DALLA THULE AL PARTITO



partito

Hitler riprende nel dopoguerra i contatti col mondo delle sette e delle società segrete, in una situazione per valutare la quale occorre partire dall'osservazione di uno dei tre maggiori studiosi del secolo (con Max Weber e Mircea Eliade) in materia di significato sociale della religione, Georges Dumézil. Egli dice:
Già a metà degli anni Venti il mondo degli studi si avviava a stabilire quel che oggi è chiaro: l'originalità unitaria indoeuropea, capace di esplicitare il mondo attraverso un'organizzazione sociale nettamente gerarchizzata. In Germania tutto questo era nell'aria da decenni, ma all'insegna restrittiva della teoria della razza. Società segrete come quella di Thule, come il Vril, come l'Ahnenerbe di Friedrich Hielscher innestarono i miti indoeuropei sul malcontento di Versaglia. E sulla base di un altro mito antichissimo, quello dell'eterno ritorno che Eliade dimostrò essere indoeuropeo, costituirono un'ideologia che preconizzò da una parte il ritorno ai "miti barbari" di Odino, Thoer, Freir e dall'altra la lotta al monoteismo ebreo-cristiano che li aveva distrutti. Il nazismo si costituì un'organizzazione precisa sin dal 1933, basata sulle tre funzioni, ovvero la Partei (sovranità magico-giuridica), la Reichwehr (la funzione guerriera) e l'Arbeitfront (l'organizzazione del lavoro).1
Utilizziamo per ora il giudizio sui
primi anni Venti, mentre per il seguito si vedrà più avanti. E dunque nel clima politico oltre che culturale che segue la pace di Versaglia che le società segrete occultiste acquistano un rilievo appunto politico. In Inghilterra la situazione opposta (vittoria e non sconfitta nella guerra) lascia questo associazionismo al livello precedente, senza influenza politica palese. Ma il ponte tra Inghilterra e Germania permane; ne vedremo più oltre le caratteristiche.
Per quanto riguarda la situazione tedesca, la società Thule diviene la matrice del partito, mentre il Vril è l'istituzione della sfera iniziatica. Il partito è a Monaco, il Vril a Berlino. I rapporti tra i due livelli sono sovente conflittuali. Il problema è di quanto di iniziatico si debba apportare nell'iniziativa politica. È un'impostazione che può apparire strana solo se si trascura il retroterra culturale che abbiamo descritto. È invece comprensibile se pensiamo al rapporto tra il dover essere e l'essere, tra la deontologia e la realtà, nella tradizione razionalistico-illuminista al tempo della rivoluzione francese (da una parte Robespierre e Saint-Just, dall'altra Napoleone e Fouché) e nella tradizione marxista al tempo della rivoluzione russa (da una parte Trotzkij, dall'altra Stalin).
Un primo contrasto sorge probabilmente proprio con la conquista del potere e questo spiega il destino di Bernhard Stempfle e di altri. Ed è nel 1933 che notizie sul Vril giungono in Francia e Pauwels le apprende dalla cerchia di un altro occultista, Gurdjieff, che proprio allora chiude il suo "priorato" di Avon:
Il dottor Willy Ley, uno dei più grandi esperti del mondo in materia di missili, fuggì dalla Germania nel 1933. Da lui abbiamo appreso l'esistenza a Berlino, poco prima del nazismo, di una piccola comunità spirituale. Aggiungeva sorridendo che i discepoli credevano di conoscere certi segreti per cambiare la razza. Questa società berlinese si chiamava "Loggia luminosa" o "Società del Vril". La "Loggia luminosa" aveva amici tra i teosofi e nei gruppi Rosa-Croce. Secondo Jack Belding, autore del libro
I sette di Spandau, Karl Haushofer avrebbe fatto parte di questa loggia. Si trova la stessa indicazione in Le Stelle in tempo di guerra e di pace, di Louis de Wohl, che durante la guerra diresse l'ufficio di investigazione su Hitler e i nazisti per il servizio di informazioni inglese.2
Si è contestato il valore di questa testimonianza, anche per la tendenza di Pauwels a non approfondire e a sensazionalizzare (de Wohl non diresse nulla; era però un consulente dei servizi segreti inglesi). La documentazione raccolta nei precedenti capitoli fa ritenere del tutto accettabile il ruolo di Haushofer nella elaborazione e gestione di una dottrina segreta, al di là della sua adesione formale alla setta. È importante stabilire che vi è un punto di riferimento istituzionalizzato della dottrina segreta e della sua pratica occulta che sorge contemporaneamente alla trasformazione della società Thule, che ora occorre ricostruire puntualmente.
Essa deriva dal "Germanenorden" (Ordine dei germani) e il suo promotore è una figura singolare, già citata, Rudolf von Sebottendorff.3 Nato come Rudolf Glauer nel 1875, figlio di un ferroviere (categoria che, come si vede, ha un ruolo particolare nelle società pre-naziste), fu adottato nel 1911 dal barone Heinrich von Sebottendorff (l'adozione non venne mai riconosciuta in Germania, tuttavia egli ne usò costantemente il nome). Di professione elettricista sulle navi, si stabilisce a Costantinopoli nel 1900, ottiene la cittadinanza turca e la sua formazione culturale avviene a contatto col sufismo islamico, premessa dei suoi studi occultistici e astrologici (pubblicherà una
Storia dell'astrologia nel 1924). Ha questi interessi in comune con Rudolf Hess, nato ad Alessandria d'Egitto, che vi compie gli studi sino a 15 anni e vi ritorna poi fino alla guerra, perché vi risiede la famiglia (il padre è commerciante). È probabilmente attraverso quanto ha appreso per questa via che Hitler darà sovente giudizi positivi sull'Islamismo e per cui vi saranno divisioni Ss islamiche.4
Chi ama le coincidenze, può rilevare che nella cosmopolitica Alessandria nascono anche due intellettuali di punta (non occultisti) del fascismo italiano, il futurista Filippo Tommaso Marinetti e il poeta Giuseppe Ungaretti, ammiratore di Mussolini che scrive su "Il Popolo d'Italia " del periodo squadrista. Von Sebottendorff studia invece la Cabala, i testi alchemici e rosacrociani, le pratiche occulte dei dervisci. Torna in Germania e, come altri occultisti citati nel secondo capitolo, fa un ottimo matrimonio (con la signora Berta Anna Iffland) che gli mette a disposizione notevoli risorse finanziarie,5 utilizzate in qualche misura, allorché entra nel 1916 a far parte del "Germanenorden", per riorganizzarlo in Baviera dopo la crisi dell'inizio della guerra e una scissione (von Sebottendorff si schiera col gruppo del cancelliere dell'ordine, Hermann Pohl, nominato Walvater).
Nel gennaio 1918 esce, finanziato da von Sebottendorff, il mensile "Runen"; nello stesso mese di gennaio Anton Drexler, membro dell'Ordine, fonda una "Libera associazione di lavoratori per una giusta pace", in luglio la sede dell'Ordine è fissata all'albergo Quattro Stagioni di Monaco e von Sebottendorff acquista il "Münchner Beobachter", che poi diventerà, come "Volkischer Beobachter", il quotidiano del partito nazista. Il 18 agosto l'inaugurazione della sede coincide con l'adozione del nome "Thule Gesellschaft" da parte dell'Ordine bavarese. Negli stessi giorni la controffensiva alleata in Francia è il preannuncio della sconfitta tedesca e "Ludendorff deve riferire al Kaiser che l'esercito del Reich aveva cessato di essere una perfetta macchina bellica".6
Proprio mentre si delinea questa sconfitta, le società segrete si riorganizzano per un maggiore impegno in un futuro incerto e proprio Ludendorff, coi suoi interessi occultistici, vi avrà un ruolo di primo piano sino al putsch del novembre '23. Alla vigilia dell'armistizio Drexler fonda il circolo politico operaio. La Thule ha a questo punto 1500 membri in Baviera e 250 a Monaco.
Proclamata la repubblica in Germania e in Baviera (qui sotto la guida di Kurt Eisner), la Thule organizza subito una Lega di combattimento, tra i cui capi è Rudolf Hess; in dicembre prepara un complotto (che fallisce) per assassinare Eisner. Il 21 dicembre von Sebottendorff è a Berlino, ove il Germanenorden celebra la vecchia festa nordica del solstizio d'inverno e viene stilato il programma del "partito social-tedesco" di Alfred Brunner. Il 5 gennaio 1919 Drexler fonda il già citato Dap, che il 18 gennaio assume la denominazione di nazionalsocialista. Il 21 febbraio il conte Arco-Valley uccide Eisner. In aprile viene proclamata la Repubblica dei consigli. Sette mèmbri della Thule sono arrestati e saranno fucilati. Il 2 maggio i corpi franchi occupano Monaco e abbattono l'effimera repubblica. Con loro combatte Heinrich Himmler (futuro capo delle Ss), ancora studente.
È una cronologia da tener presente, sia in rapporto al ruolo di Hitler, sia in rapporto al carattere "occulto" della Thule. Questa la ricostruzione di Fest:
Alla fine di novembre [1918 Hitler] fu dimesso dall'ospedale [...]. Rientrò a Monaco e si presentò al battaglione di deposito del suo reggimento, [...] se ne restò in disparte, in piena contraddizione con la sedicente decisione di darsi alla politica. Ai primi di febbraio [1919] finì per offrirsi volontariamente per il servizio di sorveglianza di un campo per prigionieri di guerra presso Traunstein. [Poi] fece ritorno a Monaco, [...] alloggiò alla caserma Türkenstrasse, [il che] lo obbligava ad assoggettarsi ai voleri dell'esercito rosso e a portarne il bracciale, [e ciò] dimostra chiaramente quanto poco fosse sviluppata [...] la sua coscienza politica. [Ma], stando alle sue affermazioni, per il suo atteggiamento politico si sarebbe addirittura deciso di arrestarlo; ma Hitler avrebbe volto in fuga, imbracciando il fucile, il reparto incaricato della bisogna. [...] Otto Strasser ha chiesto pubblicamente: "Si può sapere dov'era Hitler quel giorno [2 maggio]? In quale angolo di Monaco si nascondeva il soldato che avrebbe dovuto combattere nelle nostre file?". [...] .Egli si mise a disposizione della commissione d'inchiesta, fornendo informazioni ai fini delle istruttorie in corso. Svolse il suo compito in maniera tanto soddisfacente da essere inviato subito dopo a un corso di indottrinamento civico. E per la prima volta Hitler cominciò a richiamare su di sé l'attenzione.7
È una versione che accomuna la storiografia, nazista e post-nazista, secondo la quale Hitler si avvicina concretamente alla politica e al partito fondato da Drexler soltanto nell'estate 1919 (ne riceve la tessera il 16 settembre). Hitler col bracciale dell'esercito rosso non fa meraviglia. Persino i mèmbri della Thule si iscrissero a una Lega Spartachista per muoversi liberamente.8 Non contrasta con l'ipotesi che i rapporti con la società e con Hess fossero anteriori e che vennero messi in ombra allorché fu presa la decisione di accantonare l'esoterismo per costituire un partito "sociale" e di massa, il cui vertice conservava però intatte le proprie convinzioni derivate dai filoni culturali più volte descritti. Ma intanto von Sebottendorff si allontana dalla Thule nell'estate 1919, durante quello che è probabilmente il primo conflitto nell'ambito della cultura "occulta" che confluisce nel nazismo e che fornisce la chiave interpretativa del testo pubblicato nel 1933.
Esso ha lo scopo di mettere in luce positiva il comportamento dell'autore durante l'effimera Repubblica dei consigli e di "acquisire benemerenze presso il nuovo regime con la sua pretesa di essere stato il precursore del movimento nazionalsocialista",9 le cui origini erano però già state codificate da una storiografia ufficiale. Si tratta quindi di un documento da accogliere con cautela per quanto riguarda la vera natura della Thule, tanto più che dopo la riconquista di Monaco da parte della destra egli aveva lasciato la città forse anche per "una atmosfera di ostilità all'interno della stessa Thule [a causa della] leggerezza che aveva determinato la caduta nelle mani della polizia dei Rossi dell'elenco degli affiliati".10
Si tratta di un elenco sulla cui base si asserisce che Hitler, Rosenberg e Haushofer non avevano nulla a che fare con la Thule, che "ben lungi dall'essere la potente e misteriosa associazione segreta del leggendario caro alla letteratura del nazi-occultismo, non ha avuto neanche risvolti esoterici nè tampoco occultistici. Indipendentemente dalla figura del suo principale animatore (che ebbe effettivamente interessi di natura anche esoterica: e ciò trasse in inganno i ricercatori superficiali) ".11
Ma chi sostiene questa tesi rileva tuttavia che "il Germanenorden [è] una società segreta dagli intenti vagamente occultistici"12 e che Walter Nauhaus (uno dei sette fucilati) è "un giovane studioso di tradizioni esoteriche e di cultura nordica", che suggerisce il nome della società "in ricordo della mitica isola situata all'estremo nord, patria della nazione ariana: questo richiamo era perfettamente cosciente in chi lo promosse" per cui Evola "ha commesso un errore di sottovalutazione quando scrive che si deve mettere sotto cauzione che il nome prescelto attesti un serio e cosciente riferimento al simbolismo nordico polare".13 La "cauzione" era suggerita a Evola appunto dall'intento di negare ogni carattere iniziatico alla società.
Esso risulta però chiaramente da un'esposizione dello stesso von Sebottendorff, che afferma: "Al candidato veniva spedito il foglio di arruolamento n. 1 [forse più esattamente di "iscrizione",
N.d.R,] cui veniva accluso un modulo attestante la non contaminazione razziale del proprio sangue... Una volta espletata la compilazione di questo modulo, al candidato veniva rimesso il foglio di arruolamento n. 2... e qualora gli accertamenti eseguiti risultassero conformi alle condizioni poste, il candidato era invitato a presentarsi a una riunione indetta dall'Ordine. Superato poi ancora un periodo di prova, poteva infine essere affiliato al grado di amicizia, affiliazione che veniva consacrata mediante la celebrazione di un solenne giuramento di fedeltà assoluta. A questo primo grado o grado di amicizia erano ammesse a partecipare anche donne e fanciulle".14
A questo primo grado ne seguivano altri, come in ogni società iniziatica; nel 1933 non se ne parla perché la storiografia nazista ufficiale ritiene che la componente esoterica dell'ideologia non vada evidenziata. Eppure l'autore non può astenersi dal precisare che "l'incontro di Hitler con personalità di rilievo affiliate alla società Thule e la conseguente azione di collegamento e sostegno che la stessa ha svolto nei suoi confronti, hanno segnato l'inizio e l'evoluzione complessiva dell'azione politica da lui intrapresa".15 Ci si può chiedere quali fossero tali "personalità" se "non furono membri della Thule Gottfried Feder, Alfred Rosenberg e Dietrich Eckart. Furono mèmbri invece Rudolf Hess e Hans Frank, il futuro governatore generale della Polonia, pur se non rivestirono posizioni di rilievo, in considerazione della giovane età".16
In realtà, la Thule non era nè molto potente nè molto misteriosa; il suo "occultismo" non va preso sul serio nella misura e nel senso in cui si riferiscono alla tradizione iniziatica gli studiosi del tradizionalismo. Ma era un centro di aggregazione di personalità formatesi sulla "dottrina segreta" di cui si è detto. Hess, che guidava le formazioni di combattimento della Thule, aveva la stessa età nella quale Balbo, Grandi, Farinacci, alla stessa epoca, erano leader di primo piano del fascismo italiano. Ufficiale combattente in fanteria, poi ufficiale in aeronautica dopo essere stato più volte ferito, era un uomo la cui maturità non va misurata solo sui ventisei anni d'età. E i suoi interessi occultistici sono fuori discussione.
Discutere sui vari gradi di iniziazione, sui soci onorar! ed effettivi, su chi fosse compreso e chi non e per quali motivi e quale fosse l'elenco caduto nelle mani della polizia della Repubblica dei consigli e se Anton Drexler (il fondatore del partito di cui Hitler sarebbe divenuto il Führer) "era stato fatto membro onorario della Thule probabilmente per poterne controllare meglio le mosse",17 sono questioni che sarà difficile chiarire anche in futuro sulla base della documentazione, esistente. Sta di fatto che la matrice del gruppo di intellettuali che è all'origine del nazismo è una associazione nella quale è dominante la cultura occultista, la dottrina segreta, quale è maturata nei decenni precedenti.
Nello stesso periodo la sua diffusione in Germania è attestata da Mosse: "L'idea di un Führer acquistava tanto maggiore significato in quanto costituiva una meta per le aspirazioni di List e forniva una reale via d'uscita in tempi di disordini e inquietudini nazionali. E fu effettivamente negli anni incerti attorno al 1920 che l'opera di List conobbe nuova notorietà. La più vasta delle associazioni impiegatizie tedesche, la Deutschnationale Handlungsgehilfen Verband (Unione tedesca nazionale degli impiegati di commercio), lodò quest'uomo quasi dimenticato che era stato un faro di luce e di speranza in anni di tenebre".18
Ma per quanto idee come la magia delle rune di List fossero diffuse, le concezioni esoteriche non potevano essere proposte come programma politico di un partito che puntava a essere di massa, tanto più quando erano a disposizione argomenti più facilmente popolarizzabili: la pugnalata alle spalle (opera soprattutto di ebrei) come causa della sconfitta; l'ingiustizia di Versaglia per i territori tedeschi sottratti alla Germania e per le enormi riparazioni di guerra da pagare; le incertezze della classe politica di Weimar; il pericolo comunista.
Il gruppo di intellettuali della Thule tenne per sé l'esoterismo e l'occultismo e mise in primo piano l'organizzazione politica. Von Sebottendorff, criticato e che probabilmente non era d'accordo, fu messo da parte. Lascia Monaco, rileva il già citato periodico "Astrologische Rundschau" (ottobre 1920), vive in Svizzera (1923-24) e in Turchia (1929-31), con viaggi negli Stati Uniti e nel Messico. Torna in Germania nel 1933 per pubblicare
Prima che Hitler venisse mentre Hitler è già cancelliere del Reich e probabilmente riprende un dibattito sul ruolo dell'occultismo nel nuovo regime (di cui sono probabilmente altri indizi le rivelazioni di Ley, il comportamento di Gurdjieff, l'uccisione di Stempfle, di Hanussen, dell'astrologo di Róhm, Karl Gunther Heimsoth.
Una prova evidente dello scontro nel 1920 è la rottura tra von Sebottendorff e Dietrich Eckart, legatissimo a Hitler, che gli dedicherà pagine commosse nel
Mein Kampf (era morto nel 1923) e che viene da taluni presentato come il suo mentore. Il fondatore della Thule così descrive la vicenda:
L'inimicizia di Eckart nei confronti di Sebottendorff risale alla fondazione della rivista "In buon tedesco", il cui primo numero era stato pubblicato il 7 dicembre 1918. Eckart si era rivolto a Sebottendorff tramite il Fratello in Thule Kneil per ottenere il finanziamento. Dato però che l'onere di finanziare tanto la Thule che il "Beobachter" ricadeva già interamente su Sebottendorff, questi aveva rifiutato. La relazione apparsa sul n. 42 della rivista "In buon tedesco" chiarisce l'indirizzo seguito da Dietrich Eckart per rendere incisivo l'impegno della società Thule nella lotta politica.19
Il quadro è chiaro. In termini di scienza politica, si può dire che all'oltranzismo occultista di von Sebottendorff si confrappone l'atteggiamento degli intellettuali politici che insistono nel collocare momentaneamente l'esoterismo in secondo piano per sviluppare una azione politica diretta sulla base di un programma immediato. Il loro successo è dimostrato dall'evoluzione degli avvenimenti.
Nell'agosto 1919 esce l'edizione nazionale del "Münch-ner Beobachter" che reca sulla testata la dicitura "Volkischer Beobachter"; in settembre Hitler prende contatto col Dap il giorno 12, vi aderisce il giorno 16 e pochi giorni dopo diviene uno dei sette mèmbri del comitato direttivo presieduto da Karl Harrer, della Thule (che nel frattempo è guidata prima da Hans Dahn, poi da Johannes Hering.) Il 16 ottobre vi è la prima riunione pubblica del Dap. Il primo oratore è Johannes Dingfelder, "secondo il cui pensiero la natura prima o poi sarebbe divenuta sterile, i suoi prodotti si sarebbero rarefatti e anche quei pochi sarebbero stati divorati dai parassiti",20 sintesi di preoccupazioni che oggi si direbbero ecologiche, delle quali è indice anche il fatto che tra i fondatori della Thule vi è "il dottor Gaubatz, sindaco della Lega Bavarese per la protezione degli uccelli",21 alla quale si interessò anche Hitler: è la conferma del filone culturale naturistà che risale a Wagner.
Nel gennaio 1920 Harrer lascia la presidenza del Dap, che il 2 marzo diviene ufficialmente partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori (Nsdap). Il programma è elaborato da Hitler, Feder e Drexler. Il simbolo è la croce uncinata, già usata all'inizio del secolo e le cui più recenti vicende sono così descritte:
Ai primi di maggio del 1919, nel corso della cerimonia commemorativa dopo l'inumazione di Heila von Westarp [segretaria della Thule, fucilata,
N.d.R] il palco degli oratori era stato addobbato da una bandiera strappata ai comunisti sulla quale la mano di una Sorella aveva sovrapposto alla falce e al martello la croce uncinata in campo bianco. Contemporaneamente il dottor Friedrich Krohn, socio della Thule e membro del Germanenorden sin dal 1913, aveva proposto la croce uncinata come simbolo del partito nazionalsocialista. Il 20 maggio 1920, nel corso della fondazione del gruppo locale Sternberg, proponeva questo simbolo nella sua forma sinistrogira. Hitler lo modificò nel senso destrogiro.22
È importante stabilire che egli è alla testa del partito pochi giorni dopo la sua iscrizione e pochi mesi dopo è tanto autorevole da deciderne il simbolo, anche se non è detto che la modifica abbia un significato particolare.
Uno studioso delle tendenze culturali qui analizzate e che sostanzialmente concorda con Evola circa il rapporto tra società segrete e nazismo, rileva: "Un aspetto della questione è la possibile esistenza di una vera e propria dottrina occulta del nazionalsocialismo, esternata dallo svastika invertito (cioè destrogiro: con le punte rivolte verso destra). In realtà lo svastika, nelle molte culture che lo hanno utilizzato, era sia sinistrogiro che destrogiro, ma ciò non significava affatto che questa diversa posizione delle sue braccia avesse un senso di volta in volta opposto: cioè solare e polare nel primo caso, il contrario nel secondo. E infatti scrive Rene Guénon: "Quanto al senso di rotazione indicato dalla figura, esso ha un'importanza del tutto secondaria e non influisce sul significato generale del simbolo. In effetti si trovano entrambe le forme senza che questo implichi necessariamente l'intenzione di stabilire tra loro un'opposizione qualsiasi". Parole del 1931, quando ancora si discuteva sul simbolo scelto da Hitler non ancora al potere".23
In realtà, una "vera e propria dottrina occulta del nazionalsocialismo" in senso forte, come "corpus" organico, probabilmente non è mai stata compiutamente elaborata. Esiste invece una componente culturale basata sulla fantastoria, sulla fantacosmogonia e sulle leggi occulte che le guiderebbero. Il gruppo di intellettuali che trasforma la Thule in partito vi crede. E la scelta del simbolo è in questo senso importante, per le interpretazioni che vi sono connesse anche se la forma destrogira o sinistrogira non "implica necessariamente" versioni diverse o opposte. Questo dibattito ha senso nelle scuole occultiste. Il fatto però che Hitler sia arbitro di scegliere il simbolo è indicativo della sua influenza.
Tutte le versioni ufficiali, naziste e post-naziste, apologe-tiche o critiche, non chiariscono da che cosa essa possa derivare. Non dalla precedente attività politica, inesistente. Non da un mandato dell'esercito: Mayr e Rohm, cui Hitler è tenuto a rispondere, sono ufficiali inferiori, il primo non lascia tracce, il secondo se ne andrà presto in Bolivia,24 perché non ha prospettive in Germania e diverrà uomo di primo piano solo anni dopo e come capo delle Sa. Le piccole sette sono notoriamente gremite di personalità che si ritengono importanti, che vogliono primeggiare e anche la storia tedesca di questo periodo lo dimostra. E allora come è possibile che un uomo senza storia, appena entrato nel partito, ne è subito chiamato alla guida, ne elabora il programma, ne sceglie il simbolo carico di significato?
La risposta è che Hitler è già conosciuto in un microcosmo che parte da Lanz e passa per Hess e Haushofer e forse anche per Ludendorff, il grande condottiero. È per questa via che Hitler viene accreditato e presto anche Drexler e Feder saranno accantonati per lasciargli la guida del partito. Egli parlerà delle sue doti — indubbie — di oratore e di organizzatore, che però si manifesteranno dopo e non prima. Il punto di partenza è la fiducia di un gruppo di intellettuali — Hess, Frank, Feder, Rosenberg, Eckart, Himmler e Max Erwin von Scheubner-Richter, un nobile baltico che a Riga aveva avviato alla politica Rosenberg e che verrà ucciso a fianco di Hitler nel putsch del 9 novembre '23. Fest lo presenta così:
Un avventuriero dal passato burrascoso, dotato di uno straordinario talento per redditizi traffici politici dietro le quinte. Si deve in misura cospicua proprio alla sua capacità di procurare fondi se Hitler potè contare negli anni dell'esordio sulla sicurezza materiale. [...] era una sorta di eminenza grigia con uno straordinario fiuto per i segreti, ma anche con un eccezionale savoir taire; buon parlatore, aveva legami con industriali, membri della ex casa regnante dei Wittelsbach, nonché con le autorità ecclesiastiche. L'influenza da lui esercitata su Hitler fu indubbiamente cospicua: unico fra i suoi seguaci caduti, fu da lui rimpianto come insostituibile.25
Nello stesso anno muore anche Eckart. Ma intanto il gruppo di intellettuali cui si è aggiunto Bormann si è cementato e consolidato alla guida del partito, indipendentemente dalle cariche formali. È il gruppo al quale si aggiungeranno altri membri, che verranno emarginati (come i fratelli Gregor e Otto Strasser) o che marceranno con Hitler fino alla catastrofe, come Göring, già unito al vertice sin dal 1920 col prestigio di eroico ultimo comandante della squadriglia von Richthofen; e come Goebbels, che si staccherà dagli Strasser per unirsi a Hitler. Von Ribbentrop verrà aggregato per le sue supposte doti diplomatiche; Julius Streicher diverrà famoso per il suo antisemitismo, di particolare virulenza anche tra i nazisti. Ma è il gruppo che gestisce a Monaco il passaggio dalla Thule al partito (e al quale è collegato Ernst Jünger, il cui ruolo verrà chiarito in seguito) che comincia a decidere e deciderà (talvolta non concorde) al momento delle grandi scelte politiche: il cancellierato nel 1933, l'orientamento verso la guerra nel 1938-39, l'attacco all'Urss nel 1941 con la speranza di raggiungere un accordo con l'Inghilterra.
Hitler si presenta nei primi anni Venti, a suo dire, come il tamburo che sveglierà la Germania, come l'araldo che ne preannunzia la rinascita. È il portavoce di un gruppo formatesi nella dimestichezza con la cultura occulta, il quale ritiene di conoscerne le leggi che portano al successo, e talvolta si divide nella loro interpretazione.
Questo gruppo non compare nè nella autopresentazione del nazismo, nè nella storiografia posteriore. Ma si troveranno le sue convinzioni in tutte le svolte decisive, sino alla congiura del 20 luglio, che vede coinvolto Albrecht, figlio di Karl Haushofer e grande amico di Hess. Il rapporto tra Hitler e questo gruppo può permettere una interpretazione che utilizza anche la critica di Evola al supposto ruolo dei "Superiori sconosciuti".
Insisto sul termine di "gruppo di intellettuali" per Hitler, Hess, Himmler, Rosenberg, Frank, Haushofer, perché la storiografia — integrando le fonti dell'autorappresentazione nazista con la memorialistica negativa posteriore — tende a presentare l'Hitler leader del Nsdap come la prosecuzione del vagabondo di Vienna, circondato da rozzi avventurieri ed agitatori da birreria, che sarebbero la cerchia ristretta di veri sodali e collaboratori del Führer. Ecco qualche passaggio di Fest:
In seno al partito Hitler continuò a restare circondato da gentucola, quando non da tipi decisamente loschi:
tra i suoi rari amici contavano Emil Maurice, tipico attaccabrighe ed eroe delle risse da osteria, e Christian Weber, un enorme, panciuto ex mercante di cavalli, che aveva lavorato come buttafuori in un'equivoca birreria. [...] Anche il garzone macellaio Ulrich Graf apparteneva alla cerchia degli intimi, che costituiva in pari tempo una sorta di guardia del corpo. Essa comprendeva inoltre Max Amann, che era stato sergente di Hitler, un gregario ottuso e robusto che ben presto si sarebbe messo in luce come amministratore del partito e della casa editrice. [...]La figura dominante dell'entourage [...] era quella del giovane Hermann Esser, che aveva lavorato come referente per la stampa al Gruppenkommando della Reichswehr.26
Questi aspetti sono certamente presenti nel primo nazismo. Ma sottolineando esclusivamente tali caratteristiche, si rischia di perdere di vista quella di gran lunga più importante: un gruppo di intellettuali formatesi nell'ambito di una cultura ben definita, la quale costituisce il maggior legame tra essi e la ragione per la quale scelgono Hitler come leader, soprattutto per impulso di Eckart che già nel 1919, in una sua poesia dal tono abilmente arcaicizzante aveva profetato l'avvento di un salvatore nazionale. [...] Non senza meraviglia, egli scorse in Hitler la vera incarnazione di tale modello e già nell'agosto del 1921, in un articolo apparso sul "Volkischer Beobachter" salutava in lui, per la prima volta, il Führer, il duce. Hitler ha definito pubblicamente il poeta "amico paterno", riconoscendosi anche allievo di questi. In ogni caso, si direbbe che Eckart, accanto a Rosenberg e ai "tedeschi baltici", abbia esercitato il più duraturo influsso ideologico su Hitler in quel periodo.27
Più che di influsso ideologico, si può parlare di una comune convinzione culturale di un gruppo nel quale Hitler si dimostra particolarmente fornito di caratteristiche che appaiono doti quasi medianiche e che gli fanno assumere la leadership.
Al gruppo reca inizialmente un sostegno decisivo Ludendorff, che ne condivide le componenti culturali di derivazione occultista (grazie anche alla forte ispirazione della moglie, la dottoressa Mathilde von Kemnitz), che ottiene importanti fondi dall'aristocrazia e dall'alta borghesia e che ha il prestigio del grande condottiero della guerra. Il generale sarà uno dei promotori e marcerà alla testa del corteo la cui dispersione segna la sconfitta del putsch del 9 novembre '23.
Si sostiene che la sua accusa a Hitler di essere fuggito durante lo scontro è all'origine della rottura. Ma essa ha anche ragioni più profonde, che si possono definire ideologiche e che attengono alla cultura qui descritta. Ludendorff, come già von Sebottendorff, insiste nel voler mettere in primo piano rispetto al programma politico una impostazione così riassunta:
Ludendorff [...] si lasciava irretire, in maniera sempre più condizionante, dalle oscurità pseudoreligiose di un'ideologia settaria, nella quale convivevano fede nelle antiche divinità germaniche e pessimismo nei confronti della civiltà. Hitler stesso da un pezzo aveva preso le distanze da atteggiamenti del genere, nei quali ritrovava l'oscurantismo dei suoi primi anni, quello di Lanz von Liebenfels e della Thule Gesellschaft con le sue fantasticherie e nel
Mein Kampf aveva dato mordace espressione al disprezzo che nutriva per questo romanticismo nazional-popolare, il quale d'altro canto costituiva, sia pure in forma rudimentale, il nocciolo delle sue stesse concezioni.28
Si può riscrivere così: il gruppo di Hitler metteva in secondo piano le componenti esoteriche, pur perduranti, dell'ideologia, rispetto all'impostazione programmatica. Ludendorff era di parere opposto. Da qui la rottura. Il generale fonda un suo Tannenberg Bund con scarsa influenza (prenderà poco più dell'Ilo dei voti come candidato alle elezioni presidenziali del 1925). Il Bund sopravviverà sino alla morte del generale, nel 1937, e verrà sciolto subito dopo. Due giorni dopo che Hitler era stato designato cancelliere da Hindenburg, Ludendorff aveva scritto al vecchio maresciallo: "Lei ha consegnato il paese a uno dei massimi demagoghi di tutti i tempi. Le profetizzo che quest'uomo fatale trascinerà il nostro Reich nell'abisso e sarà causa di inimmaginabili miserie per questa nazione. Le generazioni future La malediranno nella tomba per questa sua decisione".29
Questo linguaggio apocalittico riflette la cultura nella quale è germogliato. Per gli occultisti intransigenti Hitler è un demagogo perché ha messo in sordina l'esoterismo a favore di un nazionalsocialismo "popolare". E la figura del salvatore promesso si capovolge in quella del "falso profeta". Eppure vi è una legittimazione del dibattito a livello della tradizione esoterica, perché "nonostante il rapporto di reciproca diffidenza coi nazionalsocialisti ",30 il Bund può operare sino al 1937. Questa legittimazione del dissenso in termini velati ed esoterici è importante da tener presente per valutare quanto avverrà alla vigilia della guerra con la pubblicazione di
Sulle scogliere di marmo.
Von Sebottendorff, al contrario del generale, ritiene che Hitler, da cancelliere, lascerà maggiore spazio alla impostazione esoterica. La Thule si era formalmente sciolta nel 1930, l'anno del primo grande successo elettorale del partito da essa derivato (17% dei voti). Il suo fondatore ritiene di poter riprendere l'attività interrotta nell'estate 1920. Ma la pubblicazione di
Prima che Hitler venisse non gli rida spazio; "l'effetto sarà esattamente l'opposto. Dopo che il libro esce in seconda edizione nel 1934, viene immediatamente ritirato dalla circolazione (da cui l'aura di mistero che l'ha sempre circondato) e il suo autore arrestato, sia pure per breve tempo. Ecco von Sebottendorff riprendere la via della sua terra d'elezione: la Turchia: durante la seconda guerra mondiale lavorerà per il servizio segreto tedesco".31
Ludendorff, meno informato sul gruppo al vertice del potere, è tollerato. Von Sebottendorff non può invece operare in Germania, ma il suo ruolo in Turchia non va sottovalutato, perché si svolge nell'area (il Medio Oriente) che peserà sulle decisioni di Hitler nel maggio-giugno del 1941 (come si vedrà nel capitolo VIII).
Quanto a Lanz von Liebenfels che nel 1915 ha suggerito il termine "ariosofia" per definire la dottrina segreta degli Arii,32 negli anni Venti e Trenta opera in Austria e non influisce sulla situazione tedesca. Hitler metterà a tacere anche lui dopo l'annessione del 1938. E i vari pezzi del mosaico sono tanto difficili da mettere insieme che Mosse, il quale pure ha individuato "le origini mistiche del nazionalsocialismo"33 sottovaluta il peso di quello che definisce anche "Thule Bund",34 mentre Allaud nel suo ampio studio su
Hitler e le società segrete non parla di List e von Liebenfels.
Si tratta ora di completare il quadro con alcune notazioni ; sull'anno 1933 — quello della presa del potere da parte del gruppo guidato da Hitler e che è stato descritto — che integrando quanto si è detto.
È sempre nel 1933 che modifica la sua attività — chiudendo il suo "priorato" di Avon e ritirandosi a Parigi — uno dei maestri della cultura occulta, Georges Ivanovic Gurdjieff. Nato nel 1877 in Geòrgia, avviato dalla famiglia alla carriera ecclesiastica o, in alternativa, a quella medica, le rifiuta entrambe per andare alla ricerca delle fonti del sapere in quel Tibet già meta di altre personalità di questa cultura. Torna in Russia nel 1913 e scrive un libro (
Incontro con uomini straordinari) nel quale prospetta i poteri ancora sconosciuti che l'uomo avrebbe dentro di sé. Intende insegnarli a un piccolo e selezionato gruppo di discepoli (tra i quali il più noto sarà Uspenskij), che raccoglie attorno a sé a Mosca.
Allo scoppio della rivoluzione si trasferisce col suo gruppo nel Caucaso settentrionale, vicino alla natìa Georgia, ma anche sede di una di quelle "colonie" indiane di cui aveva parlato Schlegel. L'avanzata dell'Armata rossa induce il gruppo a trasferirsi prima a Costantinopoli e poi in Germania. E un itinerario analogo a quello di von Sebottendorff e ci si può chiedere se i due si siano incontrati tra il 1920 e il 1922, quando il fondatore della Thule viaggia nelle sue due patrie.
Nel 1922 Gurdjieff si trasferisce in Francia, e qui una sua seguace gli regala castello e terreno ad Avon, presso Fontainebleau, dove sorge quello che diviene il "priorato", dal nome del castello che è appunto Prieuré. Qui giunge, per seguire il maestro, la celebre scrittrice Katherine Mansfìeld, ammalata di tisi e che dovrebbe risiedere in località prescritte da medici. Segue invece il consiglio di Gurdjieff, si stabilisce ad Avon e vi muore dopo appena ottantaquattro giorni, dando luogo a vivaci polemiche sulle cause della morte (assenza di cure, pratiche anomale).
Gurdjieff ne esce indenne, i seguaci aumentano fino al 1933 allorché, inopinatamente, il maestro decide di chiudere il "priorato" e di trasferirsi a Parigi, con la motivazione di sentirsi invecchiare. In realtà ha cinquantasei anni, è in ottima forma e infatti continua la sua attività, seppure più ridotta, nella capitale francese. È qui che lo conosce e ne segue gli insegnamenti Louis Pauwels, che sintetizza la sua esperienza nella valutazione che ha suscitato la critica dei tradizionalisti:
Gli intellettuali detrattori della nostra civiltà sono sempre stati nemici del progresso tecnico. Per esempio Rene Guénon e Gurdjieff o gli innumerevoli induisti. Ma il nazismo fu il momento in cui lo spirito di magia si impadronì delle leve del progresso materiale. In un certo senso, l'hitlerismo era il guenonismo più le divisioni blindate.35
I seguaci di Guénon ritengono l'accostamento del tutto arbitrario. Durante la guerra lo studioso tradizionalista è al Cairo e non per attendervi le divisioni di Rommel. Gurdjieff rimane in Francia. È nel suo ambiente che gli autori de
Il mattino dei maghi apprendono non poche notizie che utilizzeranno nel libro e ricordano in questi termini il primo approccio con le teorie di Horbiger:
Eravamo nel 1948 e io credevo in Gurdjieff e una delle sue fedeli discepole mi aveva cortesemente invitato a passare qualche settimana in famiglia a casa sua, in montagna. Una notte stellata e fredda il rilievo della luna appariva nettamente. "Bisognerebbe dire piuttosto
una luna", disse la mia ospite, "una delle lune". Ci sono state altre lune nel cielo. Questa è l'ultima, semplicemente. È certo. Il signor Gurdjieff lo sa e altri lo sanno. 36
È dunque un personaggio che ha le stesse concezioni di Horbiger, in buona parte condivise da Hitler, che abbandona Avon per una vita più discreta a Parigi, dove morirà nel 1949, dopo altri sedici anni di predicazioni. Poiché è quindi dubbio che la decisione sia stata dettata dall'età, si può aggiungere questa scelta alle altre indicate: Ludendorff profetizza catastrofi e sventure; von Sebottendorff torna in Germania; Ley l'abbandona; il primo sarà a sua volta costretto a lasciare il Terzo Reich in quel 1934, anno nel quale viene ucciso Bernhard Stempfle, insieme all'astrologo di Rohm, Karl Gùnther Heimsoth,37 e ad Hanussen. Sembra che l'avvento e il primo anno di potere di Hitler abbiano suscitato interessi e spostamenti al vertice dell'occultismo in Germania e in Europa. È nel 1933 che Guénon definisce arbitrario l'uso del simbolo della svastica da parte dei nazisti. Si può supporre che alcuni attendessero grandi eventi, altri volessero invece farsi da parte e qualcuno cadesse vittima delle sue illusioni.
Il paragone, m termini di scienza politica, può essere ancora quello delle attese suscitate da un evento rivoluzionario: vi è chi crede giunto il giorno delle grandi scelte, chi rimane deluso e ostile per il loro rinvio, chi consolida la posizione raggiunta: è il caso di Hitler e del suo gruppo.
È in questo quadro che dobbiamo risalire alle tracce della Golden Dawn, il silenzio sulla quale nel primo dopoguerra è determinato dalla situazione già indicata, che impedisce alle sette inglesi di assumere il peso politico che hanno avuto in Germania. Ma i collegamenti permangono, non solo attraverso l'adozione simbolica del termine Vril, di cui già si è detto, ma attraverso la personalità di Aleister Crowley.
Si è vista la Golden Dawn guidata da Mathers e da Yeats. Il primo (del quale va ricordato il rapporto con Bergson) in un
Manifesto ai membri del secondo ordine, del 1896 affermava:
Sui capi segreti, ai quali mi riferisco e dai quali ho ricevuto la saggezza del secondo ordine che vi ho comunicato, non posso dirvi niente. Ignoro anche i loro nomi terrestri e non li ho visti che molto raramente nel loro corpo fisico. Essi mi incontrarono tisicamente in tempi e luoghi fissati precedentemente. Credo che siano esseri umani viventi su questa terra, ma che possiedono poteri terribili e sovrumani. Mi sentivo a contatto con una forza così terribile che non posso paragonarla se non all'effetto sentito da chi sia stato vicino a un fulmine durante un violento temporale.38
A Mathers successe Yeats, dal nome "occulto"
Demon est Deus Inversus. È prima della sua gestione che Crowley aderisce alla società. Da qui le versioni che collegano la Golden Dawn al satanismo, così come il capovolgimento dei bracci della svastica segnerebbe il passaggio dall'iniziazione alla contro-iniziazione.
Nato nel 1875, da ricchissima famiglia, educato in un collegio protestante, alcuni dati della sua vita possono essere dedotti con cautela da un'autobiografia scritta nel 1930 (
The Confessions of Aleister Crowley). L'adesione alla società è della fine del secolo. Come altri personaggi della vicenda esoterica si può permettere l'acquisto di un castello a Loch Ness, in Iscozia, presso il lago del leggendario (e mai visto) mostro. Il suo nome occulto è Perdurabo. Come altri "maestri" già citati, compie viaggi in Egitto, in India e in Estremo Oriente. Concentra i suoi interessi sulla magia sessuale e sul tantrismo. Nel 1904 afferma di ricevere The Book of Law (Il libro della legge), da parte dell'entità Aiwass. In seguito fonda un suo ordine (Astrum Argentinum). Secondo una pubblicazione come il "Reader's Digest", piuttosto aliena da fantasticherie, "i suoi scandali venivano messi a tacere dai servizi segreti britannici di cui, nel 1910, era diventato un agente".39
L'anno dopo pubblica
Book four, esposizione dei principi dello yoga e della magia. Alla vigilia della guerra il suo enorme patrimonio sembra si sia dissolto in viaggi, orge ed esperimenti. Egli lascia l'Inghilterra per gli Stati Uniti, ma ritorna in Europa nel 1919, di nuovo provvisto di ragguardevoli risorse finanziarie. Riprende contatto con la società occultista Ordo Templi Orientis di Theodor Reuss (che aveva conosciuto a Londra nel 1912) della quale costituisce una sezione inglese. È un altro pilone del ponte di cui si è detto nel primo capitolo. Fissa la sua residenza in una villa a Fontainebleau (dove si sistemerà anche Gurdjieff) e viaggia in Francia, in Germania, in Inghilterra, in Italia, dove nel 1920 fonda l'Abbazia di Thelema a Cefalù, in Sicilia. Nel 1923 Mussolini gli impedirà di risiedervi e Crowley si stabilisce a Parigi. Qui pubblica nel 1929 Magie in Theory and Practice. Torna in Inghilterra nel 1932, alla vigilia dell'avvento al potere di Hitler.
L'accostamento è importante per chiarire i precedenti del viaggio di Hess del maggio 1941, alla ricerca di interlocutori per una possibile pace. Sulla base di quali possibili rapporti anteriori, in ambienti dell'aristocrazia inglese in rapporto con le società occulte, un settore del vertice nazista pensava di poter trovare interlocutori prima della scelta decisiva dell'attacco all'Urss?
Si tenterà di rispondere a questa domanda nel capitolo ottavo. Ma la figura di Crowley, maestro dell'occultismo e al contempo agente dei servizi segreti inglesi, leader in Gran Bretagna di una società che è analoga a una setta occultista tedesca, merita di essere tenuta presente, tanto più che nel 1940 scrisse a Churchill, mandandogli un talismano "per far cessare le incursioni aeree" e affermerà in seguito: "In verità, sono stato io a vincere la guerra!".40
Si può naturalmente pensare alle fantasticherie di un folle, anche se Crowley rimase lucido e coerente nelle sue convinzioni sino alla morte (avvenuta nel 1947). Ma poiché ancora nulla è stato chiarito su quanto accadde tra Germania e Inghilterra tra il maggio e il giugno del 1941, anche alcune affermazioni stravaganti possono aiutare a capire brandelli di eventi dei quali la storiografia tradizionale poco si occupa.41
Torniamo comunque per il momento al 1933, nel quale si è conclusa la prima fase del lungo cammino delle società tedesche della tradizione occultista, nell'ambito delle quali si è formata la cultura di una parte del gruppo dirigente nazista. Un suo esponente è cancelliere del Reich. Le società segrete non servono più, ma la loro cultura influenza il processo decisionale del vertice del Terzo Reich e forse qualche forma istituzionale permane attorno ad Haushofer e al Vril. Un'altra parte di questa tradizione culturale troverà invece espressione ufficiale — come si vedrà — in iniziative collegate alle Ss.
Naturalmente i successi di Hitler sono dovuti alle cause di fondo che la storiografia ha già analizzato: la frustrazione di Versaglia, la crisi economica del 1929, il sostegno fornito a Hitler dalle classi dirigenti dell'economia e dell'esercito, l'incertezza del comportamento politico dei gruppi liberali e la dura lotta all'interno della sinistra tra socialisti e comunisti.
Tutto questo è ben noto e nulla può essere aggiunto alle puntualizzazioni storiografiche in merito. Ma vi sono ancora questioni aperte proprio dal punto di vista storico. E quella della cultura occulta del Terzo Reich è una di esse.

NOTE

1. Intervista di G. Dumézil a Renata Pisu, in "Tuttolibri", 17 settembre 1984. Dumézil è molto apprezzato dalla cultura di destra, come si può capire dalla sua impostazione; la sua testimonianza è quindi particolarmente autorevole.

2. Louis Pauwels e Jacques Bergier, Il mattino dei maghi, cit., pagg. 289-290.

3. La sua più adeguata biografia in lingua italiana è dovuta a uno studioso tradizionalista, Renato Del Ponte, nell'introduzione a R. von Sebottendorff, Prima che Hitler venisse, cit., pagg. 5-11. Ivi anche rettifiche di notizie imprecise di storici tedeschi, come Fest e Bra-cher, incerti sul nome originario del personaggio.

4. Cfr. in proposito Claudio Multi, Il nazismo e l'Islam, Quaderni delle edizioni Barbarossa, Saluzzo 1986.

5. "Ecco il molto danaro di cui si ignora l'origine", precisa Del Ponte (pag. 8), citando e correggendo Fest (Hitler, cit., pag. 234).

6. Keith Robbins, La prima guerra mondiale, Mondadori, Milano 1987, pag. 88.

7. Joachim Fest, op. cit., pagg. 92-93.

8. Cfr. Rudolf von Sebottendorff, op. cit., pag. 101.

9. Renato Del Ponte, introduzione a von Sebottendorff, op. cit., pag. 10.

10. Ibidem.

11. Ibidem, pag. 4. Ivi si contesta pacatamente l'esposizione, della mia tesi in una prima formulazione (con molti errori di battitura) presentata nel maggio 1984 a un convegno sulla destra in Europa promosso dal Goethe Institüt e dall'Università di Torino (e non dalla Fondazione Agnelli, come ivi supposto).

12. Ibidem, pag. 9.

13. Ibidem.

14. Ibidem, pag. 45.

15. Rudolf von Sebottendorff, pag. II della dedica dell'autore "alla memoria dei sette fucilati ".

16. Renato Del Ponte, op. cit., pag. 12.

17. Ibidem, pag. 13.

18. George L. Mosse, Le origini culturali del Terzo Reich, cit., pag. 111.

19. Rudolf von Sebottendorff, op. cit., pag. 75.

20. Joachim Fest, op. cit., pagg. 146-147.

21. Cfr. Rudolf von Sebottendorff, op. cit., pag. 44.

22. Ibidem, pagg. 14-15.

23. Gianfranco De Turris, introduzione a Rene Allaud, Hitler e le società segrete, in corso di stampa presso le Edizioni Mediterranee, pag. 7. Il testo di Guénon citato è Il simbolismo della croce, Milano.

1973, pagg. 101-102. De Turris ha curato con Sebastiano Fusco La razza ventura, di Bulwer Lytton, Carmagnola 1980.

24. Rohm ha avuto un ruolo importante nella politicizzazione in senso populista dei militari boliviani. Cfr. Il socialismo militare in Bolivia (1936-1946) di Sergio De Santis, in Momenti dell'esperienza politica latino-americana — Tre saggi su populismo e militari in America Latina, a Cura di Ludovico Garruccio, Il Mulino, Bologna 1974.

25. Joachim Fest, op. cit., pag. 165.

26. Ibidem, pagg. 163-164.

27. Ibidem, pngg. 160-161.

28. Ibidem, pag. 274.

29. Citato in ibidem, pag. 506.

30. Karl D. Bracher, La dittatura tedesca, cit., pag. 178.

31. Renato Del Ponte, introduzione a von Sebottendorff, op. cit., pag. 11.

32. Il termine è ripreso in: Nicholas Goodrick-Clarke, The occult Roots of Nazism. The Ariosophist of Austria and Germany 1890-1935 (Le radici occulte del nazismo. Gli ariosofisti in Austria e in Germania), Wellingborough 1985. L'autore definisce von Sebottendorff "l'avventuriero che aveva introdotto l'ariosofia nel partito nazista", citato da Del Ponte, op. cit., pag. 11.

33. È il titolo in inglese del saggio pubblicato nel "Journal of the History of Ideas", gennaio-marzo 1961. Ho incontrato Mosse a un convegno dell'istituto Gramsci dell'Emilia-Romagna dove teneva la relazione introduttiva a un convegno concernente politica ed estetica negli anni Trenta e dove ho esposto in una comunicazione le ipotesi qui elaborate. Mosse non mi è parso particolarmente interessato. Da quel convegno è derivato un volume collettaneo pubblicato da Laterza.

34. Cfr. George L. Mosse, op. cit., pagg. 337-338 e pag. 386 nella quale comunque si ricorda che "la Thule Gesellschaft sarebbe diventata l'incubatrice del Partito nazionalsocialista ".

35. Louis Pauwels è Jacques Bergier, op. cit., pag. 334. Una recente sintesi del pensiero di Gurdjieff è la sua opera tradotta in italiano Vedute sul mondo reale, L'Ottava, Roma 1985.

36. Ibidem, pagg. 306-307.

37. Cfr. cap. VIII, nota 16.

38. Ibidem, pag. 292.

39. Selezione del Reader's Digest, Europa misteriosa —società segrete — riti occulti — maghi — streghe — veggenti, Milano 1983, capitolo 12,pag. 326.

40. Ibidem, pag. 328.

41. Secondo Guénon che ne scrive a Evola (29 ottobre 1949) "Crowley nel 1931 era andato a Berlino per ricoprirvi il ruolo di consigliere segreto presso Hitler". La lettera con valutazioni anche della Golden Dawn è ora in "Quaderni di Avalon", n° 10, 1986.

 

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