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Groninga 1872 - Arnhem 1 febbraio 1945 |
Storico olandese, filosofo della cultura, insegna letteratura e religioni indiane (Amsterdam 1903-5) e storia (Groninga e Leida 1915-42). Muore nell'Olanda occupata dai nazisti.
| La sua teoria storiografica è basata sul valore della "cultura come gioco", sul concetto di società come espressione armonica di valori spirituali e materiali; la creatività intellettuale sprona in modo convergente l'individuo verso una attività comune per la realizzazione dell'ideale culturale che emerge in ciascuno. Nell'analisi della dimensione storica-sociale della cultura utilizza particolari fonti storiche (atti giudiziari, diari, lettere) piegate non ad un uso sistematico-scientifico quanto ad una ricreazione artistica della vita dell'epoca. Fare storia significa ricreare intuitivamente lo "stile di vita" dell'epoca, vale a dire ricostruire gli aspetti connessi di vita quotidiana, classi sociali, arte, religione, filosofia. In [1919] applica il suo metodo ai secoli XIV e XV rinascimentale, interpretato non come nascita del rinascimento (Burckhardt) ma come fase finale del medioevo. In [1924] si vede invece il tramonto dell'ideale umanistico. In [1938] propone l'idea della civiltà come frutto delle cultura basata su convenzione e gioco (il gioco unifica l'uomo faber con il sapiens). |
H. e il comunismo "Sempre più ai comunisti si rivelerà il profondo senso di una legge morale e storica tra le più certe: che nessuna trasformazione violenta della struttura della società è possibile; occorre che prima si venga formando, spontaneamente, una nuova forma di civiltà. Il processo inverso non si può imporre; ... bisogna pur sempre attendere che l'individualismo, lo spirito di concorrenza, d'intraprendenza, d'iniziativa, di libertà, insomma, diventi accesa e costante abnegazione, spirito di gruppo senza mai degradarsi in un magma amorfo. (...) E' possibile? Non c'è salvezza al di fuori della strada della civiltà, ed è strada che va percorsa passo passo per passo, guidati dallo spirito..." Questo rispondeva Huizinga a Gino Tomajoli che, reduce dall'offensiva di Karkov nella quale aveva combattuto come soldato dell'esercito nazista - gli chiedeva lumi sul comunismo come fuoruscita dal tragico mondo della guerra. Siamo all'inizio del 1942, poco prima dell'arresto di H. e del suo confinamento presso Arnhem (in Lucio VILLARI, introduzione a Lo scempio del mondo [1945], Paravia-Bruno Mondadori, 2004). |
La sua teoria storiografica è affetta per Delio Cantimori da "moralismo estetizzante".
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