� un combustibile altamente inquinante, molto pi� del metano di solito utilizzato nelle centrali elettriche. L�impianto brucia 150 tonnellate di tar l�ora. Oltre a CO2, ossidi di azoto ed emissioni varie, a fine anno la combustione lascia in dote 1.400 tonnellate di scarti tra zolfo e concentrati di metalli, come il vanadio e il nichel. I conti di Saras sono ottimi: 5,5 miliardi di euro di ricavi nel 2005, un bel pi� 48% rispetto al 2004, e utili per 332 milioni (ancora: pi� 47% sul 2004).

 

 

 

Infine, � utilizzando la legge Delega" sull'Ambiente del Governo Berlusconi (che prevede tra l'altro un inceneritore in ogni provincia oltre all'eliminazione di tantissimi vincoli a tutela dell'ambiente e quindi della salute dei cittadini) ed i finanziamenti Cip6 che gli inceneritori si trasformano in termovalorizzatori.

In assenza di tali contributi infatti, la produzione di energia dai rifiuti non sarebbe reddittizia. Quindi paghiamo l'energia pi� cara affinche questa possa essere prodotta con metodi inquinanti che provocano il cancro. Sovvenzioniamo i Comuni a "termovalorizzare" i rifiuti invece di riciclarli ed innalziamo i limiti per le emissioni inquinanti affinch� il cancro che verr� sia a norma di legge.

Per altro, lo stesso De Palacio, sempre il 30 Novembre 2003, in risposta all'interrogazione dell'europarlamentare Monica Frassoni (risposta E-2935/03IT) ha ribadito il fermo no dell'UE all'estensione del regime di sovvenzioni europee per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, previsto dalla Direttiva 2001/77, all'incenerimento delle parti non biodegradabili dei rifiuti.

La fantasia italiana non ha limiti e quando l'Europa ci dice qualcosa, siamo bravissi a fare i finti tonti. Ma siamo sicuri di essere solo "finti"?

 

 

 

 

 

I finanziamenti per questi produttori di energia non sono poca cosa: sono stati pari a 3,1 miliardi di euro nel 2005 ed a 2,4 miliardi di euro nel 2004. Per un rapido raffronto, si consideri che il terzo valico ferroviario ad Alta Velocit� per congiungere Milano con Genova costerebbe 5 miliardi di euro.

E' chiaro che sovvenzionando questi produttori di energie assimilabili, si riducono i fondi a favore di chi l'energia pulita la crea o la vorrebbe creare davvero ed � questo il vero motivo del ritardo dell'Italia sul fronte delle energie rinnovabili.

Tra i vari volponi di questa vicenda, il caso a mio avviso pi� eclatante � quello di Sarlux, del Gruppo Saras-Moratti, che produce energia elettrica bruciando gli scarti di lavorazione che la Saras produce raffinando il petrolio. Questo scarto si chiama tar, detto anche "olio combustibile pesante", una pece semi solida che potrebbe essere utilizzata per fare bitume, e che per essere bruciata viene gassificata e irrorata di ossigeno.

 

 

 

06 Dicembre 2006

 

 

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