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"Lo stato deve servire l'uomo e non viceversa. La società è il mezzo, gli individui sono il fine"

Rosmini dedicò la sua vita alla riconciliazione della Chiesa Cattolica con il pensiero filosofico moderno.  Diritto e politica dovevano essere al servizio della persona. Libertà e proprietà privata erano le necessarie conseguenze della dignità umana. La libertà consiste nella forza che ogni persona ha di mettere a frutto il proprio talento, le proprie capacità per unire - fisicamente intellettualmente e moralmente - beni materiali e personalità umana.  Si avvicina alle idee del contemporaneo Alexis de Tocqueville, e sostiene gli elementi liberali del Risorgimento italiano e - illusoriamente - tenta di persuadere Pio IX della bontà di tali principi.

Fonti:

Claude Leetham, Rosmini: Priest, Philosopher, Patriot, Longmans, Green and Co, 1957 

G. B. Pagani, The Life of Antonio Rosmini-Serbati, Routledge & Sons, 1906

 

 

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