ATTIVITà

La mescolanza di codici

 

« […] E poi ho letto Herder; in antico inglese ho letto Beowulf; ho letto anche dell'italiano, Dante, ma questa mescolanza mi piace molto, questa mescolanza di lingue così stravaganti. All'uomo è stata data una possibilità di parlare molte lingue... Certo, mi pare che la grandezza dell'uomo sia non di parlare una lingua, ma di parlare molte lingue, se naturalmente è dedito all'immaginazione…..Io non riesco a capire come si possa desiderare una lingua unica... No, il minimo è quello che si suol chiamare il "bilinguismo affettivo" (secondo il termine di Migliorini), ma sopra questo bilinguismo affettivo si fonda la pluralità linguistica. Secondo me, la grande trovata dell'uomo è la pluralità linguistica».[1]

« […] man mano che l’esperienza linguistica di un individuo si estende dal linguaggio domestico del suo contesto culturale a quello più ampio della società e poi alle lingue di altri popoli (è indifferente che ciò avvenga per apprendimento scolastico o per esperienza diretta), queste lingue e queste culture non vengono classificate in compartimenti mentali rigidamente separati; anzi, conoscenze ed esperienze linguistiche contribuiscono a formare la competenza comunicativa, in cui le lingue stabiliscono rapporti reciproci e interagiscono(QCER, p. 5).»

 

1)      Per Andrea Camilleri  la mescolanza di codici  è una scelta psicologica che nasce nel profondo dell'Io del parlante ed è una modalità, oltre che di adattamento,  di espressione; nei suoi romanzi, si alternano l'italiano e il siciliano in una forma originale che costringe il lettore a comprendere un linguaggio che inizialmente gli è estraneo:

Meli si alzò lento lento come se il culo non si potesse staccare dalla seggia, tuppiò alla porta del questore, trasì.
«Cavaliere, nel mio ufficio c'è Puglisi».
«Cossa 'l voeur?».
«Vuole subito l'ordine di cattura per quel mazziniano nascosto a Vigàta, Traquandi».
«Fateglielo».
«Sissi, ma la difficortà è che il delegato pensa che a dare foco al teatro sia stato proprio Traquandi» .
CAMILLERI A. Il birraio di Preston,
Palermo, Sellerio, 1995: 182

 

Tracce di lavoro:

1)      Quali operazioni compie il lettore nel corso della lettura? Come procede nell’estrapolare dati e significati dal testo muovendosi dal codice a lui noto (l’italiano) a quello non noto (il siciliano)? A quali repertori mentali attinge per attribuire significati, per stabilire relazioni concettuali? Come elabora la nuova conoscenza?

2)      Si discuta il problema e si progettino attività che aiutino lo studente nel processo di lettura e comprensione del testo.

3)      Potrebbe essere utile chiedere allo studente di verbalizzare quanto ha compreso rispondendo a domande di comprensione o riformulando in italiano il testo. Si progetti un test di comprensione approfondita e si elaborino indicazioni (a livello testuale e pragmatico)  per la riformulazione del testo.



 

 

 

 Vi sono poeti che utilizzano il code-switching all'interno di una stessa composizione:

 

Quienes somos

it's so strange in here

todo lo que pasa

is so strange

y nadie puede entender

que lo que pasa aquí

isn't any different

de lo que pasa allá

where everybody is trying

to get out

move into a better place

al lugar where he can hide

where we don't have to know

quienes somos

strange people of the sun

lost in our own awareness

of where we are

 

and where we want to be

and wondering why

it's so strange in here

 

ORTIZ VÁSQUEZ P. Quienes somos, in The Bilingual Review /
La Revista Bilingüe
, n. 2, 1975, p. 293-294

 

B)                 Italy

                      …………

                        Beppe sedè col capo indolenzito

Tra le due mani. La bambina bionda

Ora ammiccava qua e là col dito.

Parlava; e la sua nonna, tremebonda,

stava a sentire e poi dicea:<<Non pare

un luì quando canta tra la fronda?>>

Parlava la sua lingua d’oltremare:

<<…a chicken-house>> <<un piccolo luì>>

<<…for miceand rats>> <<che goda a cinguettare,

zi zi>> <<Bad country, joe, your Italy!>>

 

 

Giovanni Pascoli  Primi Poemetti,  Italy, III, vv.65-75 , in Poesie, Mondatori, Milano 1958, vol. I,

 

Traccia di lavoro

 

Nei testi presentati  la mescolanza degli idiomi risponde ad esigenze comunicative ed espressive diverse e richiede che lo studente  ricorra a specifiche strategie e procedure  di lettura e di mediazione;   con quali  modalità  il docente di area linguistica può  intervenire nel processo e favorire l’adozione delle strategie e delle procedure più adatte? Si discuta il problema e si predispongano possibili supporti didattici

 

 

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[1] Diligenza e voluttà. Ludovica Ripa di Meana interroga Gianfranco Contini, Milano, Mondadori, 1989, pag. 37-38

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