Machu Picchu

Machu Picchu è raggiungibile da Cuzco con un viaggio di quattro ore su di un caratteristico e traballante trenino che si addentra nell’alta valle dell’Urubamba.
Nel 1536 gli Incas si ribellarono agli spagnoli e si rifugiarono a Vilcabamba, nella foresta a nordest di Cuzco, dove resistettero per trentacinque anni prima di essere definitivamente sconfitti. La cittá fu rapidamente inghiottita dalla giungla e cadde nel dimenticatoio. Quando, nel XVIII secolo, si scatenò la corsa alla ricerca della "cittá perduta", dove si sarebbe dovuto trovare tutto l’oro sfuggito agli spagnoli, il nome di Vilcabamba le fu associato e tornò alle cronache. Gli indios Muisca, che abitavano l’attuale Colombia, fornirono una traccia a chi era ossessionato da quella ricerca riferendo agli spagnoli di un capotribù che ogni anno, nel corso di un rito, dopo aver cosparso il proprio corpo di polvere d’oro, si immergeva nelle acque di un lago. Questo episodio contribuì ad associare alla cittá perduta anche il nome di "El Dorado", l’Uomo d’Oro. Quando nel 1911 Hiram Bingham scoprì Machu Picchu, stava in realtà cercando le rovine di Vilcabamba. Bingham era convinto di aver trovato l’ultimo rifugio degli incas; Vilcabamba in realtà si trova un centinaio di chilometri ad ovest di Machu Picchu. L’errore di Bingham è comprensibile: non poteva immaginare che nella foresta a nord di Cuzco ci fossero ben due cittá perdute. Oggi è chiaro che le rovine trovate da Bingham non sono quelle di Vilcabamba, ma la scoperta pone un’enigma: se Machu Picchu non era Vilcabamba, allora cos’era? Le rovine presero il nome dalla montagna che le sovrasta (Machu Picchu significa Cima Vecchia), mentre l’altra cima poco lontana ha il nome di Huayna Picchu (Cima Giovane).
Sicuramente gli spagnoli erano all’oscuro dell’esistenza di Machu Picchu e, siccome avevano molti informatori tra gli stessi Incas, l’unica spiegazione plausibile è che nemmeno gli Incas, nel periodo della conquista spagnola, la conoscessero. La cittá e la regione furono probabilmente abbandonate prima della conquista spagnola, scomparendo dalla memoria dello stesso Popolo del Sole; questa totale ignoranza circa l’esistenza delle rovine può essere spiegata dal fatto che gli quipucamayocs, gli storici che si tramandavano oralmente le cronache dell’impero, sono oggi noti agli storici moderni per l’abitudine censoria di cancellare dalla memoria fatti o persone il cui ricordo fosse, per diversi motivi, scomodo. Forse questo fu il destino di Machu Picchu: una provincia ribelle punita in maniera così crudele che la sua esistenza non era neppure passata alla storia.

 
 

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