DAY TWO:
the Great Dolomites
Nella foto a lato si vedono molte teste,
ma nessuno in realt� capisce un cazzo.
Quando ci svegliamo ci troviamo di fronte ad un'inaspettato cielo nuvoloso, che non promette nulla di buono. E' anche l'ora della staffetta tra Edoardo e Bicio. Il primo, dopo averci allietato tutta la notte con scorreggioni rimbombanti e mefitici, torna a casa dall'ansiosa fidanzatina avvolto nella sua nube di merda vaporizzata. Il secondo, dopo essersi svegliato all'alba pur di scrivere sulla scheda elettorale "VIVA LA FIGA", ci raggiunge da Ferrara alle 9.30 con gli occhi vetrizzati per la tirata.

Ma ecco che, mentre accendiamo i motori, il cielo si apre ed esce una giornata bellissima. Purtroppo passo Manghen � chiuso, quindi saliamo verso la Strada delle Dolomiti passando sotto le Piramidi di Segonzano. Da l� fino a Moena e quindi si inizia la rumba per passo Costalunga. Ci rendiamo conto che, viste le recenti nevicate fuori stagione le strade pi� alte sono state aperte di recente (e nemmeno tutte) ed il fondo � spesso cosparso di brecciolino.
Dopo il passo occhieggia brevemente tra i pini il blu cristallino del Lago di Carezza ed entriamo nella Val d'Ega, con il suo panorama unico fatto del passaggio attraverso un canyon scavato da un torrente semplicemente meraviglioso.
Siamo a Bolzano e riprendiamo la salita verso l'Alpe di Siusi. Avevo gi� fatto questa strada ma solo in macchina, e con le lacrime agli occhi. Ma adesso saliamo in moto per questa serie incredibilmente divertente di 30-40 curve quasi tutte da seconda, con ottima visibilit�: � una goduria sentire il suono dei bicilindrici di Borgo Panigale rimbombare per le pareti di roccia.

Ci fermiamo a pranzare - roba leggera tipo stinco o stufato d'alce con cipolle - ad Ortisei e poi viene il momento del commiato da Depi e Vittorio che, giusto prima di affrontare il Sella Ronda in una giornata semplicemente memorabile, devono tornare ai rispettivi improrogabili impegni
(pernacchia, please).

A parte uno spiacevole incidente con alcuni locali vistosamente inbenzinati, iniziamo a salire per il Sella che si apre imponente tra cumuli di neve ancora molto compatta. Il Sasso Lungo ed il Sasso Piatto riflettono sornioni un sole caldo e limpidissimo.

Dopo il Sella, su per il Pordoi, chiuso in teoria al traffico. In realt� sul passo di sono altri gruppi di moto ed il paesaggio � come sempre gagliardissimo. In lontananza si vede la mole possente della Marmolada, cui diamo appuntamento per l'indomani.
Voi quale scegliereste?
Il Campolongo � solo un intermezzo prima del ben pi� succoso Gardena, solo che scopriamo da altri motociclisti che quest'ultimo � chiuso e c'� una sbarra che impedisce il passaggio. Pazienza. Salutiamo a questo punto i valorosi Claudio e Marcello che prendono la via di casa, bramosi di arrivare e di spararsi subito un bel segone a due mani.

Prendiamo per il Valparola (devo dire molto bello!) e scambio la mia SS con il GS800 di Zana. Mi fa piacere vederlo esaltarsi un p� con una moto sportiva ed allo stesso tempo sono ansioso di provare la vecchia signora su per i tornanti. A Marco salta il filo della frizione della Triumph (gli inglesi non hanno ancora affinato del tutto la solidit� costruttiva), e questo viene riparato tra numerose bestemmie. Nel frattempo, ovviamente, chi caca nel bosco e chi si tira pallate di neve.

Il Valparola sfocia direttamente sul Falzarego, e da qui iniziamo la discesa verso Col di Lana e Livinallongo. La strada � molto bella. Zana, come previsto, parte a palla seguito da Flavio: fatico a scegliere tra il piacere di ascoltare da dietro il rombo del ducatone e quello di guidare l'arzilla GS come una moto da cross gi� per i tornanti.

Ci ritroviamo di nuovo ad Arabba e su di nuovo per il Pordoi. Su questi turnich� strettissimi la vecchia Gelande-Strasse riscopre una seconda giovinezza e tutte le moto potenti (tra cui la mia) che ho alle spalle devono faticare terribilmente per non restare indietro. E' un momento molto bello, culminante all'arrivo sul passo semideserto e col tramonto che inizia a profilarsi dietro le montagne. Prendiamo una birretta sotto gli ultimi raggi del sole e quei venti minuti restano un incanto difficile da dimenticare.

Scendiamo gi� a Canazei giusto in tempo per trovare l'hotel, fare una doccia ed una cagata (non tutti per� nella doccia) ed andare a cena. A parte la cameriera - una laida succhiafregna cinquantenne - mangiamo come verri e c'� giusto il tempo di bere una grappa davvero omicida fatta col benzene prima di svenire tra le lenzuola.

Voto alla giornata: 10 pieno.
DAI !!!!!!!
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