Curiosità
Un eroico Previero tra i trucidati di Cefalonia
A Masi (PD) esiste una località Previero
1683: una Previero perde la verginità tra le ire del parroco
Tutti i Previero d'Italia tratti dagli elenchi telefonici
Un eroico Previero tra i trucidati di Cefalonia
A Milano una lapide ricorda il giovane Lario Previero, caduto in Grecia combattendo contro i tedeschi nel settembre 1943. Nella tragica disfatta della brigata Acqui, fu fucilato insieme ad altri 300 in un vallone dell'isola di Cefalonia. Il padre Filiberto, nato a Masi ma residente a Milano, morì poco dopo per il dolore. Le gesta di Lario Previero sono riportate in almeno due libri sull'argomento:
R.FORMATO, L'eccidio di Cefalonia, ed. Mursia.
L.GHILARDINI, I martiri di Cefalonia, ed. Rizzoli.
A Masi (Padova) esiste una "località Previero"
Durante una mia visita a Masi, terra d'origine dei Previero, ho fotografato un podere ad Ovest della rotabile di Borgo Storto. Il campo, prossimo ad un gruppo di vecchie case, verrebbe ancora oggi detto popolarmente "del Previero". La famiglia omonima, infatti, possedendo quel terreno da più d'un secolo, avrebbe dato il nome al podere. Nella fotografia, oltre al campo in questione, si notano due gentili Previero di Masi.
1683: una Previero perde la verginità tra le ire del parroco
Nell'archivio della chiesa di Masi (PD) esiste ancora oggi un vecchio documento a dir poco risibile. Riguarda un episodio di cronaca rosa che, nel XVII secolo, mise a subbuglio tutta la "bassa padovana".
Protagonista del fatto fu una giovane Previero di allora, la povera Giacoma. Senza aspettare il matrimonio tale fanciulla si unì "biblicamente" al proprio fidanzato, Rugiero Bembo, attirandosi le ire del parroco. Addirittura il vescovo fu informato dello scandalo: ne seguì un suo personale interessamento.
Si dovettero fare ripetute pubblicazioni matrimoniali: Giacoma Previero e il suo bel Rugiero furono costretti ad una singolare penitenza. I due "lussuriosi", esposti sul sagrato alla pubblica vergogna, vennero obbligati a sorreggere una candela che scolava cera rovente. Ma perdiamoci nella "simpatica" lettura della cronaca originale:
"1683 - Adì 3 genaro - (...) Li contrahenti hebbero tra essi copula avanti fossero congionti in matrimonio. Fu portata notizia all'illustrissimo vescovo, il quale diede la facoltà di poter assister à detto matrimonio (...) Rugiero Bembo quondam Antonio e Giacoma quondam Belin Previero, avendo anco fatto la penitenza col stare sopra la porta della chiesa con una candela accesa in mano."
Tutti i Previero d'Italia tratti dagli elenchi telefonici
Uno spoglio di tutti i Previero intestatari di almeno una linea telefonica ha prodotto la lista qui acclusa. L'elenco è aggiornato all'anno 1995 (circa). Il risultato è interessante perchè, pur non evidenziando tutti i Previero esistenti in Italia, riesce ugualmente a definire l'attuale distribuzione geografica della stirpe. Si noti il grosso polo di concentrazione lungo la direttrice dell'Adige (MASI - VERONA - BOLZANO), nonché la dispersione al Sud conseguente alla guerra '15/'18 (FIRENZE - VITERBO - VITORCHIANO). Da chiarire la numerosa presenza dei Previero intorno a Como e nell' hinterland milanese.
Rappresentando graficamente la distribuzione dei Previero in Italia, si ottiene la seguente mappa:
Purtroppo, come molte volte si è detto, Masi ha subito pesantissimi bombardamenti durante l'ultima guerra mondiale. Trovare edifici precedenti al 1945 è quindi cosa rara. Vediamo qui di fianco una fortunata eccezione.
Il palazzo in analisi, caratteristica abitazione della "bassa padovana", è forse il fabbricato più vecchio che sia stato abitato dalla famiglia Previero. Apparteneva a dei figli di Cipriano i quali lo edificarono nel 1903.
La casa, oggi abbandonata, aveva intorno altre strutture, purtroppo scomparse. La localizzazione del fabbricato è proprio nella cosiddetta "località Previero", ad Ovest della rotabile di Borgo Storto.
Si noti la splendida canna fumaria, bene in vista all'esterno e testimone di vecchi sistemi di riscaldamento. La mancanza di moderno intonaco mette bene in evidenza la facciata originale, conferendo un certo malinconico fascino.