Caratteristiche:
Questo lichene ha un tallo (è il corpo di una pianta nel quale
non vi è differenziazione di veri tessuti e nel quale non si possono
distinguere radici, fusti e foglie) formato da grandi lobi di colore grigio-verdognolo,
è spesso fortemente frastagliato. Il tallo si può trovare
disteso morbidamente o cresciuto a forma di arbusto su corteccia di alberi
o su alcune rocce silicee. Sul bordo del tallo si possono trovare isidi
(sono strutture che servono per la riproduzione vegetativa e sonoformate
da uno strato algale e da uno di corteccia) o soredi (sono minuscoli
corpi lobosi che rappresentano anch’essi un organo di riproduzione vegetativa;
sono costituiti da una o poche cellule di alga strettamente circondate
dalle ife del fungo).La parte inferiore del tallo è scura.
Habitat:
Questa specie di lichene è largamente diffusa in tutta Europa,
come già indicato precedentemente vive su tronchi o rocce silicee.
Come molte altre specie di licheni predilige zone ombreggiate o fredde.
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Modi di vita:
Il lichene è formato da un fungo (eterotrofo) e da un’alga
(autotrofa) che vivono in simbiosi. A prima vista si potrebbe dire che
nel lichene il maggior beneficiato è il fungo, ma invece non è
così: l’alga viene provvista di acqua e di sali minerali dalle ife
fungine ed inoltre viene protetta da luce troppo intensa, calore eccessivo
e siccità; a sua volta il fungo ricava dall’alga gli idrati di carbonio
di cui necessita.
Questa simbiosi è molto instabile e dura solo fino a quando
le due parti non riescono a sopravvivere autonomamente, se questo succede
la parte che si trova a suo agio e riesce a vivere da sola soffoca l’altra.
Si dice quindi che i licheni sono il risultato di una simbiosi per “fame”.
La riproduzione dei licheni avviene sia in modo sessuato che in modo
vegetativo.
La riproduzione sessuata avviene solo nella parte fungina del lichene,
le spore sono contenute in aschi che sono inseriti nel imenio che a sua
volta puo’ essere posto sulla superficie superiore del corpo fruttifero,
aperto a forma di coppa (viene definito apotecio) oppure chiuso nel corpo
fruttifero in una cavità a forma di pera con un’apertura (ostiolo)
che serve a far uscire le spore. Il ciclo riproduttivo è come quello
di un classico ascomiceto.
Questo tipo di riproduzione è però molto svantaggioso
in quanto una spora che cade sul terreno adeguato deve già trovare,
al momento della germinazione, un’alga che le si addica per formare un
nuovo lichene. Perciò il lichene utilizza la riproduzione vegetativa
quale mezzo di proliferazione.
La forma più semplice di riproduzione vegetativa è quella
tramite frammenti di lichene che vengono trasportati da vari agenti esterni
e che danno origine ad un nuovo tallo.
Un altro tipo di riproduzione vegetativa è quello di isolare
attivamente piccoli pezzi di tallo (isidi) e farli cadere sul substrato
creando anche qui un nuovo tallo.
Quale ultimo metodo vi è la possibilità di creare soredi
che come gli isidi vengo trasportati per formare nuovi talli.
Altre oss.:
Nel mondo esistono circa 17000 specie di licheni ossia di funghi che
partecipano alla associazione lichenica.
I licheni furono riconosciuti per la prima volta nel 1867 da Schwender
che ne riconobbe la doppia natura, fino a quel momento essi erano sempre
stati considerati organismi intermedi tra funghi e alghe.
Il lichene è anche una pianta medicinale.
Note bibbliografiche:
H.M.Jahns, Felci, Muschi, Licheni d’Europa, Padova, Franco Muzzio Editore,
1992
AAVV, Regno verde, Vol. 1. Milano, Flli Fabbri Editori, 1968
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