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Il mio regno è di questo mondo |
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Più tardi dopo aver riposato e fatto un bel bagno si recò a piedi nel castello
di suo fratello il quale lo attendeva davanti al portone d'ingresso. I due si
abbracciarono e il fratello maggiore gli fece conoscere la sua famiglia e gli
fece visitare il castello, dopo di che lo invitò a sedersi e a raccontare
qualcosa del suo regno e il motivo della visita. Subito dopo essersi seduto
incominciò così: "Tutto andava bene per i primi tre anni, i cento operai che mi assegnò papà lavoravano tutti, anzi a dire il vero faticavano e si lamentavano del troppo lavoro che dovevano sopportare. Poi venne da me un rappresentante che vendeva macchine per l'agricoltura e allora acquistai due trattori, due aratri e una mietitrebbia, cosicché avevo bisogno solo di venti operai, e licenziai g1i altri ottanta: e i soldi che dovevo a questi andarono nelle mie tasche. Ma poi incominciai a subire dei furti nel granaio e nella stalla e ho dovuto spendere tanti soldi per renderli sicuri dai ladri assumendo anche dei custodi per la sorveglianza continua. Anche i miei venti operai subivano furti e rapine e visto il loro malcontento ho assunto dei poliziotti per arrestare i malviventi; ho assunto un giudice che mi costa quanto quattro operai ed è pieno di lavoro fino al collo; ho fatto costruire un carcere e assunto dei carcerieri e poi spendo anche dei soldi per dare da mangiare ai carcerati. Il corpo di polizia si lamenta che la loro vita è troppo a rischio e chiedono un aumento dello stipendio. Anche i miei operai chiedono un aumento del salario perché dicono che i soldi non bastano a causa delle spese per gli antifurti che sono costretti a mettere nelle loro case e nei loro mezzi di trasporto, e malgrado ciò continuano a subire furti. Ho assunto una scorta armata per accompagnare le mie due figlie a scuola perché ho paura che qualcuno possa rapirle. I1 carcere che ho fatto costruire è strapieno di carcerati, le strade sono sporche e piene di buchi perché non ho più soldi per ripararli e i vandali poi sono una cosa terribile: pensa che ben tre volte ho fatto installare una cabina telefonica in piazza e tutte le volte l'hanno rotta. |
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