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(a1) Due rette r,s tagliate dalla trasversale t si incontrano dalla parte in
in cui formano angoli la cui somma e' minore di 180�. (Verificabile in infiniti casi a distanza finita) |
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(a2) Quando la somma degli angoli vale 180� le due rette non si incontrano
da nessuna delle due parti e si dicono parallele. (Non verificabile ma costruttiva) |
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(b) Due rette r, s nel piano si dicono parallele quando non hanno alcun punto
in comune.
(Non verificabile)
Quando due rette sono sovrapposte (coincidenti) hanno tutti, infiniti, punti
in comune ma sono considerate ugualmente parallele. Quale sar� l'atteggiamento di un/una adolescente che sta imparando la
geometria nella situazione (b)?
La situazione (a) � immediatamente concreta e operatoria pur lasciando aperto
il problema della verifica all'infinito.
La situazione (b) invece pu� diventare operatoria a patto di utilizzare altre
propriet� (ad es. l'equidistanza) che, dato il continuo utilizzo di fogli a
righe o quadretti, � ormai radicata a livello inconscio e data per scontata.
Penso che anticipare la strutturazione deduttiva senza quel lavoro intellettuale
durato secoli, possa non essere positivo.
Tengo a sottolineare poi come la situazione (a) permetta di introdurre pi�
serenamente alcune idee alla base della geometria proiettiva, la possibilit�
di convergenza, consenta di accettare pi� facilmente l'eventuale esistenza
di punti d'incontro all'infinito e di presentare la
geometria non euclidea
seguendo la strada indicata da Bolyai e Lobachewski.
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