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rassegna stampa
critiche aggiornate, referenze di celebri musicisti ed opinioni del pubblico sono disponibili in questa nuova pagina internet.
Anthony Tommasini in The New York Times, 19 dicembre 2005:
Mozartiani in fiore: dal laboratorio di un pianista
L'interpretazione di Chiara Bertoglio alla Carnegie Hall � stata "amabile" e "ben ponderata", con "frasi modellate in modo bellissimo", "passaggi tecnici resi con limpidezza", "un concerto utile anche al pubblico".
Paolo Gallarati, in La Stampa, 8 ottobre 2005
Marin e la giovane Bertoglio per la �Primavera� di Beethoven
La giovane pianista Chiara Bertoglio e il violinista Massimo Marin, due musicisti ben noti tra il pubblico italiano, l�altra sera si sono uniti in un duo, confermando le proprie doti. Chiara Bertoglio, torinese, � molto giovane ma gi� lanciatissima in una carriera internazionale che l�ha vista suonare in tutta Europa e, nel dicembre prossimo, la porter� alla Carnegie Hall di New York. Marin, docente nel Conservatorio di Torino, � troppo noto perch� se ne ricordino le tappe della carriera svolta in orchestre di prim�ordine e in gruppi da camera.
Il programma era particolarmente allettante. Ha aperto la serata la Sonata op. 24 �Primavera� di Beethoven, che i due musicisti si sono divertiti molto a valorizzare nel suo duplice aspetto: da un lato il lirismo intenso e luminoso, dall�altro un umorismo leggero che rivela, di Beethoven, un volto meno conosciuto. Subito dopo, Marin ha affrontato quel grandioso monumento sonoro che � la Ciaccona in re minore per violino solo di Bach, vero prodigio di fastosit� barocca ottenuto con una straordinaria economia di mezzi: quel violino solitario, difatti, � visto come il foro di un caleidoscopio in cui appaiono le pi� fantastiche figure nate dalle variazioni sul tema iniziale. Alla grande Ciaccona Chiara Bertoglio ha voluto accostarne l�immagine riflessa, suonando la trascrizione di Brahms per la mano sinistra: fedele ricalco, in sede pianistica, di quel modello lontano, lavorato con l�intento di offrire all�esecutore un esercizio tecnico ma anche di impossessarsi di una scrittura e di un�arte che eserciter� su Brahms una funzione decisiva. Ancora Brahms ha concluso il programma con la Sonata op. 108 in cui i due esecutori hanno dato il meglio di s�, valorizzandone l�intensit� del canto e la complessit� della forma. Cos� sono fioccati gli applausi pi� calorosi.
ac in Wolfsburger Allgemeine del 6.11.2002:
Virtuosa, brillante e sovrana: Chiara Bertoglio al pianoforte
La serie di concerti al castello: la giovane musicista entusiasma - il pubblico richiede tre bis

Con Chiara Bertoglio si presenta un nuovo talento pianistico altamente dotato, nella serie di concerti Il Pianoforte all�Italiana, dell�Istituto di cultura italiano al castello di Wolfsburg. Il pubblico era entusiasta della giovane musicista. Fin dall�inizio la giovane pianista riusc� a conquistare i numerosi ascoltatori. Dai Quattro Improvvisi op. 142 di Schubert, essa port� all�ascolto il n. 2 ed il n. 3. Fin da qui si mostr� che Chiara Bertoglio ricerca una cultura del tocco, con cui ella porta a sviluppo una ricchezza di colori nelle pi� fini sfumature. Dopo questi brani tardi, si present� una delle composizioni pianistiche schubertiano pi� amate, la grande Fantasia Wanderer. Virtuoso, brillante, potente, con impennate appassionanti, sempre tuttavia improntata allo Schubert cantore di Lieder, tecnicamente sovrana, Chiara Bertoglio present� il brano, che Franz Liszt ha arrangiato come brano ad effetto per pianoforte ed orchestra. Uno spiegamento di potenza quasi inesauribile mostr� la pianista nei Quadri di un�esposizione di Modest P. Mussorgskij, suggeritigli dai quadri del pittore Viktor Hartmann. Con grande sensibilit� e fantasia diede forma al carattere dei quadri, come lo Gnomo od il carro di buoi polacco Bydlo, il delizioso Balletto dei pulcini, la disputa tra il ricco Samuel Goldenberg ed il povero Schmuyle, fino alla Capanna di Baba-Yaga e l�impressionante quadro conclusivo La grande Porta di Kiev, e chiam� alla vita dei veri ritratti sonori.
Gli ascoltatori, completamente entusiasti, applaudirono fino ad ottenere tre bis, tra cui, come conclusione contrastante, l�arrangiamento busoniano del corale di Bach Wachet auf, e lo scintillante e fresco virtuosismo di Pulcinella di Heitor Villa Lobos.
Christian Strehk su Kieler Nachrichten, 30.01.2003:
I "Quadri" sorprendentemente nitidi
La giovane pianista torinese brilla nella sala Bach

Vecchi castelli, bambini che litigano, pulcini nel loro guscio, i discorsi dei morti, streghe feroci e potenti campane: vale la pena di avventurarsi in questa passeggiata sonora. Chiara Bertoglio, invitata marted� a Kiel nella squisita serie di concerti della Societ� italo-tedesca, ha tutto ci� che si richiede per il ciclo mussorgskiano dei Quadri di un�esposizione: potenza esplosiva, velocit� felina, ma soprattutto una vena poetica che fa immaginare situazioni tramite le orecchie e gli occhi interni dell�ascoltatore. Con una sorprendente misura nell�uso del pedale, rende con stupefacente chiarezza i momenti espressivi di levit�, e li lega nei passaggi accordali perfettamente bilanciati degli intermezzi. Questo non avrebbe potuto trovare miglior ambientazione che nella Sala Bach dell�Istituto di Musicologia, dove il concerto ha avuto luogo. Ha concluso con un velocissimo pezzo ad effetto di Heitor Villa Lobos. Ma anche prima della pausa la giovane pianista torinese ha dimostrato che le sue dita sensibili e veloci sono controllate da testa e cuore. In modo sorprendentemente originale ha differenziato e dato anima alle variazioni nell�Improvviso in Si bemolle op. 142 di Schubert. Qui tutto fu cantato con chiarezza cristallina e riccamente ombreggiato, vivacemente punteggiato e teneramente sognato.
Chiara Bertoglio come enfante prodige vista in una caricatura del 1992
Angelika Kannenberg in Wolfsburger Nachrichten, 6 novembre 2002
Chiara Bertoglio crea sensazioni in musica
Concerto entusiasmante della pianista torinese nel castello di Wolfsburg

Luned� sera nella sala del Giardino del Castello di Wolfsburg: determinata prende posto al pianoforte la diciannovenne pianista torinese Chiara Bertoglio, e presenta al pubblico un programma scelto con brani di Franz Schubert e Modest Mussorgskij. Di tanto in tanto fa dimenticare a noi ascoltatori che a sua disposizione, per la resa della musica, c�� solo uno strumento a tastiera e non un�intera orchestra.
Dagli Improvvisi di Schubert op. 142, ella suona il n. 2 in La bemolle maggiore ed il numero 3 in Si bemolle maggiore. Il n. 2 si presenta come una delle pi� amate opere di Schubert. Chiara Bertoglio fa ondeggiare la musica armoniosamente, incontra il flusso melodico della composizione, che sorge come dall�alto, con brillantezza possente. Come ascoltando se stessa, forma gli accenti ritmici. Sottilmente pianifica i cambi di intensit�, mostra chiaramente i cambiamenti musicali ed armonici, mentre mostra con forte contrasto i grigi movimenti del basso e le illuminazioni sonore. Con visibile divertimento la giovane artista presenta le variazioni del virtuosistico improvviso in Si bemolle. Ella sembra stringersi affettuosamente a questa musica: le scale e gli ornamenti brillano in veloci e rotondi movimenti, come una sorgente zampillante. Sempre illumina con brillantezza e mette in risalto le melodie, ed i colorati cambi di luce e di atmosfera della musica.
Animata dal Lied �Der Wanderer�, � la Fantasia in do maggiore di Schubert. E questo Chiara Bertoglio lo coglie, ed estraendo con il suo suonare pienamente la potenza sonora dello strumento, presenta nell�Allegro con fuoco ma non troppo il primo movimento di questa composizione. Impazientemente, con tempestosa dirittura, conduce gli accordi di ingresso, e sente i molti strati delle sensazioni musicali velocemente mutevoli del Viandante. Qui si sente l�affrettarsi del Viandante, quindi, specialmente nell�Adagio, suoni che nelle loro raffinate stratificazioni esprimono allo stesso tempo il sentimento di desolazione e di malinconica speranza. La pianista ha caratterizzato quindi il Presto con sorprendente variet�. Lo attacca  robustamente aggressivo, quindi cambia velocemente con passaggi saltellanti, quasi iper-entusiastici, e finisce come in una danza roteante. Improntato ad una fantasia sonora romantica e brillante, ed a opulento virtuosismo, l�ultimo movimento d� all�artista l�opportunit� di brillare ancora una volta.
E lei ha suonato con bravura, cos� che si attendeva con eccitazione l�interpretazione dei Quadri di un�esposizione di Modest Mussorgskij. Delineando chiaramente il camminare richiesto, Chiara Bertoglio presenta il tema della Passeggiata, che, idea geniale del compositore, lega i singoli quadri della composizione come un filo rosso. La pianista vaga in armonia con il carattere dei Quadri, rispecchia evidentemente i sentimenti del visitatore davanti ai quadri. Qui lo Gnomo forse non ruzzola e si acquatta? Non sogna il cantore nella nostalgia dell�amore davanti all�antico castello? Oppure qui si avvicina il carro di buoi in Bydlo, in un infinito crescendo efficacemente perforante. Con dita leggere inanella le catene di perle dei trilli nel Balletto dei pulcini, vibrano le ribattute nel dialogo dell�ebreo ricco e di quello povero.  E cangiante in tempo veloce sta il quadro del Mercato di Limoges.
Con pause sistemate ad effetto la pianista intensifica i silenzi misteriosi delle Catacombe, per poi disegnare il quadro della Capanna della strega con forza dirompente. Con grande suono modella il quadro della Grande porta di Kiev, fino alla conclusione impressionante. Gli ascoltatori applaudono a lungo, entusiasti, e l�artista ringrazia con quattro bis.
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