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"Ci sono trecento chilometri da qui a Napoli, abbiamo il serbatoio
pieno, tutti e due portiamo la stessa maglietta e tutti e due portiamo
gli occhiali. Vai!"
Quest'anno ho deciso di trascorrere le vacanze diversamente dalle
altre volte. Cos� dopo una serie di ipotesi su possibili destinazioni
alla fine sono partito col mio amico Vinci, di Napoli, alla volta della
Sicilia.
All'inizio non sapevamo bene quale sarebbe stato il nostro itinerario,
ma di una cosa eravamo certi, sarebbe stata una vacanza avventurosa e
all'insegna del divertimento. E io avevo i miei motivi perch� lo fosse!
Ci siamo fermati tre giorni in Calabria. La prima tappa a Scalea, dove
alcuni amici di Vinci, alla nostra vista, ci hanno offerto gentilmente la
cena e dove, in loro compagnia, abbiamo passato una bella serata al Luna
Park.
La mattina successiva, dopo aver smontato la tenda, siamo ripartiti alla
volta di Tropea dove avremmo tentato l'imbarco per Stromboli e dove,
invece, abbiamo incontrato incontrato altri amici con i quali abbiamo
trascorso il pomeriggio in spiaggia e la sera al ristorante a mangiare
delle squisite specialit� locali.
La mattina dopo nuova partenza e sosta, non prevista, a Capo Vaticano,
dove villeggiava la cugina del Vinci con la famiglia. Sosta con contorno
di giro in gommone a caccia di polpi e cena in campeggio dove un pomodoro
rosso, con occhiali e pizzetto, tagliava degli altri pomodori per
condire delle pennette per la verit� piuttosto al dente!
La mattina successiva, dopo il rito dello smontaggio della tenda, siamo
partiti di nuovo alla volta di Villa San Giovanni dove ci siamo imbarcati
sul traghetto per Messina.
Inizialmente avremmo dovuto fermarci a Stromboli, ma poi, fatto qualche
calcolo, abbiamo deciso di allungare il viaggio fino a Palermo dove
avremmo avuto occasione di incontrare il mitico Michael H. "Bedda Matre"
Kenyon, il quale, saputo che stavamo arrivando, ci ha detto che non saremmo
arrivati prima delle sei e, per precauzione, ha cominciato a nascondere
candelabri e posacenere e a stipare le provviste casalinghe nei
frigoriferi dei vicini.
Grande sorpresa � stata per lui quando, alle tre del pomeriggio, � stato
destato dal sottoscritto che gli ha comunicato che eravamo a circa
mezz'ora di strada da Palermo. A questo punto, su consiglio della locale
Prefettura, ha tentato di farci prendere la via di Trapani, dove ci stava
attendendo un traghetto per il Marocco (vedendo un'auto con degli
asciugamani stesi ai finestrini posteriori a mo' di tendine potevamo
essere facilmente scambiati per nordafricani).
Fallito quest'ultimo tentativo disperato, non gli � rimasto che
incontrarci e, visto che eravamo a digiuno dalla sera precedente,
invitarci a cena a casa sua, dove sua moglie ci ha preparato dei
manicaretti speciali, nella speranza che ci trattenessimo il meno
possibile. Il Vinci, vedendo il salone di casa Graziano, paragonabile
come dimensioni allo stadio Meazza di Milano (compreso il terzo anello),
non comprendendo il dramma che stava vivendo il padrone di casa, ha
espresso la volont� di piantarci la tenda nel bel mezzo. A questo
punto il nostro amico ha avuto una crisi isterica dalla quale si �
ripreso solamente dopo che Vinci ha firmato un documento dell'Unione
Europea col quale si � impegnato a non portare a termine simili
propositi.
Nel Capoluogo siciliano ci siamo trattenuti due giorni, durante i quali,
sempre in compagnia dell'amico comune, abbiamo girato i luoghi
caratteristici della citt� e dei dintorni, il mercatino del Capo e quello
della "Vucciria", il Santuario di Santa Rosalia, il Duomo di Monreale ed
anche una galleria, sulla strada per il Santuario, al cui clima fresco
pare che molti palermitani debbano i natali.
Abbiamo inoltre avuto modo di apprezzare qualche specialit� culinaria
locale come i panini con le panelle e con la milza di vitello. Ottimi, ma
poco adatti quando si seguono diete. Il Vinci inoltre, durante questa
permanenza palermitana, ha dato notevole sfoggio delle sue conoscenze
linguistiche nel tentativo, riuscito, di riottenere il filo stendipanni
che la coppia francese, vicina alla nostra tenda, stava utilizzando
abusivamente. Secondo me per� il marpione aveva messo gli occhi sulla
francesina ed era tutto un tentativo per circuirla.
Dopo aver lasciato Palermo, il giorno di Ferragosto, ci siamo diretti
verso Milazzo da dove ci saremmo imbarcati per l'agognata isola di
Stromboli, ultima tappa del viaggio. L� ci saremmo trattenuti due giorni
per poi fare ritorno a casa.
A Stromboli, che il Vinci ha confuso subito per Sperlonga (chi glielo
spiega adesso che Sperlonga � vicino a Gaeta?), c'era una notevole
quantit� di gente e tutti e due abbiamo cominciato a pregustare succose
avventure estive, impossibili dato il poco tempo a disposizione, anche se
Vinci � stato protagonista di un'azione di "recupero" molto complessa e
che � stata portata a termine con successo, mentre io cercavo inutilmente
di rimorchiare una dolce fanciulla, apparentemente sola.
Purtroppo il tempo � tiranno e non si pu� fermare. Giunto il momento
di lasciare l'isola abbiamo ripreso l'aliscafo e fatto ritorno a casa.
Trascorsa l'ultima notte in un'area di servizio vicino a Castrovillari,
combattuti dalla tentazione di girare la macchina e tornare indietro,
siamo finalmente giunti a Napoli dove sono stato ospite due giorni a
casa di Vinci che mi ha fatto gentilmente dormire nel locale foresteria
(garage) e dove alle zanzare non � sembrato vero di poter assaggiare del
sangue straniero.
In otto giorni abbiamo percorso quasi 1800 chilometri! Una bella
faticata, ma ne � valsa sicuramente la pena. Gi� abbiamo cominciato
a fare progetti per l'anno prossimo, magari meglio organizzati e in
buona compagnia...
Le Foto...
Memoriale di Vinci
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