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La maggior parte delle linee guida concorda sul fatto che tutti i
dolori alla schiena, esclusi quelli da sindrome della cauda equina, richiedono un
tentativo di terapia conservativa per almeno un mese.
Il riposo a letto, tradizionalmente considerato uno dei cardini della terapia del
dolore alla schiena, risulta invece di scarsa utilità in base agli studi più recenti.
Per i pazienti con i reperti tipici di ernia del disco il valore del riposo a letto
sembrerebbe maggiore. E' chiaro però che una prolungata immobilizzazione apporta
più svantaggi che benefici, inoltre bisogna evitare la posizione seduta, in
quanto essa aumenta la pressione intradiscale.
Il primo interesse del paziente è l'attenuazione del dolore e a questo scopo sono
efficaci sia il paracetamolo sia i FANS; nella scelta va tenuto presente che analgesici e antinfiammatori
vanno somministrati per almeno una settimana.
In caso di dolore sciatico molto accentuato, se i FANS non hanno ottenuto la remissione, si
può provare un cortisonico per tre o quattro giorni.
La modalità terapeutica da noi seguita e consigliata in caso di patologie del rachide
dalle cause viste sopra consiste in un allenamento delle strutture muscolari dell
colonna vertebrale effettuata con una tecnica di
elettromassaggio secondo il metodo Visconti.
Il razionale del metodo consiste nella considerazione che quando si instaura una
patologia della schiena si presume che sia presente una ipotrofia muscolare dei muscoli
della parete del tronco, ai vari livelli, dalla regione cervicale alla regione lombare ed
al bacino.
Il trattamento a lungo termine con cicli di 30 sedute di terapia da eseguirsi una, due ed
anche tre volte in un anno, a seconda della gravità del caso, permettono di ricostruire
la trama del tessuto muscolare compromesso e di ripristinare un gradiente di mobilità
articolare e di forza muscolare, necessari per la riabilitazione in queste patologie nelle
quali vi è spesso presente una notevole compromissione della struttura muscolare. |
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