| CORRETTO
IMPIEGO DEGLI A.R.VA.
Fin dall'inizio della gita o del lavoro da svolgere nella
neve, gli ARVA dovranno essere ben fissati al corpo, a tracolla sotto un'ascella, o in una tasca chiusa con cerniera sulla pettorina della
salopette, in posizione di emissione dei segnali.
Bisogna fare attenzione a non posizionarlo troppo vicini ad altri apparecchi elettronici come ad esempio la
radio. Il responsabile del gruppo dovrà accertarsi che tutti gli strumenti funzionino regolarmente e abbiano le
batterie ben cariche. La corretta verifica di funzionamento deve essere fatta con le seguenti modalità: il capogruppo mette il suo
AR.VA in posizione di trasmissione e i suoi compagni a turno verificano il suo funzionamento nonche il funzionamento corretto dei loro apparecchi in
ricezione. Fatta questa operazione il capogruppo commuta il suo ARVA in
ricezione e controlla attentamente e uno alla volta tutti gli altri apparecchi a loro volta posizionati in trasmissione correttamente fissati al corpo. Verificato il corretto
funzionamento l'ARVA dovrà essere riportato in posizione di
trasmissione. Questo procedimento si rivela importante in quanto deve essere il responsabile del gruppo e lui solo a
ricordare per ultimo di posizionare correttamente il suo apparecchio; inoltre
è molto utile e furbo effettuare questa verifica prima di abbandonare le auto o comunque il punto d partenza della gita in quanto se qualcosa non funziona abbiamo la possibilità di sostituire ad esempio le pile addirittura l'apparecchio stesso senza dover tornare
indietro perdendo tempo prezioso.
LA RICERCA
L'apparecchio così posizionato e verificato
verrà tenuto acceso per tutta la durata della gita o del lavoro nella neve.
In caso di incidente, le persone che non rimangono sepolte sotto la neve o che riescono a liberarsi da sole, posizionano il loro ARVA nella funzione di ricerca al massimi
volume. Gli apparecchi di coloro che pur non essendo coinvolti nella valanga non partecipano alle ricerche dovranno essere spenti per non disturbare la ricezione dei
segnali. Per effettuare una veloce ricerca è necessario conoscere i concetto di portata utile di un ARVA: viene anche chiamata portata di ricerca e corrisponde
ad un quinto della portata massima dell'ARVA stesso. Questo valore
tiene conto delle difficoltà pratiche della ricerca, fisiche e psicologiche, dello stato delle batterie, delle
diversità fra apparecchio che trasmette e quello che riceve, dei rumori
e delle interferenze che possono disturbare la fase di ricerca e di altri importanti fattori negativi ed
è un valore molto utile per impedire spazi non coperti
dall'emissione dei segnali.
Attenzione al fatto che la portata utile varia a seconda dell'aparecchio, anche se della stessa
marca e dell'orechio di chi effettua la ricerca.
E' molto importante che i testimoni oculari segnino materialmente i punti di
travolgimento e scomparsa delle persone travolte dalla valanga;
questo permetterà ai soccorritori di eliminare dalla zona di ricerca
quella parte di valanga che con molte probabilità non ha trattenuto il
corpo del travolto. L'azione di ricerca si divide in due parti: la ricerca del primo
segnale e il ritrovamento dell'apparecchio che emette il segnale e
di conseguenza della persona sepolta.
La prima fase può essere fatta da una o più persone a seconda della
vastità della valanga, del numero di soccorritori disponibili e del numero
delle persone sepolte. Viene fatta sia in salita che in discesa,
dipende da dove si trovano i soccorritori al momento in cui sono
chiamati ad intervenire e anche dal tipo di neve che dobbiamo
calpestare, a piedi o con gli sci.Se il soccorritore è uno solo si dirigerà nella direzione presumibilmente
percorsa dalla vittima (prolungamento della linea che congiunge il
punto di travolgimento col punto di scomparsa) e nella zona compresa tra il
punto di scomparsa e il bordo inferiore della valanga (disegno n.1). Se la ricerca del primo segnale non ha dato alcun risultato dopo questa prima fase, il
soccorritore risalirà lungo la valanga per linee orizzontali e verticali
fino al raggiungimento del primo segnale: la, distanza tre due linee
orizzontali deve essere pari al doppio, della portata utile del suo ARVA (disegno n.
2).
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Se
i soccorritori sono numerosi, il responsabile suddivide, la zona di ricerca in
fasce parallele e ne assegna una a ciascuno di essi. La distanza
che intercorre tra due soccorritori è pari al doppio della
portata utile di ricerca del suo apparecchio, mentre la distanza
fra i soccorritori estremi e il bordo laterale della valanga è
pari alla portata utile dell'ARVA. Per tutta questa prima fase di
ricerca, cioè fino a quando non si riesce a percepire il primo
segnale emesso dall'apparecchio sepolto, è necessario correre per
guadagnare tempo prezioso; all'inizio di questa fase, ogni tanto,
è bene muovere l'ARVA in varie posizioni, orientando
l'apparecchio in tutte le direzioni per cercare di capire in quale
il segnale emesso risulta essere più percepibile. Udito il primo
segnale, non si deve più cambiare la posizione dell'apparecchio e
dopo aver segnato il punto esatto, si deve procedere nella stessa
direzione, per eseguire la seconda fase della ricerca, che normalmente viene svolta da un solo
soccorritore, più esperto, per ogni persona sepolta (disegno n. 3);

Quando l'intensità del segnale diminuisce, si deve ritornare
sui propri passi fino al punto in cui il segnale sembra essere
massimo; ridurre il volume fino alla soglia della percezione del segnale.
Procedere nella direzione perpendicolare alla precedente che più ci sembra probabile. Se
il segnale diminuisce, ritornare al punto precedente già segnato e scegliere la direzione opposta. Se invece l'intensità
del segnale aumenta, proseguire nella stessa direzione fino a che il segnale diminuisce nuovamente.
Tornare allora indietro fino al punto in cui l'intensità del
segnale ridiventa massima e, continuando a ridurre il volume,
proceder con le stesse modalità in un'altra direzione
perpendicolare, fino a trovarsi pressappoco sulla verlicale del
sepolto (massima intensità del segnale con il minimo volume di
ricezione). In quest'ultima fase della ricerca l'apparecchio deve essere tenuto il
più vicino possibile alla neve e il soccorritore, al limite
striscia sulle ginocchia. Individuato poi il sepolto con la massima precisione, sempre
con l'ARVA o con la sonda; sì procederà con cautela allo scavo per liberare al
più presto le vie respiratorie.
A nulla serviranno gli insegnamenti appresi nei corsi SVI, nei corsi di sci alpinismo
o grazie all'aiuto di amici più esperti, se non ci eserciteremo
all'uso degli ARVA con una certa regolarità e impegno.
IMPORTANZA DI UN ADDESTRAMENTO
COSTANTE
Durante la prima uscita con gli sci,
sarà molto utile far seppellire un apparecchio e provare a
cercarlo più colte ed in condizioni sempre più difficili e
varie; aumentare la profondità di seppellimento, aumentare il
numero di ARVA da ricercare, cambiare la posizione degli ARVA,
provare a effettuare la ricerca a occhi chiusiper non essere
influenzati dal terreno e imparare a seguire soli i segnali emessi
ecc.
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