VERLAINE, Paul Marie
(Metz 30.3.1844 - Parigi 8.1.1896) Poeta francese. Frequentatore dei salotti letterari di Parigi, esordì con i versi di ispirazione parnassiana dei Poemi saturnini (1866) e La buona canzone (1870), dedicata a Mathilde Manté, che sposò nel 1870. Condusse poi un’esistenza alquanto tormentata, segnata dall’alcolismo e dalla drammatica conclusione dell’amicizia con A. Rimbaud, col quale era fuggito in Belgio e in Gran Bretagna, e che tentò di uccidere (Bruxelles, 1873). Condannato a due anni di prigione, V. si convertì al cristianesimo e pubblicò nuovi versi di argomento religioso (Romanze senza parole, 1874; Saggezza, 1879). Visse quindi alternando soggiorni in Gran Bretagna e in Francia, finché dal 1880 si stabilì a Parigi. Qui pubblicò Ora e allora (1884), che contiene l' Arte Poetica risalente al 1874, uno dei capolavori della poesia francese, e numerose altre opere in cui spazia da versi di sincera ispirazione religiosa (Amore, 1888; Felicità, 1891; Liturgie intime, 1892) ad altri crudamente erotici e sensuali (Canzoni per lei, 1891; Carne, 1896). La poetica di V. è caratterizzata da un atteggiamento di forte rottura con le forme tradizionali della poesia francese e dalla costante ricerca di una melodia verbale capace di ridare all’uomo almeno l’illusione dell’innocenza e della felicità perdute, ed ebbe un fondamentale influsso sul movimento simbolista. Altre OP: I poeti maledetti (1884, saggi e articoli); di carattere autobiografico Memorie di un vedovo (1886) e Confessioni (1895).