Sabato ci svegliamo prestuccio, suonati come campane del Duomo, una colazione da verri al buffet dell'hotel (ovviamente tra orripilanti rutti di apprezzamento) e poi ...Alex Targetti parte con il bloccadisco e spacca il parafango della fiammante 1100S: costo di listino 800.000.

Va beh, poi finalmente si parte per il colle di Maddalena, luogo previsto per lo scollettamento in Francia.
La strada prima del passo � molto scenica, con una decina di tornanti stretti e un bel laghetto tra le montagne pelate da altitudine e freddo.

Sul passo ci fermano i carabinieri per controlli, mentre un aria frescolina ci fa capire che d'ora in poi si fa sul serio.
Scendiamo nella valle sottostante, una birra ed un cambio in franchi nel primo paesino e poi su verso il Col du Galibier. Sulla strada nazionale, prima della deviazione per il passo, una serie di curvoni meravigliosi come asfalto e visibilit�. La stradina che porta su invece � stretta e con molti sassi; il panorama per� � veramente imponente.
Nel rifugio deserto ci fermiamo per il pranzo, invogliati anche da una temperatura esterna sui 10 gradi.
Si mangia un piatto di affettati e formaggi, un p� di vino eppure il conto sfiora le 50.000 a cranio: non sar� che l'infido gestore ci vuol far pagare le scorregge rimbombanti che hanno accompagnato costantemente le parche libagioni?
Si rimonta in sella e per scaldarsi via a palla verso il Col de l'Izoard, teatro di molte imprese del Tour.
Il paesaggio rimane lunare, bellissimo, ma le strade non permettono grandi pieghe. Sempre Alex incornicia la sua giornata con una scivolata - senza conseguenze - sul brecciolino...

Rimane il Col de l'Iseran, ma fa quasi gi� buio quando arriviamo su: freddo orrendo, pioggia e nessuno in giro. E' un altro posto meraviglioso (col sole...), ma non ci fermiamo nemmeno. Subito gi� di volata verso Val d'Is�re, dove troviamo un canile d'albergo, l'unico aperto dopo la fine della stagione turistica.
Un Gunther ospite dell'hotel ci mostra orgoglioso tutte le modifiche fatte alla sua R80GS per scorrazzare meglio i suoi 130 kg di birra e merda.
Anche a cena il conto � salato: colpa anche stavolta di alcuni peti ignobili fatti per attirare le grazie della dolce cameriera?
La mattina dopo � fantastica: 5 gradi ma un sole MERAVIGLIOSO. Le montagne intorno sembrano finte e in giro non c'� nessuno. Facciamo colazione in una boulangerie con tavoli all'aperto, col fumo del fiato e dei croissant caldi... il livello di piacere � quello di un discreto pompino.

Prima tappa: Val d'Aosta attraverso il passo del Piccolo S.Bernardo. Ci fermiamo tra prati e boschi a pochi km dal valico e la luce del sole vela tutto di un'aura sovrannaturale.
La strada fino su � bellissima e ci fermiamo di nuovo circondati dal massiccio del Bianco e molte sorelline alte 4.000 m.

Sul versante italiano finalmente troviamo un ottimo asfalto e ci sfoghiamo un minimo con un p� di manico. Peraltro il cambio di fondo si intuiva, visto che continuavano a salire sul passo 996 ed R1 a palla.
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