Era bello svegliarsi in anticipo. Sentire il sonno stracciarsi dolcemente su di lei, disfarsi e svanire come nebbia lasciandola l�, tiepida viva e sveglia, a pregustare in assoluta pigrizia il nuovo giorno.
Forse avrei dovuto nascere in Oriente, medit� Nicoletta. Oriente... Ebbe una visione di s� mollemente adagiata tra cuscini coloratissimi, ventagli e bruciaprofumi, con occhi bistrati e veli trasparenti. Mmm. Non troppo trasparenti, magari: se no poi il sultano vedrebbe gli spigoli delle anche, i gomiti aguzzi, le saliere alla base del collo. Nicoletta ci pass� sopra una mano, sospirando. Mmm. Niente Oriente.
Ma in quel raggomitolato tepore del risveglio, saliere o non saliere, sentiva una pagana simpatia per il proprio giovane corpo, un'euforica indulgenza per se stesa, per la giornata e per la vita in genere. Era bello svegliarsi, e avere sedici anni.
Sentiva Sandra camminare su e gi� per la stanza, aprire e chiudere cassetti, con quieta metodica energia: era gi� stata in bagno, s'era gi� vestita, probabilmente aveva gi� fatto colazione, e adesso stava "sistemando le cose" prima di uscire. Sandra sistemava sempre tutto. Non aveva niente di orientale, lei: era spaventosamente mattiniera, spaventosamente pratica, spaventosamente ordinata, spaventosamente pia. Com'� che due sorelle vengono fuori cos� diverse? Va bene che c'erano quasi nove anni di differenza tra loro, ma Sandra non era mai stata come lei - ne era certissima - e lei non sarebbe mai stata come Sandra: questo poi era matematico. Mai.