ORARIO
1°
giorno: 8-9 h 2° giorno: 7.30-8 h 3° giorno: 8-12 h
DIFFICOLTA'
E
PERIODO
CONSIGLIATO
Da
fine Maggio a metà Ottobre, da evitare i mesi troppo caldi
CARTOGRAFIA
IGM
146 III N.E. IGM 146 IV S.O. IGM 145 I S.E. IGM 145 II
N.E.
BIBLIOGRAFIA
A piedi in Abruzzo -
Edizioni ITER
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In tre giorni da Secinaro a Corvaro, toccando le cime del M. Sirente e del M. Velino nonchè il Lago della Duchessa.
Primo
Giorno: dai ruderi
dello Chalet di Secinaro a Rovere per il Monte Sirente. Dalla Fonte Dell'acqua m. 1156 vi sono i resti di uno Chalet. Proprio dai resti dello chalet inizia una pista che in direzione S penetra nel bosco. A quota 1305 si abbandona la pista che prosegue per Piano Canale e
si prosegue sulla destra per ripido sentiero sempre nel bosco. Si taglia una prima
pista di esbosco a q. 1350 ed una seconda a q. 1400. Si raggiunge quindi a q.1750 un terrazzino allo scoperto che costituisce uno stupendo belvedere sulle balze rocciose e sui canaloni della cresta orientale del Sirente fino a
Monte di Canale. Si rientra nel bosco e subito dopo si perviene ad un secondo terrazzino panoramico a q.1800 dove i l bosco finisce. Con breve, ripido pendio si raggiunge un piccolo spuntone roccioso che delimita una
selletta m 1900. Valicata la selletta si taglia trasversalmente una valle erbosa (al riparo di una affioramento roccioso, a q.1975 ci sono i resti di uno stazzo
abbandonato). Attraversata tutta la valle si risale per breve tratto il bordo
orientale di Valle Lupara nella quale ci si immette a q.2075 (ore 2.30). Si
scende un pò lungo il fianco di questa valle, poi con una ripida salita, su terreno
malagevole, si esce a q.2210 sulla cresta del Sirente che si segue in leggera salita fino in vetta (ore
2-4 m. 2348). Con l'itinerario CAI n.14 si scende a Rovere con una dolce discesa, attraverso
vallette erbose, solchi da erosione e fasci di caratteristiche rocce
fessurate. Disceso il ripido pendio, ci si porta sulle creste (ore
1.30). Seguendo le creste si arriva al Colle di Mandra Murata m1949. Seguendo sempre il sentiero
si giunge ad un'ampia radura a q.1700, quindi si attraversa una piccola
strettoia e per tratti allo scoperto e tratti nel bosco si arriva in
prossimità del campo sportivo di Rovere (ore 1.30).
Secondo
Giorno: da Rovere
al Rif. Capanna di Sevice, per il M. Velino Da Rovere
si segue la sterrata che sale al Vado di Pezza, e scende al di là
sul Piano di Pezza. La strada traversa il pianoro e termina al margine del
bosco di Valle Cerchiata m1520 (ore 1.45).Giunti quindi a Capo di Pezza m 1535,
ha inizio l'itinerario CAI n. 1. In una radura imboccare sulla destra una pista che
dopo qualche centinaio di metri diventa una Comoda mulattiera che,
attraversato un magnifico bosco di faggi, sbuca nella Valle Cerchiata (ore 0.45),
suggestiva conca alpestre ricchissima nella tarda primavera di una svariata
fioritura. A q.1793 la mulattiera si biforca (indicazioni su un masso). Prendere il sentiero ai sn (quello di destra porta al rif. Sebastiani) che, dopo aver
attraversato una zona prativa, costeggia la base di un circo glaciale e con
ripido pendio su un brecciaio tocca una selletta erbosa a q.2120. Sale quindi obbliquamente su terreno friabile fino al Colle dell'orso (colle inteso come vailico) m 2175 (ore 1-1,45). Il panorama che si offre
è veramente spettacolare anche perchè improvviso ed inaspettato. Si
ha di fronte, imponente, tutto il gruppo del Velino, sulla destra
l'Alta Valle Teve, e sullo svondo i Monti della Duchessa. Il sentiero prosegue
sul fianco SW di Punta Trento. Raggiunto un pianoro m 2220, scende al Colle del Bicchero m 2075 (ore 0.302.15) e risale poi tutta la cresta del Monte il Bicchero fino alla Selletta della Valle dei Briqanti m 2160. Qui ci si offre un altro scorcio di orrida bellezza sui due circhi glaciali che si aprono sui versanti NE del M. Velino
e del M. di Sevice. Da questo punto in poi il sentiero diventa marcatissimo.
Alla forchetta del Cafornia m 2336 incrocia l'it.CAI n° 7 (ore 1.30-3.30).
Poco più oltre alla Selletta del Cafornia m 2045 s'incrocia la lapide posta in ricordo
del sacerdote alpinista Ludovico Frenguelli qui deceduto per tormenta.
Il sentiero prosegue sul filo di cresta con vista sulle balze
rocciose del versante Sud del Velino (m 2486) fino alla ripida e faticosa cresta N che conduce in vetta (ore 1.15-4.45).
Per i l Rif. Capanna di Sevice si possono scegliere due itinerari :
l) Itinerario CAI n° 3
Scendendo la scoscesa cresta N del M. Velino si arriva ad una zona
pascolativa (Bocchetta di Orticito m 2386), poi si aggira sulla sn il
Costognillo.
(ore 0.15). Si prosegue verso NE alla vetta del M. di Sevice m 2355 e poi per il faticoso ed impegnativo crinale si giunge al
Rifugio.
(ore 0.45).
2) Itinerario CAI n° 3A Itinerario più facile e riposante del n. 3 porta al Rif. Capanna di Sevice m 2119 in ore 0.45-1.00.
Terzo
Giorno: dal Rif. Capanna di Sevice
a Corvaro Tempo: Itinerario A ore 10.12; Itinerario
B ore 8-9 A) Inverso dell'it.
CAI 3 o 3A si giunge al M. Velino (ore 2.00). Per l'it. CAI 1 si giunge alla Forchetta del Cafornia dove
si Incrocia l' it. CAI 7 (ore 1.15). Si prosegue al bivio sulla sn fino ad arrivare alla
Sel letta dei Briqanti m 2160 dove vi incrocia l'it. CAI n° 2 sulla sn. Prendendo appunto
l'it. 2 si entra nella Valle dei Briganti, qui il vallone diventa
più ampio fino a q. 1763. Continuando si giunge a Capo di Teve m 1618 (ore 2.15). Qui
il vallone ridiventa ampio e si
incontra (dopo averne passati altri) uno stazzo di pastori con ricoveri, nel
cui pressi, sotto un faggio secolare, in una nicchia ricavata nella roccia
c'e una sorgente stagionale denominata Fonte Pazza.
B) Dalla Capanna di Sevice discendendo per tracce di sentiero un ripido pendio detritico si arriva a Capo di Teve
(ore 1.00).
Dallo Stazzo di Capo di Teve poco sulla sn ha inizio l'it. CAI n°
2A che, attraversato il bosco, diventa sempre più faticoso. Nel tratto in roccia detto il Male
Passo s'incontra un naturale belvedere dal quale e possibile ammirare con
ampio panorama, tutto il Vallone di Teve ed verso E Monte il
Bicchero. Oltrepassato il belvedere, si percorre la valle tra Cimata di Macchia Triste a sn ed il
Costone a ds e si raggiunge la q. 1910. Continuando per valloncelli
in direzione W si supera il pianoro localmente detto Iaccio delle Agnelle e poco dopo, in località Solagne del Lago e possibile intravedere il
Lago della Duchessa al quale si perviene attraversando un'ampia zona pascolativa (ore
2).
Aggirando il Lago si inizia l'itinerario CAI 2D che per un leggero pendio conduce
alla Fonte di Salomone (ore 0.20) m 1836*. Di qui si prosegue per un percorso
comodo, rettilineo e pianeggiante e si raggiunge la località La Piana m 1750.
Dopodiché il sentiero si snoda sul crinale fino ad arrivare al pianoro delle
Prime Prata m 1560 (ore 1.00-1.15). Di qui si sfocia in una zona prativa dalla
quale si esce per entrare ed attraversare un secolare bosco di faggi.
Lasciato il bosco dopo un breve tratto di scalini ricavato nella roccia si giunge ad
una mulattiera (ore 1.00). Dopo un pò la mulattiera si fa ripida iniziando
un sentiero detto dei Passi Scomodi, dopo aver superato alcuni tornanti ve ne e
uno sulla sn dove inizia una mulattiera (fare attenzione l'imbocco e nascosto dalla vegetazione) che passa sotto l 'autostrada A24 (ore 0.40). Questa mulattiera
infine porta sulla carrareccia per la quale si raggiunge prima la chiesetta di
s. Rocco e poi l'abitato (ore 0.30).
* Poco prima di uno stazzo con capanna a quota 1852 per un marcato e
scosceso sentiero si può raggiungere subito dopo una capanna di pastori
la Prime Prata abbreviando così sensibilmente i l percorso.
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