Lago Titicaca - Isola di Taquile

L'isola di Taquile, patria di abilissimi tessitori, rappresenta una delle maggiori mete turistiche del lago Titicaca. Qui si possono acquistare ottimi capi in lana e di alpaca, i cui coloratissimi disegni simbolizzano la posizione sociale e familiare di chi li indossa.
A Taquile la tradizione della tessitura ha una lunga storia. Nel XVI secolo il re di Spagna la proclamò "hacienda" coloniale, affidandola a un uomo di nome Pedro Gonzales. Quando il Perù conquistò l'indipendenza, l'isola di Taquile fu utilizzata come prigione. Nel corso degli anni gli indios si sono gradatamente riappropriati dei loro territori originari e dal 1970 si occupano direttamente della gestione del turismo e dell'impatto con i visitatori, cercando di mantenere il più possibile intatte le loro tradizioni. I primi turisti giunsero a Taquile grazie all'impegno di alcuni imprenditori di Puno ma in seguito gli abitanti dell'isola riuscirono a prendere il controllo del turismo locale, gestendo i collegamenti lacustri, regolando gli accessi all'isola e organizzando le attività ricreative. I turisti hanno libero accesso alle rovine inca disseminate sull'isola e possono fotografare ciò che vogliono. Il giorno più suggestivo per visitare Taquile è il 25 luglio, festa di San Giacomo, quando l'isola diventa un'esplosione di danze, musica e festeggiamenti.
Taquile è la patria dei tradizionali tessuti peruviani e non è infrequente incontrare lungo le strade uomini intenti a confezionare gli splendidi copricapi in lana indossati dagli abitanti dell'isola.
I colori e i motivi decorativi degli indumenti forniscono indicazioni su chi li indossa: la posizione familiare, lo stato sociale, eccetera. Alcuni indumenti vengono usati solo in determinate occasioni e alcuni hanno un significato particolare; per esempio gli scapoli portano un cappello di maglia con un ciuffo bianco, mentre i copricapi degli uomini sposati sono decorati con punti rossi. Le cinture cambiano per ogni stagione, e alcune contengono dei calendari codificati, con indicazioni relative alle attività più disparate: matrimoni, lavori di riparazione delle abitazioni, coltivazioni. I colori predominanti sono il blu e il rosso.
Nella cooperativa gestita dai tessitori dell'isola si può trovare un vasto assortimento di articoli: camicie ricamate, cinture, cappelli e giacche uguali a quelle indossate dagli abitanti. C'è anche un piccolo museo con indumenti confezionati dagli antenati degli attuali abitanti di Taquile.
Sull'isola non esistono alberghi, ma chi desidera fermarsi per la notte potrà trovare facilmente una sistemazione presso una famiglia. Gli isolani sono tradizionalmente ospitali e si possono contattare direttamente nei pressi della ripida scalinata in pietra di fronte all'attracco delle imbarcazioni.
Gli alloggi sono semplici e accoglienti, ma va ricordato che le coperte fornite possono rivelarsi insufficienti per chi soffre il freddo. Molti ospiti si presentano muniti di sacco a pelo, torce elettriche e cibo da dividere con i padroni di casa. La spesa per una notte non supera in genere i due dollari.
A Taqule ci sono piccoli luoghi di ristoro dove si possono gustare specialità locali come le trote fritte. Le bevande in bottiglia si trovano facilmente, ma una piccola scorta d'acqua di riserva potrà rivelarsi utile.
Molti turisti si recano a Taquile con le barche in partenza alla mattina (circa quattro ore di navigazione) e dopo una visita di un paio d'ore rientrano con le barche che partono nel primo pomeriggio, ma chi si è fermato per la notte assicura che lo spettacolo della luna che si specchia nelle gelide acque del lago ripaga delle piccole scomodità che si devono affrontare.

 

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