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Carlo Giuliani  

primo caduto - nella lotta per un altro mondo possibile. Genova,  sotto il governo Berlusconi. 21 luglio 2001

"Il tuo Cristo è giudeo, la tua automobile giapponese, la tua pizza italiana, la tua democrazia greca, le tue vacanze turche, i tuoi numeri arabi, la tua scrittura, latina e tu rimproveri al tuo vicino di essere straniero?" Adelaide Giuliani, maestra in pensione, madre di Carlo legge queste parole  trovate scritte in un foglio nel cassetto del figlio.

Forum Sociale di Porto Alegre, 31 gennaio 2002 , Campo "Carlo Giuliani"

Poco prima della morte di Carlo un estintore viene gettato fuori dal retro dell'automezzo dei Carabinieri che aveva precedentemente caricato i dimostranti  (riassumo da "Chi ha ucciso Carlo Giuliani?" di Beatrice Roberti  in Carta" 2002,4, 40-51; documentazione fotografica in www.devinash.tripod.com). L'automezzo è circondato da una decina di dimostranti. A pochi metri (via Caffa) un plotone di Carabinieri è fermo con un blindato.  

Dal lunotto posteriore esce una mano che tiene una pistola rivolta vero i dimostranti. Carlo Giuliani è a più di 4 metri di distanza, non quindi di fronte all'automezzo. E non ha ancora sollevato l'estintore da terra (sull'angolo in basso a destra si vede che lo sta raccogliendo)  
 

 

Carlo è a circa 4 metri dall'automezzo, non in primo piano rispetto all'agente che dall'interno sta con la pistola puntata ad altezza d'uomo. Alle 17.27 si odono due spari. Carlo Giuliani cade a terra colpito.

Poco dopo sul suo corpo passerà con la ruota sinistra l'automezzo dei CC, dapprima in retromarcia e poi in avanti.

Il corpo rimane a terra senza vita per diverso tempo. J.M. - un giovane inglese che assiste all'omicidio - nota sull'automezzo almeno 4 uomini. (teste prodotto dalll'avv. Pisapia della famiglia Giuliani - v. "Manifesto" 3.2.2002).  Un dimostrante gli toglie il passamontagna. Non presente nessuna ferita evidente sul volto. 

Non mi risulta documentazione per ricostruire il destino di Carlo nelle ore 18-20. Prelevato con tutti gli effetti personali, compreso il telefonino che aveva in tasca,  il corpo non arriva all'ospedale che alle 20.00-20.30.

Alle 19 circa la sorella Elena telefona sul cellulare di Carlo. Risponde una voce maschile: chiede chi parla, dice che Carlo è "lì vicino" e gli ha chiesto "di tenere un attimo il cellulare",  la invita a telefonare più tardi.  Nel frattempo viene messa in circolazione la voce che il ragazzo ucciso è uno spagnolo 19venne. Le autorità si guardano bene dallo smentire (nonostante la possibilità di accertare l'identità di Carlo attraverso il cellulare, nonostante la possibilità di poter risalire alla sorella Elena). Alle 20.-20.30 viene portato all'ospedale Galliera. L'agenzia Reuters mette in circolazione le foto-sequenza della morte di Carlo. Solo a questo punto la famiglia Giuliani viene avvertita e si reca in Questura (22.30-23), mentre la TV dà le generalità dell'ucciso. 

La magistratura dispone l'autopsia (alla quale non viene chiamato ad assistere nessun perito di parte). Si apre un'inchiesta per omicidio, ma il giudice dà l'autorizzazione a procedere per la cremazione. L'autopsia presenta queste anomalie:

1. Viene individuata una ferita in fronte (che non risultava - in base alla documentazione video - al momento della morte), 

2. non viene registrata  alcuna frattura

3. Viene descritto indossare una giacchetta nera.

Chi deve dare risposte a queste domande? Sull'automezzo c'era una radio (testimonianza del colonnello Giorgio Tesser comandate CC di Genova) in collegamento con la centrale operativa Carabinieri (dove stavano Fini, vicepresidente del governo Berlusconi, e il deputato AN - già maresciallo CC - Ascierto). Perché non sono stati fornite le registrazioni di tali comunicazioni? 

Ramsey Clark, già ambasciatore Usa negli anni del Vietnam, ora avvocato, intende approfondire anche la vicenda della morte di Giuliani - nel contesto delle politiche repressive verso i no-global portate avanti direttamente e indirettamente dal governo statunitense (v. "Il Venerdì" 1.2.2002).

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