... come all'apparire dell'alba, dove il�corpo dorato del sole e della luna emanano la loro luce uno sull'altra, dall'oriente all'occidente.




Dovendo trattare questo argomento, � necessario spiegare cosa significa Kyudo :

Con un corpo e una mente che sono agitati e senza compostezza, si usano l'arco e la freccia, i quali sono vivi e possono essere spinti e tirati a volont� per trafiggere il bersaglio immobile".

Dall'esterno il tiro sembra estremamente semplice, in realt� tocca tre sfere : mente, corpo e pensieri ; queste sfere essendo collegate l'una con le altre, comportano migliaia di cambiamenti ai meccanismi interiori dell'arte del tiro e rendono difficile ottenere il centro del bersaglio.

Cio che viene catturato la mattina � gi� perso la sera ; se si cerca nel bersaglio questo � immobile e senza delusioni; se si cerca nell'arco e nella freccia, questi sono schietti essendo senza mente.

Cercando solo in se stessi, ( bisogna purificare la mente e correggere il corpo, con il semplice scopo di nutrire lo spirito giusto, allenarsi nella giusta tecnica e buttarsi nel training con tutta la sincerit� possibile ) � possibile raggiungere la Via .

Con queste parole, Yoshimi Junsei, un arciere famoso proveniente da Kishu e che visse durante il periodo Tokugawa (1603 - 1868) introduce il suo insegnamento sul Kyudo : lo Shaho Kun ( l'insegnamento della legge del tiro ) .


Questi versi esprimono in modo succinto il dilemma essenziale della pratica del Kyudo che non � cambiata dai tempi di Junsei : con una mente scomposta, si deve tentare di colpire un bersaglio immobile con un arco che sembra avere una vita propria. Tirare con l'arco sembra la cosa pi� semplice , i meccanismi della mente e dello spirito creano molti problemi che, sebbene non molto visibili, influenzano la tecnica e quindi l'esecuzione del tiro. Se si colpisce il centro al mattino o si pensa che qualche obbiettivo speciale � stato raggiunto si scoprir� che questa situazione � fugace e transitoria, e sar� scomparsa gi� la sera, scomparsa assieme all'ispirazione che ci ha portato a raggiungere tale obbiettivo.


Non si possono trovare le risposte per le proprie difficolt� nel bersaglio ne tantomeno nell' attrezzatura in quanto sono oggetti inanimati. Per avere successo bisogna contare solo su stessi, con la mente giusta e l'atteggiamento giusto, bisogna allenare la tecnica giusta con la massima diligenza e sincerit�. Quindi queste righe inquadrano il problema che sta al centro del Kyudo.


Come si pu� allenare la mente e lo spirito ed essere calmi e composti affinch� il vero tiro possa essere realizzato? Non c'� altro modo che esercitare la tecnica giusta con lo spirito e l'atteggiamento corretto. Questo, tutto sommato, � l'essenza della pratica del Kyudo.





Gli obbiettivi e la pratica del Kyudo




L'obbiettivo massimo del Kyudo � espresso nella frase " Shin Zen Bi " ovvero ���" Verit�, Bont�, Bellezza ".

Shin significa l'assenza di falsit�. Se si � senza falsit� ci si prepara con tutto lo sforzo sincero, si dovr� affrontare prima o poi il proprio " Io" visto che il tiro rivela sempre il nostro carattere e il passo dei progressi lungo la via del Kyudo.

Se si riesce ad accettare la verit� su se stessi e superare i difetti nella tecnica e nello spirito, si verr� a conoscere Zen (Bont�) poich� accettare la verit� di s� stessi e provare a superare i difetti porta allo sviluppo dell'umilt� naturale e di un carattere buono e sano. (Lo Zen di Shin Zen Bi non � lo Zen del Buddismo; � scritto con un carattere che significa " bont�, virt� ", mentre lo Zen del Buddismo � scritto con un carattere che significa " meditazione".

Shin (la Verit�) e Zen (La bont�) si riflettono sia nel tiro che nella vita personale e divengono l'espressione di " Bi ", ( Bellezza ).

Quindi l'etica del Kyudo definisce la bellezza come ci� che � vero e buono. La vera bellezza del Kyudo non sta solo nell'eleganza estetica o nella qualit� e bellezza dell'attrezzatura, o nella grazia e raffinatezza con le quali la cerimonia arcieristica viene eseguita, anche se tutti questi aspetti fanno parte del cerimoniale del Kyudo, piuttosto il Kyudo diviene veramente bello quando il tiro � reso vivo dalla sincerit�, dal carattere e dallo spirito dell'arciere che esegue l'azione.

In questo modo il contenuto determina l'esecuzione della forma e la forma diventa il veicolo per esprimere il contenuto del Kyudo che � lo spirito della persona che lo pratica.

L'essenza del Kyudo come una via verso lo Shin Zen Bi pu� essere sommata in due insegnamenti principali che formano la base per il Kyudo moderno. Questi sono la Shagi (La verit� del tiro) e lo Shaho Kun di Yoshimi Junsei presentato all'inizio di quest'articolo.

La Shagi spiega le regole per il cerimoniale del tiro cos� come praticato nell'antica Cina, e, l'atteggiamento giusto che gli arcieri dovrebbero tenere verso la loro pratica.

I Giapponesi adottarono quest'insegnamento per lo sviluppo della loro arcieria , insegnamento proveniente dal Raiki (documento dell'etichetta) compilato nella Cina del II secolo.


Dopo aver acquistato la giusta intenzione e correttezza interiore nella apparenza esteriore, l'arco e la freccia possono essere manipolati con decisione. Tirare in questo modo � eseguire il tiro con successo, e attaverso questo tiro la virt� sar� evidente.

Il Kyudo � la via del perfetto, nel tirare bisogna cercare l'integrit� in se stessi, con l'integrit� del proprio Io il tiro potr� essere realizzato. Quando si fallisce nel tiro non ci deve essere risentimento verso chi vince, al contrario � un occasione per cercare se stessi.

La Shagi fa si che l'arcieria praticata nel modo giusto condurr� alle cinque virt� cardinali di Confucio : Jin (la benevolenza), Gi (la giustizia), Rei (la cortesia), Chi (la saggezza) e Shin (la sincerit�). Queste virt� devono essere applicate alla vita quotidiana dentro e fuori del Dojo.

La centralit� della Shagi nella filosofia Kyudo dimostra che quest'ultimo � stato sempre visto come una via di istruzione morale. Quindi, il Kyudo � un istituto sociale come lo pu� essere un'arte marziale e funziona da veicolo per portare queste virt� nella societ� in generale.

Lo Shaho Kun � il complemento della Shagi e, in queste brevi righe ,spiega i principi essenziali della tecnica del tiro;
Poni lo spirito ( Kokoro ) nel centro del corpo, con due terzi della Yunde ( braccio sinistro ) premi la corda, e con un terzo della mete ( braccio destro ) tira l'arco. Lo spirito composto, questo diventa l'unit� armoniosa.
Dalla linea centrale del petto, dividi la sinistra e la destra in modo eguale nel rilascio.

Da queste citazioni si deduce che la tecnica giusta richiede quanto segue:

Mantenere il giusto portamento fisico e sforzo .
Calmare la mente .
Aprire l'arco in modo liscio e uniforme ( distribuendo le forze affinch� si avverta che la mano dell'arco prema la corda e che la mano della corda spinga l'arco ).
Calmare lo spirito ed ottenere una unione armoniosa tra la mente, il corpo e l'arco nel momento di allungo .
Il corpo tira in modo uniforme, alla destra ed alla sinistra, culminando nel rilascio.
Quando l'unione mente-corpo-arco � stata raggiunta , la mente viene liberata dalle catene della paura e dai desideri permettendo allo spirito di funzionare liberamente ed al corpo di espandersi in modo uniforme in tutte le direzioni. Questa unione viene facilitata eseguendo i movimenti del tiro in unisono con la respirazione del profondo addome. Tale respirazione ha uno scopo doppio e complementare : fisicamente, la respirazione rilassa il corpo permettendo all'arciere di usare bene i muscoli giusti ; mentalmente e spiritualmente, concentrarsi sulla respirazione tiene calma la mente e permette allo spirito di essere composto.

L'unione della mente, corpo e arco dona al tiro un potere spirituale che culmina in un rilascio naturale che � cosi veloce e sorprendente, da apparire improvvisamente come una scintilla.


Questo � lo Muhatsu No Hatsu, " il rilascio del non rilascio ", il rilascio che nasce senza intenzione conscia .


L'illuminazione che si vive attraverso un tale tiro, viene espressa poeticamente paragonando l'armonia dell'arciere e il portamento tenuto dopo ciascun tiro,come all'apparire dell'alba ,dove il corpo d'orato del sole e la luna emanano la loro luce uno su l'altra, dall'oriente all'occidente.


Questo articolo � stato tradotto da Judith Rowlings su gentile concessione degli autori





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