Dal
libro del giornalista varesino e storico dell'antifascismo Franco
Giannantoni
"Gianna" e
"Neri": vita e morte di due partigiani comunisti Storia di un
"tradimento" tra la fucilazione di Mussolini e l'oro di Dongo
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la Petacci
cadranno a Giulino di Mezzegra per
mano di Michele Moretti "Pietro Gatti"
e NON del
"colonnello Valerio"
[Walter
Audisio, partigiano comunista,
esponente della segreteria del Comando generale del CVL, Corpo
Volontari della
Libertà].
L'ordine
di morte era stato intimato da "Valerio".
Improvviso,
secco come una frustata, per i due prigionieri certamente inatteso. "Al muro!", aveva
urlato il responsabile della missione. Mussolini
e la Petacci
avevano allora compiuto qualche passo all'indietro,
rivolgendo sempre
il loro sguardo a "Valerio".
Una manciata di secondi ancora e poi questi, imbracciato il mitra
americano,
aveva premuto il grilletto ma la raffica non era partita. L'arma si era
inceppata con un rumore sordo. (...) L'uomo
designato per l'atto estremo contro il duce del fascismo e la sua
compagna, il
grigio ragioniere piemontese, si era mostrato alla prova dei fatti
impreparato, impacciato. (...) "Pietro, Pietro, Pietro..."
era stato il grido di "Valerio"
e di "Guido"
preoccupati di vedersi sfuggire di mano una situazione che si era fatta
drammatica. "Guido" [Aldo Lampredi,
partigiano comunista, collaboratore di "Gallo" Luigi Longo
al Comando
generale del CLNAI-CVL di Milano], sino a quel momento era apparso
freddo, distaccato,
quasi assente davanti ad un evento che sembrava non lo riguardasse. "Pietro",
lontano una ventina di metri, aveva intuito cosa stava succedendo. Non
aveva sentito la raffica del mitra, si era insospettito, più
volte aveva lanciato lo sguardo
in direzione della villa (villino Belmonte) cogliendo il maldestro
movimento di "Valerio".
La
designazione di "Pietro"
da parte di "Francesco"
[Pietro Terzi, ispettore della Delegazione
Lombardia Brigate d'Assalto Garibaldi, Comandante della 52a Brigata
Garibaldi "Luigi Clerici",
responsabile militare del triangolo Como-Erba-Lecco, Commissario di
Guerra della Piazza di Dongo] per
quella fase operativa si stava dimostrando determinante. L'uomo
era spigoloso, chiuso, ma audace, sempre disponibile. Quando
si era trovato a pochi passi da Mussolini e dalla Petacci aveva fatto
fuoco in corsa, senza
attendere ordini, certo di non sbagliare. Dal
"Mas" 7,65 [mitra
francese Mas calibro 7,65 modello '38 matricola 20.830] era
partita una sventagliata da destra a sinistra che aveva falciato
entrambi i prigionieri con
una traiettoria dal basso verso l'alto per il dislivello delle
posizioni. (...) Erano
le 16.10 del 28 aprile 1945.
Appunti
di "Riccardo"
Oreste Gementi, comandante della Piazza di Como del CVL: «Infatti,
"Sandrino" [Guglielmo
Cantoni, partigiano della 52a Brigata Garibaldi "Luigi
Clerici"] e "Lino" [Siro Rosi,
commissario politico della 90a Brigata Garibaldi "Elio Zampiero"] che
furono i custodi della coppia tra il 27 e 28 aprile, presenti
all'esecuzione, venuti
al Comando il I° maggio, mi precisarono che dopo la
dichiarazione di "Valerio" "In
nome del popolo italiano ecc." il mitra di "Valerio"
si inceppò e "Pietro"
(Michele Moretti) che
si trovava al suo fianco col mitra spianato, fece partire la scarica
mortale.»