| Non facciamo in tempo ad apprezzare la temperatura pi� mite: sfioriamo Aosta e via per il passo del Gran S.Bernardo e la Svizzera. Pieghe come si deve: prima del traforo la strada � ampia e i curvoni molto larghi, ma prendendo la deviazione per il passo le curve sono mediamente da seconda con ottima visibilit�. Fino al confine ci si pu� slegare ammodino. Il paesaggio � ancora una volta da fiaba. Scendiamo gi� e ritroviamo la civilt�: sosta da Mc Donald's a mangiare i familiari panini con la merda, ma almeno qui accettano anche il pagamento in lire. |
| Nel pomeriggio, che si fa che non si fa, qualcundo dice vado a casa che sono uno straccio (Bicio) no tu resti e non rompere i coglioni (noi), insomma alla fine si decide: tappone di trasferimento di un centinaio di km in piano e poi... ...poi alle 5 di pomeriggio si arriva ad un bel crocevia, da cui parte un itinerario ad anello. Da una parte c'e' il Furkapass, che vediamo da circa 1000 m. pi� sotto risplendere al sole serale. Dall'altra il Gimselpass, che non si riesce a scorgere. Siamo nell'imbarazzo della sceltta, mentre un milione di moto di passa davanti. Alla fine passa uno SRAD solitario che a giudicare dal rumorino deve aver perso la marmitta da qualche parte, prende per il Grimsel e sentiamo un prima-seconda-terza-quarta che ci fa drizzare anche i peli del culo: la decisione � presa. |
| L'altro versante del Grimselpass � semplicemente uno dei posti pi� belli che abbia mai visto. Nessuna vegetazione, un lago verde incoronato da cascate e torrenti che vi si buttano dentro incazzati; in mezzo un isola di roccia con sopra un castello degno del Dottor Destino. Ma l'orologio corre: via come disperati superando una marea di moto di tutti i tipi. Prossima fermata il Susstenpass, dove scattiamo una serie di foto sulla strada che corre a fianco di un enorme ghiacciaio. Il cielo del tardo pomeriggio � blu pennellato da sbuffi di nuvole rarefatte. Via a palla di nuovo verso il Furkapass: fondo stradale orrendo negli ultimi km ma paesaggio davvero gagliardo. In cima la temperatura � bassissima nonostante il sole splenda ancora. Il freddo riesce a penetrare anche nei guanti invernali. Scendiamo senza molti riguardi ed in breve ci ritroviamo al crocevia iniziale. Sono le 19: in due ore abbiamo fatto circa 140 km di montagna incazzatissima con tre passi a quasi 3000 metri. Non male. |
| Pernottiamo un p� pi� gi� in una pensione tipo Frankestein Junior. Il sogno di una doccia rovente ci mantiene in vita. Cena luculliana in hotel a base di capriolo e cervo (creature pi� soavi da ammazzare da queste parti putroppo non se ne trovano), e poi a cuccia come dei topi bagnati. Il mattino dopo qualcuno, quello che voleva tornare a casa (si capisce quindi il perch�), trova la forza di alzarsi alle sei per farsi una bella sega, in una camera semplicemente orrenda. Una potenza. Colazione e via verso l'Italia attraverso il passo del Sempione: c'� tempo per le ultime foto di montagna con il monte Rosa sullo sfondo. Da qui fino a casa sar� solo un'orrenda autostradata, ma ci restano negli occhi i colori di queste montagne, ricordo che ci scalder� nel lungo inverno senza moto... |
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