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Cenerentole...
Mai come quest'anno, l'NBA sembra divisa in 2 tronconi: un gruppone di squadre con una probabibilità più o meno alta di fare i playoff e... le cenerentole, 4 squadre partite malissimo e che stanno continuando anche peggio... Vediamo perchè !

Toronto RaptorsDenver NuggetsLos Angeles ClippersGolden State Warriors

1 vinta e 17 perse per Toronto, 1-15 per Denver, 3-15 per L.A. e 2-14 per Golden State. A che cosa sono dovute queste partenze disastrose? Diciamo subito che ogni franchigia ha una storia a parte, da chi è partito convinto di arrivare ai playoff, a chi è abituato ormai a stagioni di mediocrità, a chi si ritrova col proprio miglior giocatore sospeso per un anno per... indisciplina! Ma partiamo da Toronto, formazione giovane e fino all'anno scorso "emergente". A prima vista, una squadra che propone un quintetto con Stoudamaire, Camby, W.Williams, P.Jones e la sorpresona John Wallace non dovrebbe ristagnare all'ultimissimo posto dell'NBA, ma giocarsela per i playoff. Certo, alcuni infortuni possono aver giocato un certo ruolo in tutto questo, ma il vero motivo della disfatta dei Raptors è un altro: Isiah Thomas. L'ex vice presidente della franchigia, nonchè guru spirituale dei vari Stoudamaire, Camby e compagnia, ha lasciato il suo posto a causa di divergenze con la proprietà. I giocatori si sono sentiti traditi dalla stessa e ora parrebbe che siano diventati brocchi tutto d'un colpo, o stanno giocando contro? Denver invece, oltre che massacrata dagli infortuni che hanno colpito Eric Williams, Bryan Stith e prima ancora La Phonso Ellis, ha la squadra con meno talento di tutta l'NBA, dopo aver lasciato partire in estate l'ultimo califfo, Antonio McDyess, che pure non meritava il megacontratto che pare gli allungherà Phoenix. I Nuggets possono comunque consolarsi con i discreti rookies che hanno trovato nell'ultimo draft, Bobby Jackson, Tony Battie e Danny Fortson. Anche per i Clippers, franchigia storicamente perdente, vale lo stesso discorso, i migliori giocatori se ne sono andati via ormai da anni, e se il migliore dei rimasti, Loy Vaught, si infortuna, è notte fonda... Buoni segni di risveglio arrivano però da Brent Barry, figlio d'arte e campione in carica della gara delle schiacciate. Discorso a parte merita Golden State, che con Sprewell, Joe Smith e il redivivo Marshall aveva 3 giocatori di ottimo livello. Aveva, perchè Sprewell ha pensato bene di mettere le mani attorno al collo del coach P.J.Carlesimo, beccandosi una bella squalifica annuale dall'NBA e l'annullamento del contratto multimiliardario con la franchigia di Oakland. Ora i Warriors sono senza il proprio miglior giocatore, ma guardacaso alla seconda partita dopo la squalifica hanno finalmente vinto contro Orlando, dimostrando, non che ce ne fosse bisogno, che il talento c'è, ma mancava un po' d'armonia...
Concludendo, per tutte queste franchigie, in generale, può esssere fatte un discorso di fondo: finchè con le scelte o con gli scambi non riusciranno a creare un ambiente e una mentalità vincente, mai nessun giocatore sarà contento di giocare per loro, e meno che mai le future prime scelte, che dopo i primi 3 anni sono virtualmente libere di scegleirsi la squadra che preferiscono. Inutile dire che questo regolamento favorisce le squadre già forti, o comunque quelle più famose e più ricche dal punto di vista di esposizione pubblictaria. Così va il mondo, oggi, nell'NBA...

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