaro a tutti gli effetti, nulla mi impedisce di comprare un telefonino dando in cambio una coperta di lana, una pila di libri, un assegno o un Titan, sempre che il venditore lo accetti e sempre che sia consapevole del “valore” di quello che riceve in cambio. D’altra parte per aderire all’associazione è necessario accettarne le premesse che mettono ben in evidenza la natura dei Titan e l’impegno ad accettarli come mezzi di pagamento.

Sul piano fiscale la costituzione di una FAZ presenta alcune incognite forse positive. Anche se le imprese e le persone che operano nella FAZ dovessero pagare esattamente le stesse tasse che pagano attualmente per la loro attività in questa società, il beneficio è evidente, visto che le imprese non hanno costi finanziari e per lo più possono contare su una domanda che segue un maniera armonica la loro produzione.

Però c’è da considerare che dal punto di vista del capitale monetario, i Titan non hanno alcun valore, poiché il loro prezzo sarà comunque zero alla fine del periodo considerato. Sotto questo aspetto, quindi, non si può certo parlare di “valore aggiunto” in termini fiscali relativamente ai pagamenti effettuati con i Titan che dovrebbero più correttamente essere considerati sotto la fattispecie delle donazioni e quindi a valore zero.

Sotto questo aspetto, la FAZ dovrebbe essere assimilata alle banche del Tempo o alle associazioni no profit le cui attività sono esenti da molte imposte per la ragione che lo scopo della loro attività non è il profitto. Lo stesso discorso vale per le FAZ e le BdM che non sono certamente finalizzate al profitto né tanto meno alla speculazione.

Quale beneficio per il movimento? Il solo fatto che si prefiguri in concreto un modo di vivere diverso da quello della società del profitto è una grande rivoluzione.

 Attraverso questi strumenti si possono aggregare forze considerevoli in breve tempo, per fare informazione libera, per far crescere il biologico in agricoltura, per fare ricerca e produzione di fonti energetiche alternative al petrolio, per fare case decenti per tutti, per liberare un numero crescente di persone. Non è la pietra filosofale e il tasso negativo non risolve tutti i problemi.

Come diceva Marx, le relazioni economiche riflettono i rapporti sociali. E’ esattamente quello che dobbiamo fare.

Smetterla di vivere nell’incubo della riproduzione del capitale e cominciare a vivere secondo il nostro modo di vivere i rapporti sociali.

Il tasso negativo, però, indica una via ed è il caso di imboccarla rapidamente. Perché se funziona, e non si vede la ragione per cui non dovrebbe funzionare, riusciremo in maniera concreta ad introdurre nel mondo e nella testa della gente un diverso concetto di ricchezza e di vita. E se non sbaglio è proprio questo l’obiettivo di tutti.

 

 


home Sezione successiva

Hosted by www.Geocities.ws

1