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La Bessa
 
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Un cercatore d'oro

 

Il Biellese occidentale è separato dal Canavese dalla lunga collina morenica della Serra, una testimonianza dell'era glaciale, quando la lingua di ghiaccio che scendeva dal Monte Bianco arrivava fino a qui.
E' proprio i
n queste colline che si trova la Bessa, un'antichissima miniera a cielo aperto, dove gli antichi Romani favecano lavorare la popolazione locale - i Victimuli - per setacciare le sabbie aurifere del torrente Elvo. Le scorie di tale lavorazione (una sterminata quantità di massi e ciotoli spostati a mano) sono ancora sotto gli occhi di tutti e si estendono per ettari ed ettari.

Una passeggiata lungo i numerosi sentieri segnalati vi farà entrare in un mondo dove la storia si confonde con la "febbre dell'oro", ancora viva da queste parti: ogni anno, infatti, si svolgono giornate dedicate alla ricerca del prezioso metallo setacciando le sabbie dell'Elvo, dove tutti possono provare il brivido di scoprire le gialle pagliette che hanno attratto nei secoli migliaia di persone.

 



Alcuni resti di abitazioni degli antichi Victimuli (I sec. d.C.)


I giganteschi cumuli di scorie della lavorazione delle sabbie aurifere

 

La Bessa

 

 

 

 

 

 

 


Il centro visitatori del Parco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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