| Le
origini
Era il maggio del 1987 quando si sparsero
le voci che Maurizio Zamparini aveva deciso
di fondere il Venezia neroverde che fù
dei Loik e dei Mazzola con il Mestre arancionero
guidato all'epoca dal Presidente Pagotto.
All'incredulità di quelle voci
pazzesche, presto confermate dai giornali,
si sostituì l'amarezza e lo scoramento
di molti tifosi veneziani, (in gran parte
appartenenti al Centro Coordinamento Venezia
Club Neroverdi), che li spinse in un primo
momento a sommergere i giornali locali
con centinaia di lettere di protesta per
contestare la scelta fatta e, successivamente
con manifestazioni alla prima uscita al
"Baracca" di Mestre nel settembre
dello stesso anno .
Tutto inutile, il dado ormai era tratto...
Nella stagione sportiva che stava iniziando,
nonostante la rabbia per la scomparsa
del Venezia, la schiera dei "dissidenti"
capeggiata da Mario Santini si assottigliava
sempre più, via via che i risultati
del VeneziaMestre in C2 divenivano sempre
più positivi.
La scelta di abbandonare il "P.L.
Penzo" da parte della nuova proprietà
che lo riteneva "buono solo"
per qualche festa di carnevale fù
tuttavia il primo passo per convincere
i dirigenti di due squadre del centro
storico (Il Vigna e la Serenissima) a
unire gli sforzi con il fine di ricreare
una squadra di calcio che fosse punto
di riferimento per il settore giovanile
e per tutti coloro che non volevano seguire
le gesta del VeneziaMestre. Nacque così
il "Venezia'88" che militava
in Promozione e a alla cui presidenza
si insediò Danilo Maddalena.
Danilo Maddalena
Il nome "Venezia '88" lasciò
comunque l'anno successivo, dopo la promozione
in Serie D, il posto ad un vero e proprio
Venezia con maglie neroverdi, con un settore
giovanile che cresceva nei numeri e nei
risultati e con campo di gioco al "P.L.
Penzo". Fù un periodo magico,
nel quale l'entusiasmo tra coloro che
avevano fatto la scelta neroverde tornò
a spingere la squadra a dominare per un
lungo periodo il campionato di serie D
1989-'90 tanto da far prospettare addirittura
un ritorno del Venezia neroverde tra i
professionisti.
L'euforia, tuttavia, non era destinata
a durare. Infatti Zamparini, presidente
di un VeneziaMestre che si arrabattava
con scarsi risultati in Serie C1, decise
di tornare sui suoi passi e rinominò
la sua squadra nuovamente con il nome
Venezia.
Non potendo coesiste per la F.I.G.C. due
squadre con lo stesso nome ne seguì
una battaglia legale e sportiva accanita
che finì solo nel 1992 costringendo
il Venezia fondato da Danilo Maddalena,
fino a quel momento prodigo di enormi
energie (e anche di parecchi quattrini...),
a cambiare nome.
Era l'inizio del declino. La lunga battaglia
legale, ma soprattutto il concomitante
ritorno "provvisorio" del Venezia
1907 al P.L. Penzo dopo la promozione
in Serie B che costrinse la squadra all'esilio
nell'isola di Murano indusse la dirigenza,
che si trovava improvvisamente senza nome,
senza casa e relegata in un angolo recondito
della laguna veneziana, a sciogliere la
società nel maggio del 1993.
Nasce il Venexia
Calcio
Che fare?....Rinunciare al calcio? Passare
le domeniche d'inverno a guardar vetrine
per le calli del centro con mogli e fidanzate?
Accettare l'idea che "..he.. tanto
a Venesia mor tuto...." No!!, "...questa
volta la squadra ce la facciamo noi...E
sparirà solo se spariremo noi!!!"
disse Mario Santini e con un gruppo di
amici mise su in quattro e quattr'otto
una società che riprendeva i colori
tradizionali e il nome da pronunciare
in veneziano. Zamparini e i suoi avvocati
avevano tagliato la pianta Venezia ma
la semenza di quest'ultima, cadendo a
terra, aveva germogliato ancora: nasceva
così il VENEXIA CALCIO NEROVERDE.
La nuova società partiva nel luglio
del 1993 con pochi mezzi e la buona volontà
di molti ex tifosi rimasti attaccati all'ideale
neroverde iscrivendosi nel campionato
di Terza Categoria Veneta. La squadra,
formata in poche settimane e costituita
da ragazzi veneziani che non giocavano
il calcio da qualche anno e da qualche
ex juniores che faceva panchina nelle
squadre del circondario, venne affidata
ad un'altro ex neroverde doc: ovvero a
quel Franco Musco che era stato ultimo
allenatore del Venezia prima della fusione.
Si partiva dunque, e tanto bastava ai
dirigenti-tifosi che non si ponevano nell'immediato
grandi obiettivi se non quelli di recuperare
lo spazio sportivo dei "Bacini"
dell'Arsenale altrimenti destinato al
suo destino di degrado urbano, ricostituire
un settore giovanile che facesse da punto
di riferimento per i ragazzi del centro
storico di Venezia e far crescere una
squadra di calcio che raccoglieva l'eredità
piena di un nome e soprattutto dei colori
tradizionali neroverdi che il Venezia
1907 aveva definitivamente abbandonato.
Tratto dal sito
ufficiale del Venexia
http://www.venexiacalcio.it/
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