PIANAGRANDE / GROTTA DI S. GIOVANNI
Facile Escursione ad anello - ore 1,30 - disl. 260 m. Cartografia:Riserve
Naturali di Lama Bianca e Valle dell'Orfento - CARTA DEI SENTIERI
- Scala 1:25.000 - MAJAMBIENTE Edizioni
Si consiglia di percorrerla in maniera inversa a quella descritta
se si effettua l'escursione nel tardo pomeriggio in modo,
tornando all'auto, da poter ammirare gli splendidi paesaggi con la
luce del tramonto.
Si percorre con l'automobile la carrabile di circa otto chilometri che da De Contra (850 m) porta alla Pianagrande (1540 m); si prosegue, quindi, a piedi oltre la sbarra della Riserva Naturale. Nella tarda primavera gruppetti di genziana dinarica formano macchie di un azzurro intenso che spiccano nel verde tenero della radura assieme al profumato dianthus. Dopo un breve rettilineo, di circa 150 m, la carrabile piega a destra ed il panorama si apre sulla Pianagrande e sull'alta Valle dell'Orfento: rocce a picco si alternano ai ripidi versanti boscosi mentre i tipici brecciai dall'aspetto lunare spiccano su tutta la testata della valle.
Si prosegue per altri 50 m e si prende a destra un sentiero che scende dolcemente a mezza costa per attraversare poi, con una serie di zig-zag, un'ampia faggeta. Si attraversano, quindi, facili roccette munite di comodi appigli e scalini artificiali e si perviene ad un ampio sgrottamento; alla sua base ritroviamo un tipico endemismo della Maiella: la delicata Aquilegia di Re Otto che
è possibile vedere fiorita in giugno.
A pochi metri l'eremo di S. Giovanni dove attorno al 1250 si ritirò per circa sette anni S. Onofrio: la gradinata, i due frugali ricoveri e l'altare sono completamente scavati nella roccia viva con un lavoro da certosino che ancora oggi stupisce.
Dopo la sosta si riprende il sentiero che continua a scendere per un breve tratto nel bosco trasformandosi, quindi, in una cornice a strapiombo sulla valle:
faggi contorti e pini neri contornano le rocce ed i picchi abbarbicati nelle posizioni
più strane; li accompagna tutta una vegetazione rupicola di notevole bellezza mentre il fiume disegna una linea contorta appena visibile sul fondovalle.
Proseguendo si incontra dapprima un ampio sgrottamento e poi una sorgente la cui acqua, scorrendo sulla roccia, si raccoglie in pozze artificiali. In questo ambiente umido e fortemente calcareo ritroviamo un'esile piantina dal fiore viola:
la Pinguicola fiorii che, per compensare la scarsità di alcune sostanze in un ambiente così difficile, digerisce piccoli insetti che cattura con le sue foglie basali appiccicose. Il sentiero risale, infine, lungo la fascia boschiva ed in una trentina di minuti si torna al punto di partenza.
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