Sono passati dieci anni dall`ultima volta che ho riletto Le note blu. Me lo ricordavo, eppure ho pianto moltissimo. E anche riso molto, naturalmente. Se l`avessi detto a mia madre, se ne sarebbe come al solito stupita: non prendeva molto sul serio i suoi primi romanzi, anche se li amava ancora, segretamente.
Era affezionata ai personaggi (quasi tutti presi dal vero: Renzo delle Note blu potrebbe essere uno dei suoi fratelli, che come lui erano alti, laconici e accaniti giocatori di rugby), ma trovava che le storie fossero troppo chiuse in certi cliche`, obbligatori in quegli anni. Lei ne ha demoliti molti: quello della ragazza perduta, diversa, "cattiva", ad esempio; qui Tannie � descritta con evidente simpatia, si � portati a mettersi subito dalla sua parte, a giustificarla. Ma c`era un cliche`che lei diceva di odiare, e da cui non si era liberata mai: quello che lei definiva il raggio di sole, la necessit� di un lieto fine anche per una vicenda tragica come quella di Renzo.
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Nel suo ultimo romanzo d`amore, il suo prediletto, "Rosso di sera", c`erano moltissime lacrime, ma, controvoglia, si era rassegnata a infilarci anche la solita ragazza-raggio-di-sole. Tra l`altro, Rosso e Federica di "Rosso di sera" sono gli eredi di Renzo e Tannie di "Le note blu": un ragazzo borghese scontroso e troppo sensibile, innamorato della musica e in lotta con la famiglia, e una ragazza molto pi� navigata di lui, con un passato ambiguo, molte nevrosi e molti sensi di colpa.
Nelle Note blu il raggio di sole si chiama Mariolina ed � talmente buffa, insicura, confusionaria e disperatamente innamorata che � impossibile non amarla. Del resto il senso dell`umorismo e una certa apparente leggerezza sono sempre stati una caratteristica di tutta la nostra famiglia: e in particolare di mia madre, che ci ha insegnato che non c`� coraggio piu`grande dell`allegria.