LE TRASFORMAZIONI DEL PORTO NEL TEMPO

Fino alla fine del 1300 la città di Genova fu l’emporio in cui le merci in arrivo e in partenza erano immagazzinate. Nella casa-torre il mercante dormiva sopra la propria merce per custodirla e quindi la costruzione della città e del porto procedevano di pari passo.
La maggior parte dei traffici avveniva attraverso le vie del mare; solo il sale,le sete e i prodotti che provenivano dalle colonie erano trasportati verso l’entroterra a dorso di mulo lungo percorsi che seguivano i crinali.
A partire dalla seconda metà del ‘500 furono costruite imponenti mura di cinta e il Molo Nuovo, finanziato dal Banco di S.Giorgio nel 1638, per  proteggere le imbarcazioni dalle mareggiate.
Fino al XIX secolo il porto non subì grandi cambiamenti.
La situazione cambiò con l’annessione di Genova al Regno Sardo: il nuovo stato aveva bisogno di uno sbocco sul mare e quindi furono progettate e aperte nuove strade che collegarono Genova con l’entroterrae con il ponente. Fu anche risistemato il fronte a mare
della città dove poi sarebbe sorta l’attuale piazza Caricamento.

Nel disegno del 1822 si vede come fosse questa zona prima dell’apertura della nuova strada e si capisce anche quanto la città vivesse abbarbicata al suo porto. Era il labirinto degli scagni
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