ASTROLOGIA E GEOPOLITICA
Uno sviluppo contemporaneo a quello ora
descritto è il riemergere della cultura astrologica, che si incontrò con una
nuova disciplina emergente - la geopolitica - nelle persone di Karl
Haushofer e del suo giovane amico e allievo Rudolf Hess. Dalla geopolitica
derivò direttamente la teoria nazista dello spazio vitale (Lebensraum); e
quando il gruppo dirigente hitleriano decise di mettere in pratica la teoria
con la conquista della Russia europea (piano Barbarossa, 1940-41), si
sviluppò nel vertice del Terzo Reich un dibattito nel quale l'astrologia
ebbe un ruolo rilevante, sino a influenzare la preparazione della missione
di Hess in Inghilterra alla ricerca di un possibile accordo prima di
iniziare la campagna dell'Est.
Per valutare appieno quello che avvenne nella primavera del 1941, è
necessario risalire agli stessi decenni che videro l'ascesa e il declino di
madame Blavatskij. Ma prima di entrare in questo campo "occulto", è
opportuno rilevare come nei primi due decenni del secolo la geopolitica si
venne formando come disciplina tradizionale con tre centri di riflessione:
la Svezia, l'Inghilterra e la Germania. Per quanto concerne le ultime due
nazioni, si può rilevare che anche questa disciplina contribuisce a
costruire uno dei piloni del ponte di cui si è detto. Processato a
Norimberga, Haushofer citerà i precursori inglesi (e anche americani) della
disciplina, per escludere che fosse connaturata al solo nazismo. Citerà
anche lord Kitchener, che abbiamo incontrato tra i possibili frequentatori
di Lanz von Liebenfels.
La Svezia merita una segnalazione particolare, perché la cultura del
radicalismo di destra vi ha avuto un peso superiore a quello che
generalmente si ritiene. Già si è citato il nome di Sven Hedin, che cercava
Agharti, che contestò a Ossendowski di essere giunto là dove lo svedese non
era arrivato e che godeva di molto prestigio presso Hitler.1 Ingmar Bergman,
l'artista svedese più noto di questo secolo, fu nazista in gioventù, come
l'intera sua famiglia. E la geopolitica ebbe uno dei suoi fondatori in Johan
Rudolf Kjellén (nato nel 1864, morto nel 1922), che inventò il termine, fu
deputato conservatore al parlamento svedese dal 1911 al 1917 e che pubblicò
nel 1916 Lo stato come forma di vita,
edito in tedesco a Lipsia (la città della prima società Thule e dove era
stato pubblicato Sven Hedin). Pure a Lipsia uscì nel 1921 l'ultima stesura
de Le grandi potenze di oggi,
che aveva avuto già numerose edizioni in Germania durante la guerra.
La popolarità di Kjellén nell'impero del Kaiser dipendeva dalla sua
asserzione che la Germania era la naturale e legittima rappresentante
dell'intero continente europeo (tesi che sarà ripresa da Carl Schmitt alla
fine degli anni Trenta). Egli vedeva nell'asse Berlino-Bagdad la linea di
espansione della Germania come grande potenza (espose la tesi ne
Il problema politico della guerra mondiale,
1916). E nelle proposte che Hess porterà in Inghilterra nel 1941 vi è la
richiesta dell'autonomia dell'Irak, nel frattempo ribellatesi contro il
mandato britannico.
Contemporaneo di Kjellén e come lui deputato conservatore al parlamento (dal
1910 al 1922) è lo studioso inglese sir Halford Mackinder (nato nel 1861,
tre anni prima di Kjellén, morirà nel 1947), direttore della celebre London
School of Economics prima della guerra. Egli pubblicò nel 1919
Democratic Ideals and Reality,
che segue il saggio del 1904 (l'anno in cui divenne direttore della London
School) The Geographic Pivot of History
(il perno geografico della storia). Nel 1919-20 Mackinder rappresentò
l'Inghilterra presso l'armata bianca durante la guerra civile in Russia.
Egli sviluppa la tesi secondo la quale la storia è determinata in buona
parte dalla contrapposizione e dalle strutture politiche delle potenze
terrestri e di quelle marittime, altra idea che saràjipresa da Carl Schmitt.
È sulla base della geopolitica che - secondo questa impostazione - si può
discutere il problema, che fu centrale - al momento della decisione per la
guerra - tanto per la Germania del Kaiser che per quella di Hitler: è
possibile oppure no un'intesa con l'Inghilterra per una divisione dei
compiti nella comune egemonia mondiale, eventualmente sulla base della
difesa del primato della razza bianca eurocentrica, tenendo conto non solo
dell'unificazione del globo (che ha dato luogo a quella che Mackinder
definisce l'età post-colombiana), che mette in movimento grandi masse umane
in Asia, Africa, America; ma anche della concorrenza dei nascenti imperi
della Russia e degli Stati Uniti?2
Si tornerà su tale questione. Ora importa rilevare che è in questo contesto
culturale che si colloca l'opera di Haushofer, nato a Monaco (città cruciale
per il nazismo) nel 1869, nello stesso decennio di Kjellén e Mackinder. Di
famiglia aristocratica, intraprende la carriera militare nello stato
maggiore, dal quale viene inviato in missione in Giappone nel 1907, dove
rimane sino al 1910, anche come addetto militare dell'ambasciata a Tokio. È
di questo periodo il suo incontro con culture orientali, compreso lo Zen,
dalle quali fu notevolmente influenzato. Forse incontra anche Gurdjieff,
durante un viaggio in Siberia.
Generale durante la guerra, sul fronte est e in Alsazia, Haushofer incontra
Hess verso la fine del conflitto. Congedato come generale della riserva dopo
la sconfitta, Hess diviene suo aiutante di campo. Haushofer insegna ora
geopolitica all'università di Monaco. I rapporti tra i due si fanno molto
stretti, Hess diviene amicissimo anche del figlio del generale, Albrecht. È
tra la fine del 1918 e il 1920 che da un lato la Thule diventa la matrice
del partito nazista e dall'altro sorgono la "Loggia luminosa" e la "Società
del Vril". Hess è certamente nella Thule. Il ruolo di Haushofer, come
vedremo, è meno evidente. Egli pubblicherà presto, nel 1923,
Geopolitica dell'Autodeterminazione
e fonderà alla fine dello stesso anno la rivista "Zeitschrift fiir
Geopolitik". Nello stesso periodo Hitler, detenuto dopo il fallimento del
putsch del novembre '23, pensa di scrivere il
Mein Kampf, sulla cui
redazione Hess e Haushofer avranno un'influenza determinante.
Gli storici sottovalutano il peso di Haushofer e lo citano, riduttivamente,
solo a proposito di Mein Kampf.3
Fest scrive:
Hess, a quanto risulta già nel 1922, avrebbe fatto da tramite tra Hitler e
il proprio maestro, il quale aveva elaborato l'originale e fruttuoso spunto
di geografia politica, la "geopolitica" dell'inglese sir Halford Mackinder,
facendone una filosofia di espansionismo impcrialistico. Il concetto
hitleriano di conquista non era affrancato da una confusa consapevolezza
della forza di quello che Mackinder aveva definito "il cuore della terra":
l'Europa orientale e la Russia europea; rese invincibili dall'enorme
estensione territoriale che le proteggeva da ogni attacco, erano di
conseguenza la "cittadella del dominio mondiale", come aveva proclamato il
fondatore della geopolitica. "Chi domina il cuore della terra" affermava
Mackinder "domina il mondo". A quanto sembra l'apparente razionalismo di
siffatte formule pseudoscientifiche, addirittura magiche, trovò pieno
riscontro nella particolare struttura dell'intelletto di Hitler, agli occhi
del quale anche la scienza aveva molti lati oscuri.4
Innestata su queste concezioni "magiche" intrecciate con la fantastoria che
abbiamo descritto (le antiche terre sede di antica sapienza), la geopolitica
divenne una struttura portante dell'ideologia e della politica estera
naziste. Ed è supponibile - come si vedrà nel prossimo capitolo - che Hitler
abbia incontrato Haushofer già nel 1920, allorché, al vertice della Thule,
si decise il passaggio dalla setta "occulta" al partito di massa.
Nonostante l'intuizione di Fest sulla relazione tra geopolitica ed
esoterismo, se l'apporto di Haushofer è sottovalutato per quanto concerne la
sua disciplina specifica, l'interesse per l'astrologia è del tutto ignorato
dalla storiografia più solida. Ma va preso in considerazione.
Il rapporto tra Hitler e Hess si fondava anche sull'interesse per le culture
"altre": altre geograficamente, come quelle dell'Asia orientale (giapponese
e zen) per Haushofer o islamiche per Hess (nato ad Alessandria d'Egitto); ma
anche "altre" dal punto di vista storico del razionalismo occidentale, come
le culture ermetiche e astrologiche. Il generale Haushofer ne era venuto a
contatto, dopo il suo ritorno dal Giappone, nei tre anni precedenti il
conflitto, proprio nell'ambiente dello stato maggiore tedesco.
È un dato poco noto, ma significativo del clima culturale che viene qui
descritto, che ai vertici della macchina militare germanica, ritenuta un
modello di logica, la cultura occulta era oggetto di interesse. Il fondatore
della Thule, von Sebottendorff, afferma addirittura: "L'antroposofo Steiner
prima della guerra aveva lavorato a Berlino in collaborazione con Lisbeth
Seidler, nota in seguito come la Veggente di Sklarek. Costoro, valendosi del
loro ascendente sul generale Moltke, presso i quali entrambi avevano sempre
libero accesso, per aver ritardato il tempestivo afflusso di adeguati
rinforzi, avevano compromesso l'esito della battaglia della Marna, risoltasi in una sconfitta".5
È ovviamente del tutto inverosimile che antroposofi e veggenti abbiano
determinato l'insuccesso tedesco. Ma i loro rapporti con il nipote del
vincitore di Sadowa e di Sedan e comandante dell'esercito all'inizio della
guerra (formalmente in subordine solo al Kaiser) sono
un dato di fatto. A Moltke succedette poi come comandante effettivo (anche
se con l'incarico di quartiermastro generale formalmente in subordine a
Hindenburg) Erich Ludendorff, che svolse il ruolo di capo di stato maggiore
sino alla sconfitta finale. Conquistatore di Liegi, aveva aperto ai tedeschi
la via di Parigi nell'agosto 1914. Trasferito sul fronte orientale ove
incombeva la minaccia dei russi, li aveva sconfitti, a fianco sempre di
Hindenburg, a Tannenberg e ai laghi Masuri, aprendo la strada di Varsavia.
Il generale più popolare in Germania insieme a Hindenburg, era anche un
seguace della filosofia occulta. È accanto a Hitler nel putsch del novembre
'23 e le sue divergenze col nazismo in crescita deriveranno appunto dalla
sua convinzione che il "movimento" si stava troppo discostando dalle sue
radici esoteriche.
In questo ambiente, l'interesse di Haushofer per le culture "altre",
potenziato dall'incontro con Hess, trovava incoraggiamenti piuttosto che
ostacoli e si collocava perfettamente nella ripresa degli studi astrologici
in Germania e in Europa. E anche in questo caso si cammina "sulle orme di
madame Blavatskij".6
Nell'agosto del 1917, mentre la Germania era duramente impegnata in guerra,
due eminenti studiosi, il filologo Franz Boll e l'orientalista Carl Bezold,
pubblicavano a Heidelberg una breve
Storia dell'astrologia,
che a settant'anni di distanza ha ancora una validità che ne suggerisce
un'edizione italiana con prefazione di Eugenio Garin, il quale scrive:
Esauritasi rapidamente la prima edizione, la seconda, uscita circa un anno
dopo, potè tenere conto delle osservazioni di filosofi, storici ben noti, da
Diels a Nilsson, da Warburg a Mauthner. Il fortunato volumetto, tuttavia,
aveva origini assai più lontane: riprendeva il testo di alcune lezioni che
Boll aveva tenuto ai corsi estivi dell'agosto 1913 ad Amburgo ove allora
lavorava Aby Warburg, "uno che sapeva tutto sull'astrologia". Scomparsi
Bezold e Boll, fu proprio per iniziativa della biblioteca Warburg che
Wilhelm Gundel, che agli studi sull'astrologia ha dato contributi
fondamentali, curò la terza edizione dell'opera, valendosi dei suggerimenti
di Aby Warburg e del più giovane Fritz Saxl, che fin dagli studi
universitari aveva interessi astrologici e che intorno al 1910 aveva
indirizzato il suo lavoro verso l'iconografia dei pianeti.7
Ritroviamo i nomi di questi due pionieri degli studi sui rapporti tra arte e
astrologia - Warburg e Saxl - in un testo che non ha però nulla dello stile
accademico e che ci porta a una fase non della prima, ma della seconda
guerra mondiale, allorché lo scrittore Ellic Howe lavorava al Psychological
Welfare Executive, l'ufficio inglese per la guerra psicologica. In essa
l'astrologia ebbe un ruolo importante, sul quale si tornerà. Howe non se ne
occupò più sino a parecchi anni dopo il conflitto, anche se "continuava a
interessarmi il fenomeno della sopravvivenza dell'astrologia. Perché
sprecare il proprio tempo per studiare la storia moderna di una
superstizione screditata? Warburg e Saxl - due storici di preparazione
tutt'altro che "occulta" - la pensarono diversamente e gettarono le basi
della più importante raccolta astrologica del ventesimo secolo, oggi al
Warburg Institute dell'Università di Londra".8
Howe tornò dunque allo studio dei rapporti tra astrologia e nazismo e ci
fornisce un inquadramento storico del problema, che ci riporta al clima
culturale soprattutto tedesco anteriore al primo conflitto mondiale, quando
Hess aveva meno di vent'anni, Hitler venticinque, mentre Haushofer era un
brillante ufficiale quarantenne dello stato maggiore di quello che era
considerato il miglior esercito del mondo.
Howe ricorda che mentre in Francia l'astrologia fu letteralmente riscoperta
nell'ultimo decennio del secolo scorso e in Germania nei primi decenni di
questo secolo, il fenomeno astrologico che si ebbe in Inghilterra fra il
1890 e il 1900 rappresentò il più vigoroso proseguimento di un fenomeno
durevole... Certi almanacchi profetici popolari continuarono a uscire ogni
anno, sempre vendutissimi: per esempio la "Vox stellarum", di cui nel 1770
si stamparono più di centomila esemplari. Si osservarono focolai di
rinnovato interesse per l'astrologia tra il 1790 e il 1800 e di nuovo tra il
1820 e il 1830: ma una vera e notevole ripresa si ebbe soltanto dopo il
1890. Il fenomeno, del resto, non fu in gran parte che un aspetto della
maggiore influenza che le dottrine teosofiche ed esoteriche in generale
esercitarono nel trentennio che va dal 1885 circa allo scoppio della prima
guerra mondiale.9
Di esse si è parlato nel capitolo precedente. Il fatto che nel paese di
Bacone, di Newton, della rivoluzione scientifica e di quella industriale,
l'astrologia abbia mantenuto una ragguardevole diffusione, merita attenzione
da parte degli storici della cultura. Suggerisce quanto siano profonde le
radici di convinzioni delle quali l'occultismo "colto" della Golden Dawn è
un'altra manifestazione. E il londinese "Daily Express" "fu il primo
quotidiano importante a pubblicare una rubrica astrologica".10 Ma, aggiunge
Howe, "fu in Germania che l'astrologia ebbe il risveglio maggiore,
suscitando una vastissima ondata di interesse specialmente nel periodo tra
le due guerre".11
Il "risveglio" è però anteriore e si collega a madame Blavatskij. Fu il suo
collaboratore Franz Hartmann a divenire in Germania prima della guerra "uno
dei più prolifici scrittori di teosofia, magia e occultismo della sua
generazione", e fu il suo discepolo e segretario Hugo Vollrath che fonda,
nel 1909, "Frana - Rivista per le scienze segrete sperimentali". Viene
pubblicata a Lipsia, dove come sappiamo sorgerà la prima setta Thule e
verranno pubblicati gli scritti di Sven Hedin e di Kjellén. Il primo
direttore della rivista fu un viennese, Karl Brandler-Pracht. Nel 1912
"Frana" inizia la pubblicazione di un supplemento astrologico (la
"Astrologische Rundschau").
Nel 1914 c'erano varie piccole società astrologiche in Germania e un gruppo
ancora esiguo di uomini che, a torto o a ragione, erano considerati
astrologi esperti. Ma... un numero sorprendentemente alto di tedeschi,
compresi molti uomini e donne di ottima cultura, cominciò a studiare
astrologia all'inizio degli anni Venti. Le conseguenze della disfatta, con
tutti i suoi problemi e le sue incertezze, indussero molti a rivolgersi agli
"astri" in cerca di informazioni e pronostici che annunciassero giorni
migliori.12
La situazione è collocata in un più ampio contesto dagli studiosi già
citati:
L'illuminismo degrada l'astrologia al ciarpame di curiosità della "storia
della stupidità umana", così radicale è stata la sua opera in questo campo
che il colto filisteo dei giorni nostri confesserà terror panico per il
numero 13 piuttosto che rispetto per la già così potente teoria astrale...
Nei romantici tedeschi, specialmente in Novalis e in Gòrres ma anche in
Schlegel, fiammeggia tutto un patrimonio ideale astrologico... La mistica
dottrina dell'Unico in Stirner ha strette parentele con l'astrologia. Ma si
tratta di sopravvivenze il cui significato originario, per la coscienza
comune, a poco a poco svanisce. In tutti i paesi esistono ancora delle
società astrologiche, centinaia di migliaia di almanacchi astrologici
vengono pubblicati di anno in anno in lingua inglese, appaiono regolarmente
riviste e manuali; per lo più, essi non colpiscono l'intenditore che per la
povertà di idee e l'eterna, superficiale rimasticazione di antiche formule
ischeletrite.13
Gli autori ne deducono che "non occorre essere dei profeti per ritenere
impossibile una rinascita dell'astrologia - almeno nella sua antica forma
fantastica - degna di essere presa sul serio. Decidere infatti se le alterne
risposte del futuro debbano sempre apparire, come sembrava fino a pochi anni
fa, così dissimili dai presupposti fondamentali dell'astrologia, sarebbe
temerario a così breve distanza dal crollo di una visione del mondo vecchia
di millenni; tanto più temerario in quanto la recente cosmofisica e biologia
ha già cominciato a tener conto del ruolo del Sole, della Luna e degli astri
sugli eventi terrestri".14
Queste considerazioni sono degli anni Venti. Oggi sappiamo che l'astrologia
popolare si è ulteriormente espansa. E sarebbe appunto "temerario"
ipotizzare futuri rapporti tra i "presupposti" dell'astrologia e gli
sviluppi della scienza. Importa rilevare che appunto all'inizio di quel
decennio si ha un innesto del risveglio dell'astrologia sulla tradizione che
si collega a Schlegel e alle sue "colonie indiane". Non ci si può dunque
meravigliare che anche Hitler si interessi di astrologia.
Dobbiamo le più fondate notizie a uno studio commissionato nel 1943 dal
servizio segreto degli Stati Uniti (Oss) a un gruppo diretto dall'autorevole
psicanalista Walter Langer, che aveva lasciato Vienna nel 1938. Lo studio è
stato reso noto solo all'inizio degli anni Settanta. Su questo punto si
parte dalla testimonianza di uno dei primi leader nazisti, poi in conflitto
con Hitler ed emigrato in Canada, Otto Strasser.
Secondo Strasser, durante i primi mesi del 1920 Hitler prese regolari
lezioni da Hanussen, astrologo e indovino. Si trattava di un uomo
straordinariamente abile. A quanto se ne sa, non si interessò mai
particolarmente al movimento. È possibile che Hanussen fosse in contatto con
un gruppo di astrologi molto attivi a Monaco. Attraverso Hanussen, anche
Hitler può aver avuto contatto con questo gruppo, visto che von Wiegand
afferma:
"Quando incontrai per le prime volte Hitler a Monaco nel 1921 e nel 1922
egli frequentava un ambiente in cui la fede nei portenti delle stelle era
largamente diffusa. Si mormorava molto dell'avvento "di un nuovo Carlo-magno
e di un nuovo impero". Se Hitler credesse o meno, a quel tempo, in simili
previsioni e prospettive, non riuscii mai a farglielo confessare. Non
affermava ma neppure negava la sua fede. Comunque non era contrario a fare
un uso occulto delle profezie per incrementare la fiducia popolare in lui e
nel suo allora giovane e combattivo movimento".15
Langer commenta:
È probabile che qui abbia avuto inizio e si sia più tardi ingigantito il
mito del sodalizio di Hitler con gli astrologi. Moltissimi commentatori
hanno attribuito la sicurezza di Hitler al fatto che egli è un fervente
iniziato all'astrologia e che è in costante contatto con gli astrologi che
lo ragguagliano sulla linea di condotta da tenere. Quasi sicuramente questo
è falso. Tutti i nostri informatori che lo hanno conosciuto abbastanza
intimamente definiscono assurda l'idea. Sono concordi nel ritenere che nulla
sia più alieno dalla personalità del dittatore che l'aspettarsi soccorsi da
espedienti di questo genere. È anche indicativo che Hitler, qualche tempo
prima della guerra, avesse proibito in Germania la pratica di predire la
fortuna e di leggere le stelle. Il principio cui si ispira Hitler è affatto
particolare. Sembra accertata la sua convinzione di essere stato inviato
dalla provvidenza alla Germania con una precisa missione da compiere. Una
"voce interiore" gli detta via via i passi da compiere. Esperienze del
genere dovevano accordarsi perfettamente con le profezie degli astrologi di
Monaco e probabilmente Hitler tra sé e sé si convinse che se qualcosa di
vero quelle predizioni contenevano, non poteva riferirsi che alla sua
persona.16
Per il futuro Führer, dunque, l'astrologia, in vigorosa ripresa in Germania,
era solo un pezzo del mosaico di fantastoria, fantacosmogonia, occultismo e
antiche culture sul quale si basava la sua formazione. Ma nel nazismo
nascente vi era chi, come Hess, la riteneva una scienza riscoperta e che si
combinava con la geopolitica haushoferiana per indicare il destino della
Germania. È in questo panorama che il risveglio astrologico completa in
Germania il quadro degli anni Venti di Horbiger e di Ossendowski: le
pubblicazioni del generale Haushofer a quel tempo cinquantenne sono della
fine del 1923, l'uscita di Bestie, uomini e
dei è dell'anno successivo, Horbiger lancia
nel 1925 un appello agli scienziati tedeschi perché abbraccino le sue teorie
per sconfiggere la scienza giudaica. Il trentenne Hess è uno dei più stretti
collaboratori di Hitler.
L'elaborazione del substrato esoterico del nazismo - con posizioni diverse
tra i singoli leader - e l'adozione di decisioni in un confronto influenzato
da questo substrato, spiega le sorti dell'astrologia in Germania e anche i
provvedimenti alla vigilia della guerra e quelli successivi al viaggio di
Hess in Inghilterra nel maggio '41. Una cronologia chiarisce la questione,
anche perché vi è un episodio specifico connesso al periodo di prigionia di
Hitler durante il quale viene scritto il Mein
Kampf, col ruolo determinante di Hess e di
Haushofer.
Va tenuto presente che Hugo Vollrath rimane nei primi anni Venti il più
importante editore di testi di astrologia, mentre si afferma la quarantenne
Elsbeth Ebertin.
Era sconosciuta negli ambienti astrologici tedeschi prima del 1914, ma dieci
anni dopo aveva un'invidiabile reputazione di sibilla. In origine era stata
grafologa. La prima delle sue molte pubblicazioni astrologiche apparve
durante la prima guerra mondiale. Nella primavera del 1923, mentre era
occupata a stendere l'edizione per l'anno successivo della sua pubblicazione
annuale "Ein Blick in die Zukunft" ("Uno sguardo sul futuro"), Hitler e il
partito nazista erano alla ribalta della scena politica bavarese. La signora
Ebertin si preparava a fare una serie di previsioni di carattere generale
sulle persone nate con il Sole in Ariete quando le arrivò da Monaco la
lettera di una fanatica seguace di Hitler. La corrispondente le mandava la
data di nascita di Hitler, non l'ora; e desiderava sapere che cosa ne
pensasse del suo oroscopo. La Ebertin pubblicò la risposta, senza però fare
il nome di Hitler, nell'edizione 1924 dell'almanacco, che fu messo in
vendita alla fine di luglio del 1923:
"Un uomo d'azione nato il 20 aprile 1889, con il Sole
in 29° Ariete al momento della nascita, può esporsi a pericolo personale con
iniziative eccessivamente imprudenti e anche, con molta probabilità,
scatenare una crisi incontrollabile", scrisse. "Le sue costellazioni
indicano che va preso molto sul serio; è destinato ad avere funzioni di
Führer nelle battaglie future. Sembra che l'uomo al quale mi riferisco, con
questa forte influenza dell'Ariete, sia destinato a sacrificarsi per la
nazione tedesca, ad affrontare tutte le circostanze con audacia e coraggio,
anche se si tratterà di vita o di morte, e a dare impulso improvviso a un
movimento tedesco di libertà. Ma non anticiperò il destino. Il tempo lo
dimostrerà, ma l'attuale stato di cose, al momento in cui scrivo,
naturalmente non può durare".17
Commenta Howe:
Nessuna di queste affermazioni era totalmente priva di senso. Si noti,
tuttavia, che Frau Ebertin non suggeriva nè date, nè particolari. Nondimeno,
siccome il suo annuario conteneva essenzialmente profezie a breve scadenza,
si doveva dedurre che quest'uomo nato sotto il segno dell'Ariete, chiunque
egli fosse, avrebbe fatto meglio a non intraprendere azioni sconsiderate in
un prossimo futuro. Ogni nazionalsocialista di Monaco che avesse letto "Ein
Blick in die Zukunft" avrebbe riconosciuto Hitler senza molta difficoltà,
specialmente in quanto la Ebertin usava il termine "Führer". L'autrice mandò
una copia dell'almanacco appena pubblicato al "Volkischer Beobachter" e la
copia fu mostrata a Hitler. La profezia, comunque, si realizzò ben presto.18
Infatti il putsch di Monaco dell'8 novembre '23 fallì, Hitler e i leader
nazisti furono arrestati. Il racconto di Howe continua così:
Questi emozionanti avvenimenti fruttarono un bei po' di pubblicità personale
alla Ebertin. Si trovava a Monaco in settembre e nell'edizione del 1925
dell'almanacco che fu scritta nel 1924 dichiarò che sarebbe andata a Monaco
perché aveva intuito che si sarebbero verificati importanti avvenimenti e
voleva assistervi. Lasciava capire che un anno prima, quando aveva scritto
la "profezia" su Hitler, sapeva poco o niente dei nazionalsocialisti. E
continuava: "Non avevo l'ora della sua nascita e perciò formulai un oroscopo
provvisorio per il giorno". Accennò di averlo preparato sulla base della
posizione del Sole a mezzogiorno del 20 aprile 1889. Ma a mezzogiorno il
Sole era già fuori dell'Ariete ed era passato in Toro. Perché dunque diceva
esplicitamente che quando Hitler era nato il Sole si trovava nell'ultimo
grado dell'Ariete? La risposta è che la Ebertin conosceva benissimo
l'importanza politica del personaggio ed era arrivata di colpo alla
conclusione che quell'uomo turbolento e aggressivo doveva avere il Sole
nell'igneo segno dell'Ariete, più che nel Toro, segno terrestre e
presumibilmente più docile.19
La Ebertin asserì che "dopo l'8 novembre non aveva
avuto più pace, perché era assediata dai membri
dei partiti politici di Monaco, di destra e di sinistra, che volevano tutti
conoscere il futuro. [Aggiunse che] diversi buoni amici mostrarono a Hitler
il brano in questione. Mi dissero che per tutta risposta avrebbe esclamato
impaziente: "Che c'entrano con me le donne e le stelle?". Ella spiegò che
nel frattempo aveva scoperto l'ora di nascita di Hitler: alle 18,30, ora
segnata sul registro battesimale. Per la prima volta fu così pubblicata
l'informazione che sarebbe poi diventata così interessante per gli astrologi
tedeschi ".20
Intanto la Ebertin aveva scritto, col giornalista L. Hoffmann, Il
corso delle stelle
e gli eventi mondiali, che Howe definisce
"uno dei trattati astrologici più affascinanti del secolo".21 Ci si può
chiedere quale effetto abbia avuto su Hitler la "profezia" che dapprima
aveva appreso con fastidio.
Come è notissimo, egli modificò la propria strategia dopo il putsch: non più
colpi di Stato, ma marcia all'interno delle istituzioni; occorreva avere
l'esercito non come avversario, ma come alleato. Con questa impostazione
giunse al potere nel gennaio '33 ed essa fu certamente dettata dalla
negativa esperienza bavarese. Ma il fatto che un'astrologa avesse predetto
il cattivo esito di "iniziative imprudenti" e che Hess - cultore della
materia - non avesse mancato di sottolinearlo, fu certamente inserito dal
futuro Führer nella combinazione di aspetti della sua esperienza (come la
salvezza in trincea e le "voci di dentro") dei quali si sarebbe avvalso per
future decisioni.
Si spiega così, nonostante la diffidenza verso l'astrologia, quello che
Langer definisce una disponibilità a "un uso occulto delle profezie",
strumentale da parte di Hitler, frutto di una convinzione profonda in altri
leader nazisti come Hess. Il ruolo dell'astrologia fu dunque oggetto di
valutazioni differenti al vertice del movimento e poi nel Terzo Reich. Si
spiegano così le sue alterne vicende sino alla crisi del maggio '41,
l'alternarsi di buoni e cattivi rapporti tra il vertice nazista e gli
astrologi sino all'inizio della guerra, allorché da un lato l'attività degli
astrologi venne strettamente controllata, ma dall'altro venne arruolato al
servizio della Germania in guerra quello che era forse l'astrologo più
celebre del momento, lo svizzero Karl Ernst Krafft.
Per completare ora il quadro del ruolo dell'astrologia in Germania sino
all'arrivo di Hitler alla cancelleria e per sottolinearne l'influenza
culturale nel periodo nel quale i leader di un piccolo gruppo minoritario
pensavano di costruire il "Reich millenario", è necessario ricordare la
cronologia, tenendo presente che Monaco e Lipsia, già centri di iniziative
esoteriche (e la prima anche capitale del nazismo), ebbero sempre un ruolo
di primo piano. A Monaco si tenne il primo congresso delle associazioni
astrologiche tedesche (nel 1922) e a Lipsia il secondo congresso (nel 1923).
Qui fu fondata - e vi trovò sede - una organizzazione unitaria che si definì
Ufficio astrologico centrale. Howe rileva che Quanto al numero, le opere di
astrologia contemporanea erano impressionanti. Una valutazione
approssimativa fa pensare che in una ventina d'anni, tra il 1920 e il 1940
circa, fossero lanciati sul mercato almeno cinquecento libri e pubblicazioni
varie, quasi tutti prima del 1935. In cinque anni [dal 1926 al 1931] non ci
furono meno di ventisei almanacchi astrologici, quasi tutti curati da
professionisti. Nel 1928 una mezza dozzina di pubblicazioni mensili o
bimestrali provvedeva ad alimentare gli interessi di coloro che si
occupavano di astrologia. A un certo punto l'"Astrologische Rundschau", che
non fu certamente una rivista popolare - il suo contenuto non sarebbe stato
comprensibile al pubblico medio - ebbe una circolazione mensile pagata di
seimila copie.22
Lo sviluppo del prestigio culturale e del giro d'affari dell'astrologia
comportò vivaci contese per il controllo delle sue istituzioni. Vollrath che
aveva perso il controllo dell'Ufficio astrologico centrale (il quale al
culmine della sua influenza era presieduto da Hubert Korsch) fondò
l'Associazione astrologica (maggio 1924), fiancheggiata dalla Casa editrice
teosofica che "fu relativamente insignificante fino al 1933, l'anno in cui
Vollrath e la sua cricca tentarono di creare un movimento astrologico
nazionalsocialista".23 Intanto l'Ufficio astrologico centrale pubblicava il
mensile " Zenit " (dal gennaio 1930 al dicembre 1938).
Appunto il fatto che "Zenit" - organo ufficiale dell'Ufficio ma proprietà
personale di Korsch - tendeva a monopolizzare il campo, determinò
un'opposizione che si espresse al congresso di Erfurt (giugno 1932) e che
era guidata da Reinhold Ebertin, figlio di Elsbeth. I dissidenti fondarono
la "Astrologische Zentralverband" (Lega astrologica centrale) e la polemica
tra i vari gruppi era in pieno sviluppo all'inizio del 1933, quando Hitler
giunse al potere.
Seguiremo l'evoluzione di questa situazione del Terzo Reich. Per intanto va
registrata l'inclusione della cultura astrologica (intrecciata con la
geopolitica) nel quadro della componente esoterica dell'ideologia nazista. E
va in particolare rilevato che la corrente che più vi si avvicina è quella
che connette l'astrologia con la teosofia.24
Per quanto riguarda Hitler personalmente, Langer conclude con una
osservazione di grande rilievo e cioè che egli "non parlò esplicitamente di
eventuali connessioni" della sua persona con le profezie astrologiche perché
"forse intuiva che all'inizio dell'attività politica pretese simili
avrebbero potuto più facilmente danneggiarlo che favorirlo. Tuttavia non era
contrario a un uso politico delle profezie pur di perseguire i suoi fini".25
La riflessione può essere ampliata e ci fornisce una chiave interpretativa
del Mein Kampf,
che rimane una delle fonti principali sulla giovinezza del Führer, difficile
da ricostruire perché, come osserva sempre Langer, "il compito si
complica[va] particolarmente a causa della scarsità di notizie attorno agli
anni formativi della sua vita, tanto più che il dittatore aveva fatto del
suo meglio per cancellare o distorcere il poco che se ne sapeva".26
Oggi non ne sappiamo molto di più, nonostante la grande mole di materiale a
disposizione, spesso usato senza tener conto di possibili nuovi approcci. Lo
stesso Langer non è quasi per nulla utilizzato, nonostante l'eccezionale
livello del suo lavoro.27 Egli poi, pur parlando degli astrologi di Monaco,
non cita gli Ebertin, così come non cita Krafft, gli uni e l'altro ben noti
sin da allora al servizio segreto britannico (come risulta dal libro di
Howe), che peraltro a quanto pare non ne segnalò i nomi al servizio segreto
americano per il quale Langer lavorava.
È quindi necessaria una impostazione interpretativa chiara. Il primo punto
da sottolineare è che la sua biografia contiene la parte fondamentale del
programma politico di Hitler, che egli cominciò a realizzare sin dalla sua
ascesa al potere. È una valutazione comune di tutti gli storici che Hitler
venne sottovalutato - prima dai suoi avversari interni e poi sul piano
internazionale - perché si riteneva che gli obiettivi che egli proclamava -
dalle enunciazioni razziste alla ripresa di una politica estera da grande
potenza - fossero soprattutto propagandistici.
In altri termini, il Mein Kampf venne
letto come un testo volto a ottenere il consenso o tutt'al più come il
programma massimo del nazismo, che si sarebbe stemperato e diluito - come
tutti i programmi massimi dei partiti - una volta che fosse giunto al
potere. Effettivamente Hitler alla Cancelleria del Reich dimostrò anche un
elevato grado di realismo in politica economica interna, combattendo la
disoccupazione ed elevando il livello di vita non solo col riarmo, ma con
l'impostazione quasi keynesiana di Schacht; e in politica estera chiedendo
la revisione delle clausole del trattato di Versaglia che collocavano la
Germania in una situazione di minorità internazionale e la privavano di
territori sicuramente abitati da Tedeschi (mentre i famosi 14 punti del
presidente americano Wilson, sulla base dei quali il Reich guglielmino
chiese l'armistizio, sancivano il principio dell'autodeterminazione).
Ma l'Hitler della realpolitik non poteva far dimenticare e non era in
contrasto con l'autore del Mein Kampf e
Goebbels riassunse la situazione più chiaramente di ogni storico futuro
quando affermò, prima del 1933, che si meravigliava che lo lasciassero
sedere in quel parlamento che voleva distruggere e rilevò dopo il 1933 che
se fosse stato francese e avesse visto al governo a Berlino l'uomo che aveva
scritto il Mein Kampf
avrebbe subito deciso per la guerra.
La modifica di una linea strategica indicata nel libro - la necessità per la
Germania di evitare una futura guerra sui due fronti - provocò una forte
incertezza nel vertice nazista, come si vedrà più avanti. Ma nel complesso
il Mein Kampf
deve essere accettato come indicazione di un programma
politico e non come un puro strumento di propaganda. Se mai si può ritenere
che contenesse non il programma massimo del nazismo - come pensavano i suoi
concorrenti - bensì il programma minimo, essendo quello massimo la
costruzione di una società e di un uomo "nuovi", sulla base delle premesse
esoteriche sin qui descritte.
Questa interpretazione ci porta a capire quello che il libro dice e anche
ciò che non dice. In primo luogo Hitler cerca certamente di "cancellare e
distorcere" alcuni aspetti dei suoi anni di Linz, Vienna e Monaco. Egli vuol
presentarsi come uno studente povero e un talento misconosciuto, che
affronta con fermezza le difficoltà derivanti da questa situazione. In
realtà le ricostruzioni storiche successive sono attendibili quando ci
presentano invece una persona al limite dell'emarginazione sociale e
scarsamente in grado di reagire in una situazione difficile.
Senza la guerra, la sconfitta e gli eventi politici successivi, la complessa
personalità di Hitler sarebbe stata logorata dalle sue stesse componenti
autodistruttive, che erano rilevanti e che sarebbero riemerse nel periodo
delle sconfitte, dal 1943 in poi. Sono questi aspetti della personalità che
il libro cancella e distorce.
Ma in secondo luogo il libro è scritto anche per completare quel processo di
non esplicitazione del programma ultimo (esoterico) del nazismo, processo
iniziato, come si vedrà nel capitolo quinto, allorché un gruppo di persone
decide di passare dalle sette "occulte" al partito potenzialmente di massa.
È a questo punto che l'osservazione di Langer può essere estesa. Non solo le
"pretese" di rappresentare l'adempimento di profezie astrologiche, ma tutte
quelle che si riferivano a una missione le cui radici si collocavano nella
fantastoria e nella fantacosmogonia, non dovevano essere esposte
pubblicamente, perché avrebbero potuto danneggiare il movimento anziché
favorirlo.
È una situazione ben nota nelle culture e nei gruppi esoterici. Vi sono
diversi gradi di iniziazione o diversi livelli di informazione. Gli adepti
conoscono solo una parte della "gnosi".28 Tutta la verità e i fini ultimi
vengono appresi via via che si sale nella scala gerarchica. Se applichiamo
al nazismo questo schema, ne possono apparire più chiari aspetti sin qui
poco studiati.
La Germania dei primi anni Venti presenta una situazione politica nella
quale l'impostazione nazional-popolare e nazional-rivoluzionaria del nazismo
ha buone possibilità di far acquisire consenso. In questa prospettiva viene
elaborato il programma del partito e viene scritto il
Mein Kampf. È opportuno
accantonare nelle esposizioni pubbliche le premesse esoteriche (tra l'altro
fonte di contrasti a livello di setta), per concentrare l'attenzione sui
problemi immediati e sulle soluzioni proposte dal Nsdap.
Nella seconda metà degli anni Venti la stabilizzazione e la ripresa
economica ridurranno di molto la capacità di aggregazione del programma,
anche se il Mein Kampf
otterrà un certo successo editoriale. Ma la crisi del 1929 consentirà di
riprendere e concludere la marcia iniziata nel 1920, una tappa fondamentale
della quale sarà la conquista della Cancelleria (30 gennaio 1933). Da qui,
come si è detto, verrà perseguita l'applicazione del programma noto, per la
cui attuazione si è conquistato il potere. Ma i grandi obiettivi suggeriti
dalla fantastoria e dalla fantacosmogonia rimangono un impegno a lungo
termine da realizzare.
È lungo questa linea di sviluppo che si colloca la stesura del
Mein Kampf, con le sue
enunciazioni, le sue distorsioni e cancellazioni e i suoi silenzi,
nell'inverno 1923-24. Ed è quindi particolarmente significativa la sua
elaborazione, alla quale concorrono Hess (che dapprima si rifugia a casa di
Haushofer, che lo aiuta a espatriare in Austria, ma poi si costituisce e
verrà incarcerato con Hitler) e lo stesso teorico della geopolitica.
Vi è lina quarta persona che concorre alla stesura, è un ex sacerdote
cattolico, Bernhard Stempfle, già membro, come Hess, della società Thule.
Nella storiografia ufficiale compare così: "Alla correzione del libro,
quanto mai necessaria, provvide un ex religioso, un pubblicista antisemita
che, per ricompensa di questo incarico di fiducia, venne ucciso nella
sanguinosa giornata del 30 giugno 1934".29 E: "Tra gli assassinati del 30
giugno vi era padre Stempfle, che era stato tra i curatori del
Mein Kampf, ma in
seguito si era allontanato dal partito".30 Nel testo di Sebottendorff viene
presentato in questo modo:
"Ariano, professore, consulente scientifico e collaboratore dell'Istituto
Rehse di Monaco. Propugnatore di antica data del movimento
nazional-popolare, interessatesi alla difesa dell'identità razziale tedesca
sin dal 1918. Nel 1919 [operò] per consentire l'ingresso in Baviera del
corpo franco di Epp. Editore di una rivista intitolata "Proiettili
illuminanti" nel 1918-1919. Dal 1922 al 1925 ha diretto il "Miesbacher
Anzeiger"".31
Queste scarne notizie segnalano un fatto e pongono un problema. Il fatto è
che sono tre persone formatesi nella cultura "occulta" del nazismo (Hess,
Haushofer, Stempfle) che collaborano con Hitler alla elaborazione del
Mein Kampf:
elaborazione, perché Haushofer, Hess e lo stesso Hitler conoscevano
abbastanza il tedesco per scrivere un testo politico. Non si tratta quindi
di correggere il compito di un alunno poco pratico della lingua, ma di
concorrere all'elaborazione del libro essoterico del movimento, dietro il
quale sta la sua concezione esoterica.
Il problema è perché Bernhard Stempfle sia stato ucciso il 30 giugno 1934.
Che sia stato ucciso "per ricompensa di questo incarico di fiducia" è
un'affermazione sarcastica che non chiarisce nulla. Per proporre
un'interpretazione va ricordato che il 30 giugno 1934 venne liquidato il
vertice dell'ala populista del nazismo (Röhm, capo delle Sa; Gregor
Strasser, pure ritiratesi), personalità che Hitler temeva come concorrenti
(nella cerchia di von Papen e dell'ex cancelliere generale Schleicher),
nonché il comunista che aveva ucciso Horst Wessel, il collaboratore di
Horbiger.
Non si trattò di una strage indiscriminata (anche se lo stesso Hitler ammise
che qualcuno era stato ucciso per errore), ma dell'uccisione selezionata di
uomini ritenuti, a diverso titolo, pericolosi per il regime. Quanti? Una
ottantina, secondo la versione ufficiale. Da due a quattrocento, secondo
l'emigrazione tedesca. Oggi è ritenuta attendibile la cifra di un paio di
centinaia.
Perché, tra queste persone da uccidere in quanto ritenute pericolose (e che
non complottavano, ma solo avanzavano richieste che Hitler non poteva
accogliere, come quella di Röhm di liquidare la Reichsweher e di fare delle
Sa il nucleo di un "esercito popolare"), venne incluso Stempfle? La sola
interpretazione attendibile è quella di un contrasto all'interno della
cerchia esoterica del nazismo. Esso può essere collegato - come si vedrà -
all'emarginazione di Ludendorff; al fatto che nel 1933 si cominciò a parlare
del "Vril" e delle sette segrete. Stempfle poteva essere pericoloso perché
sapeva dei due livelli (essoterico ed esoterico) ai quali poteva essere
letto il Mein Kampf
(a questo punto venduto a centinaia di migliaia di copie) e alla cui
redazione aveva contribuito. Probabilmente era in contrasto con gli altri membri
della società Thule, ora giunti al vertice dello Stato, sulle modalità e i
ritmi di attuazione del programma esoterico. È in questo quadro che si può
collocare anche l'uccisione, dopo la conquista del potere da parte di
Hitler, del suo "maestro" Eric Hanussen con l'amante, la "veggente" Adrianna
Bierdzynska.
Si possono collegare il fatto e il mistero in una spiegazione che ci
permette di capire che cosa sia il
Mein Kampf, di come le
questioni connesse alla formazione giovanile di Hitler si intreccino con
l'elaborazione delle dottrine esoteriche di cui si è descritto il percorso
dagli ultimi decenni dell'Ottocento sino all'inizio del potere nazista. È in
questo quadro che vanno collocate la personalità e il processo formativo del
Führer a partire dagli anni di Vienna e di Monaco.
NOTE
1. Sven Hedin viene invitato e festeggiato da
Hitler a Berlino in occasione del 75° compleanno, nel febbraio 1940.
2. Per il peso della geopolitica nella cultura
di destra, cfr. il recente Visto da
destra, di Alain de Benoist,
Akropolis, Napoli 1988, alla voce omonima (geopolitica).
3. Per esempio Bracher scrive che nel carcere
di Landsberg "Hitler si familiarizzò con nuove teorie, come la geopolitica
di Karl Haushofer, che lo visitò ripetutamente tramite un suo studente,
Rudolf Hess" (La dittatura tedesca,
cit., pag. 172), già presentato
come "allievo dello studioso di geopolitica Karl Haushofer" (pag. 123). Sono
le due sole volte che il generale viene citato e il definire Hess "allievo"
e "studente" all'inizio degli anni Venti è certamente riduttivo.
4. Joachim Fest,
Hitler, cit.,
pag. 264. Per le concezioni "magiche" Fest cita il saggio di H. R.
Trevor-Roper, The
Mind of Adolph Hitler,
London 1953, prefazione alle sue
Conversazioni a tavola (ed.
italiana, Longanesi, Milano 1983).
5. Rudolf von Sebottendorff,
Prima che Hitler venisse - Storia della
società Thule, Arktos, Torino 1987,
pag. 74. L'A. cita come fonte un libello anti-steineriano: Il dott. Steiner, un imbroglione senza
pari, di
Schwarz-Bostunnisch, Ed. Bopple, Monaco.
6. È il titolo del secondo capitolo del libro
di Ellic Howe, Gli astrologi del
nazismo, Mondadori, Milano 1986,
pagg. 26 e segg.
7. Franz Boll, Carl Bezold, Wilhelm Gundel,
Storia dell'astrologia,
Laterza, Roma-Bari 1985, prefazione di Eugenio
Garin, pag. V.
8. Ellic Howe,
op. cit.,
pagg. 19-20.
9.
Ibidem, pagg. 26-27.
10.
Ibidem, pag. 31.
11.
Ibidem, pag. 32.
12.
Ibidem, pagg. 35-36.
13. Franz Boll, Carl Bezold, Wilhelm Gundel,
op. cit.,
pag. 88.
14.
Ibidem, pag. 89.
15. Walter Langer,
Psicanalisi di Hitler,
Garzanti, Milano 1973, pagg. 44-45. Karl von Wiegand è un testimone dei
primi anni del nazismo. Ha scritto
Hitler Fliegerei e Hitler Foresees His End.
Cfr. Langer, pag. 326.
16.
Ibidem, pagg. 44-47.
17. Ellic Howe,
op. cit;
pagg. 36-37.
18.
Ibidem, pag. 37.
19.
Ibidem, pag. 38.
20.
Ibidem, pagg. 39-40.
21.
Ibidem, pag. 39.
22.
Ibidem, pagg. 43-44.
23.
Ibidem, pag. 42.
24. Rileva Howe citando un testimone, Otto
Kollner: "Al congresso dell'Associazione astrologica tedesca tenuto a Lipsia
nel 1927 Vollrath diede l'awio ai lavori con un discorso d'apertura scipito,
pieno dei soliti luoghi comuni teosofici. Korsch, scattato presto in piedi
come un gallo da combattimento, consigliò vivacemente Vollrath di procedere
con gli argomenti all'ordine del giorno. Lo sproloquio esoterico ebbe presto
fine", (op. cit.,
pag. 45).
25. Walter Langer,
op. vit.,
pagg. 47-48.
26.
Ibidem, pag. 29.
27. Il suo testo per esempio non figura nella accurata
bibliografia di Klaus Hildebrand Il
Terzo
Reich, Laterza, Roma-Bari 1983.
28. Uso qui il termine "gnosi" come
generalmente viene usato dalla storiografia sullo gnosticismo. Per il suo
aspetto non di iniziazione e non gerarchico, ma di movimento libertario ed
egualitario, rimando al mio
Occidente misterioso.
29. Karl D. Bracher,
op. cit.,
pag. 173.
30. Joachim Fest,
op. cit.,
pag. 566.
31. Appendice del testo di cui alla nota 5,
pagg. 240-241.