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CHE
COS'E' LO STAMPING?
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E' un procedimento molto semplice che
permette di trasferire immagini utilizzando dei comuni timbri in gomma
come quelli da ufficio, che portano però immagini artistiche e vengono
utilizzati con speciali colori, di solito venduti sotto forma di tamponi
in feltro o spugna già inchiostrati.
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AH, HO CAPITO, UN GIOCO
PER BAMBINI...
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Ricordo
che quando ero piccola mi hanno regalato una confezione di timbri di Bambi
e dei suoi amici coniglietti e scoiattoli da colorare: bellissimo gioco, per i primi cinque minuti, poi
ho incominciato ad annoiarmi.
In
realtà, anche se ai bambini di solito piace stampare e pasticciare con un
adulto a fianco che li stimoli, non si divertono molto lasciati soli con
timbri e colori, specie se sono piccoli terroristi in erba com'ero io.
E' invece molto più soddisfacente per un adulto. Infatti
timbri, colori, carte ci consentono di esprimere una vena artistica che
spesso non sappiamo nemmeno di avere, finché non ci inciampiamo per caso
(mia sorella Marinella è un'artista da sempre, ma io purtroppo non ho
preso da lei). Non pretendo certo di definire i miei poveri e umili sforzi
"arte", ma mi rilassa sporcarmi le dita di inchiostro e incollare carte e
nastri. Beh, in fondo nessuno è perfetto, no?
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MONTATO
O NON MONTATO?
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I
timbri "artistici", che possono essere in gomma o in altri
materiali, si trovano in commercio sia montati su impugnature di legno,
sia in fogli di disegni o singoli timbri non montati.
I
primi sono oggettivamente più belli, hanno generalmente un indice
colorato che riproduce sul dorso il disegno del timbro e possono essere
riposti su mensole o in scatole. Sono anche più costosi (sigh) e se
comprati online il peso del legno è un'ulteriore mazzata nei denti, a
causa dei costi di spedizione.
I
timbri non montati, che si trovano in vendita in grande quantità e per
tutti i gusti su internet, possono invece essere "archiviati" in
raccoglitori ad anelli (vedremo in seguito come) ed occupano pochissimo
spazio. Possono essere
suddivisi in due categorie: i timbri opachi e quelli trasparenti, che
ormai da tempo stanno sostituendo quelli in gomma opaca.
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TRASPARENTE
o OPACO?
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Il
primo vantaggio che presentano i timbri trasparenti è quello di vedere
esattamente dove si sta stampando, cosa molto utile
specialmente durante le operazioni di sovrapposizione di immagini, o se si
soffre di una diffusa malattia dello stamper (sarebbe "timbratore",
ma fa così figo in inglese... lasciate che me la tiri un po'!), detta
volgarmente "mano con le vertigini".
Il
secondo è che i timbri in resina trasparente si attaccano senza bisogno
di collante a un blocchetto di acrilico, e a fine uso si staccano e si
ripongono su un qualsiasi supporto lucido come comuni fogli di acetato, da
inserire in quaderni o raccoglitori ad anelli. I timbri in gomma opaca,
diversamente da questi, per poter essere montati sui blocchi di acrilico
hanno bisogno di essere incollati su un foglio spugnoso che da un lato ha
un adesivo permanente (da attaccare al dorso del timbro) e dall'altro un
foglio di vinile che fa l'effetto di una ventosa.
Questo
materiale va comprato a parte, è per ora disponibile solo ordinandolo
online all'estero, va spedito teso, ed è quindi costoso anche nella
spedizione. Inoltre richiede un po' di tempo e di abilità manuale per
accoppiarlo al timbro e ritagliarlo con precisione.
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COLORI
A ESSICCAZIONE RAPIDA O A PIGMENTO?
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Esistono
moltissimi generi di inchiostri specialmente formulati per l'uso con i
timbri. Alcuni sono specialistici, come i colori per stoffa o per metalli,
altri sono pensati per l'uso generale, su carta e cartoncini, e si
dividono in colori a essiccazione rapida (o ad acqua) e a pigmento.
Mentre
i primi asciugano velocemente, e possono essere utilizzati anche per
alcune tecniche di acquerello, i colori a pigmento richiedono più tempo
per asciugare (anche se restiamo nell'ordine di un minuto circa) ma
consentono l'utilizzo sulle immagini stampate delle cosiddette
"polveri da embossing".
Embo...
che?
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EMBOSSING?
MA QUALE?
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Cos'è
l'embossing? Il termine viene usato anche per indicare quelle immagini che
rimangono in rilievo sulla carta perché "forzate" dal retro del
cartoncino con un apposito attrezzo dalla punta smussata, di solito
seguendo disegni incisi in una placchetta metallica o plastica (stencil
per embossing). Le so tutte! (James Tont, 2005)
Esiste
però un diverso tipo di embossing, che consente di ottenere immagini in
rilievo anche molto complesse o particolareggiate, e con apparenza
metallica piuttosto che lucida od opaca. Come si fa?
E'
semplicissimo: dopo aver inchiostrato il timbro con un inchiostro a
pigmento si stampa l'immagine sulla carta e prima che questa asciughi si
cosparge di polvere da embossing nel colore scelto. Si recupera da brave
formichine giudiziose la polvere
da embossing eccedente (nel processo se ne utilizza veramente pochissima)
e si procede a fondere la polvere con un apposito attrezzo ad aria calda.
Va notato che il calore generato da un phon non è sufficiente a fondere
le polveri da embossing. In mancanza di questo soffiatore si possono
fondere le polveri in un fornetto, sopra un tostapane o una bistecchiera,
o tenendolo a pochi centimetri da una lampada alogena.
N.B.:
Qualcuno vedendovi in piedi sul tavolo del soggiorno mentre tenete un
pezzo di carta sopra il lampadario potrebbe temere per la vostra salute
mentale. Conviene farsi fare un certificato di sana e robusta costituzione
in anticipo, per controbattere efficacemente eventuali cause legali di
interdizione.
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POLVERI
DA EMBOSSING FINI E POLVERI UTEE
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Ma
le polveri sono tutte uguali?
No,
ne esistono moltissime varietà, lucide ed opache, metalliche o perlate,
con brillantini o puntinature dorate, fini e... UTEE.
Le
polveri UTEE (Ultra Thick Embossing Enamel) hanno una formulazione simile, ma
hanno una grana più grossolana e permettono, applicando pochi strati uno
sopra l'altro, di formare uno spesso cuscinetto di resina fusa del colore
scelto che può essere inciso facilmente appoggiando semplicemente un
timbro sulla superficie ancora calda. Alcuni esempi di questa lavorazione
sono nella pagina UTEE
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CARTONCINO
OPACO E GLOSSY
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E
ora che faccio, timbro la carta igienica?
Anche.
O meglio, si possono ottenere risultati inaspettati usando la carta igienica,
acqua, Vinavil e un timbro anche se di solito la mia resta in bagno.
Si
può timbrare - con i colori adatti - praticamente su tutto, dai muri ai
vestiti; di solito però ci si accontenta del cartoncino. Una variante
interessante al comune cartoncino bianco o colorato è il glossy, che è
un tipo di carta lucida simile a quella per fotografie.
Al
di là dell'apparenza luccicante e rifinita, il glossy ogni volta
risveglia la marmocchietta infangata che ancora sonnecchia dentro di me.
Mi concio regolarmente le mani in modo scandaloso (odio i guanti in
lattice) ma con un batuffolo di cotone, una spruzzata d'alcool e del
colore a rapida essiccazione si ottengono sfondi colorati ed effetti di
sfumatura e craquelé veramente professionali. C'è una piccola sezione glossy
nella mia galleria di biglietti.
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COME
SI IMPARANO I TRUCCHETTI?
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Per
chi non ha problemi con l'inglese, internet abbonda di gallerie d'idee di
stamping e scrapbooking, di siti in cui si descrivono passo passo tecniche
e progetti, di riviste periodiche di stamping online.
Per
chi invece preferisce un approccio più diretto e... italiano... esistono
dei corsi su temi specifici (l'embossing, il glossy, le tecniche avanzate
di sfondo, gli shadow stamps...).
Alcuni
di questi li tengo perfino io (figuratevi...) - qui a Milano - nel tempo libero.
Se
qualcuna fosse interessata può sempre spedirmi una mail, il pulsante l'ho
messo apposta... ;-D
Anche
se non volete fare corsi, ma siete solo curiose, o volete scambiare
informazioni, segnalare o richiedere altri links, sarò felice di leggere
i vostri messaggi.
Ciao
a tutte
Daniela
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