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Tim Duncan

Tim DuncanLa stella del 2000

Altro che O'Neal, Hill, Hardaway
e Garnett: la vera stella del 2000 sarà
Tim Duncan, che nei suoi primi 2 mesi
da Pro ha già ipotecato il premio di
matricola dell'anno...

 



Chiunque abbia visto giocare anche una sola volta Tim Duncan, anche solo per pochi minuti, capisce subito che si tratta di un giocatore speciale. A dire il vero, l'espressione sul suo volto, non è sempre esattamente quella di una tigre, ma il suo comportamento in campo fuga comunque ogni dubbio: il caraibico sarà una stella di primissima grandezza dell'NBA per i prossimi 10 anni come minimo, e già ora, al suo primo anno fra i Pro, è un fattore, eccome. Tanto per farvi capire, il ragazzo si è già preso i complimenti di un difensore come Horace Grant, al quale ha segnato 32 punti senza apparente sforzo, e sta viaggiando alla ragguardevole media di 17 punti e 11 rimbalzi e mezzo a partita, e tutto questo nei suoi primi 2 mesi da professionista. Ma non basta: chi lo ha visto sa di che numeri è capace: Tim può correre in contropiede come una guardia, e forma quindi con David Robinson la coppia di lunghi più tecnici e veloci di tutti i tempi; ma non solo, Tim sa tirare da fuori, sa giocare spalle a canestro e sa partire in palleggio battendo il proprio uomo: è già stato visto perfino andare in penetrazione a difesa schierata, saltare il primo raddoppio sbattendo la palla contro il tabellone per schiacciarla al volo sul rimbalzo... Un'altra chicca? Eccovela: attualmente Tim è l'unico giocatore NBA ad occupare una delle prime 5 posizioni per rimbalzi, stoppate (2,6) e percentuali di tiro dal campo (56%). Andando a logica, dunque, un posto per lui all'All Star Game di N.Y. di quest'anno dovrebbe proprio esserci... Per quel che riguarda i risultati di squadra, beh, quello è un'altro discorso: San Antonio sta disputando un buon campionato, ma la carenza della squadra nel reparto piccoli è evidente, potendo contare solo sulla velocità di Avery Johnson, buon gestore della palla ma mano quadrata al tiro, sulla tecnica di Vinny Del Negro, grande tiratore senza il fisico per poter giocare guardia ad alto livello, e sull'atletismo di Sean Elliott, per il quale però gli anni migliori paiono già passati... Il backcourt è in generale abbastanza datato, e sconcerta l'immobilità del management, che da anni ormai conosce il problema ma non sembra far niente per tentare di risolverlo. Certo però che se l'estate prossima gli Spurs riuscissero a portare a casa dal mercato dei free agent una guardia di nome, allora si che di colpo crescerebbero le possibilità per Tim e compagnia di avvicinarsi a quel titolo che San Antonio aspetta da anni. Troppi nel Texas, vivono ancora nel rimpianto di quella Garasei di Finale di conference di tanti anni fa, quando un giovanissimo ma già talentuoso Rod Strickland buttò alle ortiche, con un passaggio avventato dietro la schiena, la palla della partita. Era l'anno da rookie per l'Ammiraglio. Chissà se quest'anno...

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