Venexia Calcio 1993

 

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Le origini

Era il maggio del 1987 quando si sparsero le voci che Maurizio Zamparini aveva deciso di fondere il Venezia neroverde che fù dei Loik e dei Mazzola con il Mestre arancionero guidato all'epoca dal Presidente Pagotto. All'incredulità di quelle voci pazzesche, presto confermate dai giornali, si sostituì l'amarezza e lo scoramento di molti tifosi veneziani, (in gran parte appartenenti al Centro Coordinamento Venezia Club Neroverdi), che li spinse in un primo momento a sommergere i giornali locali con centinaia di lettere di protesta per contestare la scelta fatta e, successivamente con manifestazioni alla prima uscita al "Baracca" di Mestre nel settembre dello stesso anno .
Tutto inutile, il dado ormai era tratto... Nella stagione sportiva che stava iniziando, nonostante la rabbia per la scomparsa del Venezia, la schiera dei "dissidenti" capeggiata da Mario Santini si assottigliava sempre più, via via che i risultati del VeneziaMestre in C2 divenivano sempre più positivi.
La scelta di abbandonare il "P.L. Penzo" da parte della nuova proprietà che lo riteneva "buono solo" per qualche festa di carnevale fù tuttavia il primo passo per convincere i dirigenti di due squadre del centro storico (Il Vigna e la Serenissima) a unire gli sforzi con il fine di ricreare una squadra di calcio che fosse punto di riferimento per il settore giovanile e per tutti coloro che non volevano seguire le gesta del VeneziaMestre. Nacque così il "Venezia'88" che militava in Promozione e a alla cui presidenza si insediò Danilo Maddalena.

Danilo Maddalena

Il nome "Venezia '88" lasciò comunque l'anno successivo, dopo la promozione in Serie D, il posto ad un vero e proprio Venezia con maglie neroverdi, con un settore giovanile che cresceva nei numeri e nei risultati e con campo di gioco al "P.L. Penzo". Fù un periodo magico, nel quale l'entusiasmo tra coloro che avevano fatto la scelta neroverde tornò a spingere la squadra a dominare per un lungo periodo il campionato di serie D 1989-'90 tanto da far prospettare addirittura un ritorno del Venezia neroverde tra i professionisti.
L'euforia, tuttavia, non era destinata a durare. Infatti Zamparini, presidente di un VeneziaMestre che si arrabattava con scarsi risultati in Serie C1, decise di tornare sui suoi passi e rinominò la sua squadra nuovamente con il nome Venezia.
Non potendo coesiste per la F.I.G.C. due squadre con lo stesso nome ne seguì una battaglia legale e sportiva accanita che finì solo nel 1992 costringendo il Venezia fondato da Danilo Maddalena, fino a quel momento prodigo di enormi energie (e anche di parecchi quattrini...), a cambiare nome.
Era l'inizio del declino. La lunga battaglia legale, ma soprattutto il concomitante ritorno "provvisorio" del Venezia 1907 al P.L. Penzo dopo la promozione in Serie B che costrinse la squadra all'esilio nell'isola di Murano indusse la dirigenza, che si trovava improvvisamente senza nome, senza casa e relegata in un angolo recondito della laguna veneziana, a sciogliere la società nel maggio del 1993.

Nasce il Venexia Calcio

Che fare?....Rinunciare al calcio? Passare le domeniche d'inverno a guardar vetrine per le calli del centro con mogli e fidanzate? Accettare l'idea che "..he.. tanto a Venesia mor tuto...." No!!, "...questa volta la squadra ce la facciamo noi...E sparirà solo se spariremo noi!!!" disse Mario Santini e con un gruppo di amici mise su in quattro e quattr'otto una società che riprendeva i colori tradizionali e il nome da pronunciare in veneziano. Zamparini e i suoi avvocati avevano tagliato la pianta Venezia ma la semenza di quest'ultima, cadendo a terra, aveva germogliato ancora: nasceva così il VENEXIA CALCIO NEROVERDE.
La nuova società partiva nel luglio del 1993 con pochi mezzi e la buona volontà di molti ex tifosi rimasti attaccati all'ideale neroverde iscrivendosi nel campionato di Terza Categoria Veneta. La squadra, formata in poche settimane e costituita da ragazzi veneziani che non giocavano il calcio da qualche anno e da qualche ex juniores che faceva panchina nelle squadre del circondario, venne affidata ad un'altro ex neroverde doc: ovvero a quel Franco Musco che era stato ultimo allenatore del Venezia prima della fusione.
Si partiva dunque, e tanto bastava ai dirigenti-tifosi che non si ponevano nell'immediato grandi obiettivi se non quelli di recuperare lo spazio sportivo dei "Bacini" dell'Arsenale altrimenti destinato al suo destino di degrado urbano, ricostituire un settore giovanile che facesse da punto di riferimento per i ragazzi del centro storico di Venezia e far crescere una squadra di calcio che raccoglieva l'eredità piena di un nome e soprattutto dei colori tradizionali neroverdi che il Venezia 1907 aveva definitivamente abbandonato.

Tratto dal sito ufficiale del Venexia
http://www.venexiacalcio.it/



 

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