ORARIO
Andata h 6:00 dall'attacco
SVILUPPO
c.a 500 m
DIFFICOLTA'
D, su misto con passaggi
fino al III+, e inclinazioni medie a
55°
su neve e ghiaccio.
PRIMI SALITORI
M. Guzzardi, E.
Paolini, R. Zavarella, C. Santilli il 12 dicembre 1993.
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Sperone di Sinistra - Sotto il
Segno di Orione.
La via per parete raggiunge la cresta dello Sperone, che si fa via via sempre più affilata e sinuosa. Seguendo fedelmente il filo di cresta si perviene sulla sommità dello stesso, a quota 2100.
Accesso:Si accede alla Neviera percorrendo la via normale diretta alla vetta del Sirente e a 1700 metri, dopo aver superato una radura caratteristica alla fine del bosco, quando la normale si dirige verso Valle Lupara, si piega decisamente a SE raggiungendo in breve l'ampio circo nevoso a quota 1800 (dalle 2 alle 4 ore, secondo le condizioni della neve). Traversando a lungo in quota in direzione est si raggiungono le rocce basali della parete ovest dello Sperone.
Salita: Si attacca per un canale ben visibile da lontano (45°), si supera una piccola fascia di rocce e si continua nel canale che si restringe a goulotte (55°/60°). Si supera una strozzatura con passaggi di
III e sempre su forte inclinazione si perviene su di un intaglio molto aereo. Si traversa delicatamente verso sinistra per una decina di metri su un ripido pendio di neve e roccette raggiungendo la base di un canale
più largo (80 m). Si risale per via obbligata ad una gobba nevosa costeggiando le rocce alla sua destra. Un pendio
più dolce porta alla base di un salto roccioso che si supera sulla sinistra per un ripido canalino (50°/55°), sbarrato all'imbocco da una fascia di roccette (III+). Si sosta alla fine del canalino e ancora su neve si raggiunge la cresta dello Sperone. Si continua sul filo con facile ma delicata arrampicata su misto,
raggiungendo una prima elevazione dello Sperone. Si discende ad un'aerea selletta traversando sul filo di cresta sottile, facendo attenzione a piccole cornici. Un pendio a 50° porta ad una seconda elevazione. La cresta ormai molto netta continua serpeggiando tra spuntoni rocciosi e lame nevose con salita non difficile ma molto delicata a causa del vuoto che si apre sui precipizi ad est e a ovest (fin qui 9 lunghezze). Ci si porta quindi alla base di erti dossi nevosi con modesta pendenza che, restringendosi sempre
più, raggiungono un 'ulteriore elevazione (200 m). Ci si cala arrampicando su neve e roccia per 20 metri fino ad un piccolo intaglio tra due canalini che scendono sugli opposti versanti e si attacca il pendio dell'ultima elevazione con inclinazione a 50°/55° (100 m), Si guadagna la
sommità a quota 2100.
Discesa: Si effettua facilmente attraverso il canalone che si apre ad ovest della
sommità Canalone S. Vincenzo - e per questo si perviene sulla comba della Neviera, dalla quale per l'itinerario di andata si torna al punto di partenza.
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