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LEZIONI DI CINEMA: CAPITOLO COSTUMI
Nadia Baggioli ci racconta la sua esperienza  di costumista nel cinema portoghese

Trezzo sull'Adda, 28 dicembre 2000, ore 10,30. Nadia Baggioli � considerata una delle costumiste pi� qualificate, un punto di riferimento per ci� che riguarda la produzione cinematografica e pubblicitaria in Portogallo. In Italia per un breve periodo di ferie ci racconta in esclusiva il suo percorso professionale.

D.L. - Come hai cominciato questa esperienza di occuparti di costumi nel cinema.

N.B. - Per una conoscenza, una mia amica mi inform� che cercavano degli aiutanti per i costumi nel cinema e cos�, casualmente mi ha coinvolta. Era intorno al '79, all'80.

D.L. - Che cosa succede quando si viene coinvolti in un lavoro del genere?

N.B. - Era un film ambientato negli anni '40, nel periodo della guerra e la costumista era inglese. Erano costumi bellissimi. Gli inglesi per me sono i migliori, migliori dei francesi e dei portoghesi e lavorando con loro � stato l'unico momento dove ho potuto imparare qualche cosa. Erano molto bravi, i costumi erano molto belli e io in quell'esperienza ero un' habilleuse. Ho potuto vestire le comparse, da sola, ma gli attori erano vestiti e scelti da questa costumista, che disegnava anche i figurini. Un po' li realizzava, un po' li affittava e da questa esperienza ho capito come funziona l'organizzazione del lavoro. Ricordo che una delle scene del film era una festa campestre con 500/600 comparse, il film era girato ed ambientato in Portogallo. Da noi esiste una festa che si chiama Torrada, con "rancho" folclorico. In quella zona dove si girava il film, nel Ribatejo, che � una zona di tori, per questo tipo di festa, questo tipo di "rancho" normalmente i costumi non sono mai rossi, ma nel cinema molte volte si pu� anche essere non aderenti alla realt�. Occorre non solo inventare, ma anche fare cose sbagliate dal punto di vista filologico, purch� la resa cinematografica ci sia. Avevamo in tutto seicento persone e volevamo vederle all'azione, volevamo vederle danzare. Secondo le usanze della zona in un "rancho" folclorico la gente � vestita con i vestiti di tutti i giorni, che sono scuri, mentre noi li volevamo colorati e sgargianti, con dodici e sedici persone che "facevano numero". Ci furono molte proteste delle maestranze portoghesi che non si sentivano ben rappresentati in questo modo e che rivendicavano i loro colori tradizionali. Ma un film � innanzitutto finzione e occorre alterare la realt�.

D.L. - Come comincia il contratto di lavoro come costumista e cosa fai il primo giorno?

N.B. - C'� un contatto con il regista, devi leggere la sceneggiatura, sapere di che cosa si tratta. Leggerla pi� di una volta per farti un'idea. Ti fai uno schema di ci� che succede in quella scena, quante persone entrano ed escono da questa scena, e in totale ti fai un'idea di quanti costumi ci vogliono per personaggio. Quando parlo con il regista ho gi� una mia idea su come vestire i personaggi e ovviamente ne parliamo, ne discutiamo per arrivare ad una mediazione con la sua. Poi, normalmente, il regista sul set ti chiede qualche cosa ancora. I registi vogliono che il personaggio sia riconoscibile. Io per esempio mi baso molto sulla silhouette. Cerco di individuare la silhouette giusta per ogni personaggio e cerco di essere fedele a quella silhouette dandogli un carattere. Se il personaggio si deve vestire sportivo, il personaggio deve sempre avere quel carattere sportivo, a meno che non debba entrare in una scena in cui va ad un cocktail. Cos� come un certo personaggio previsto per essere vestito in modo attillato, devono continuare ad avere abiti attillati. Se invece dovesse cambiare stile e vestire con abiti ampi in pubblico non riuscirebbe a riconoscerlo. Io, ogni personaggio, cerco di inserirlo sempre dentro una silhouette. Di solito faccio schizzi, non faccio figurini completi. E' pi� il taglio ed il cucito che funzionano. Sono una persona molto pratica. Anche in quel caso, capita raramente di ricorrere a taglio e cucito, perch� � pi� facile andare a cercare cose particolari, fare un lavoro da "trovarobe". A meno che non occorra prevedere per un vestito particolare che in una scena deve sfilarsi velocemente. In quel caso occorre confezionarlo con tutte quelle agevolazioni, quei trucchi che consentono di evitare cerniere, bottoni.

D.L. - Ma i costumi per le danze avranno le loro prese, i loro materiali elasticizzati per renderli confortevoli no?

N.B. - Ci sono sempre dei trucchi, delle allacciature speciali.

D.L. - Ricordo che ti ho visto una volta al lavoro che stavi preparando dei costumi per un film, e ricordo che tu hai scattato delle polaroid ad un personaggio per fissarti bene la scena e il suo abbigliamento, bottoni, accessori e scollature comprese. Ti appuntavi se erano allacciati o aperti, pendenti a sinistra o a destra eccetera. Questo, ricordo, che mi hai spiegato essere molto importante perch� le scene potevano essere girate un giorno e girate un secondo giorno e non dovevano esserci incongruenze in fase di montaggio con tutti questi particolari.

N.B. - Certo. Tento sempre di far filare questi particolari il pi� possibili. Purtroppo ci sono dei film che hanno un budget cos� limitato che non consente nemmeno l'acquisto di una polaroid. Allora in questo caso occorre predisporre una scheda scena per scena, personaggio per personaggio, cercando di appuntarsi tutti i possibili particolari: il primo bottone � aperto, le maniche sono chiuse, i polsi sono aperti, la tasca ha la pattina inserita o � mezza fuori. Tento sempre di essere pi� descrittiva possibile in queste schede, perch� non si sa mai. Un film non viene mai girato cronologicamente. E' possibile che si inizino le riprese dalle scene finali, o magari da quelle centrali, ma anche se fosse girato seguendo uno schema cronologico, potrebbe capitare che, dopo aver ripreso una scena, si rovini la pellicola in laboratorio e si debba rifarla in fretta, con una certa mancanza di tempo che esclude la possibilit� di rivederla. Allora questi appunti diventano preziosi per poter ripetere senza errori. Quando vado al cinema mi accorgo sempre quando ci sono dettagli che non sono coerenti, anche se lo spettatore normale forse non se ne accorge. Noto sempre se un personaggio che aveva la borsetta a tracolla poi  non ce l' ha pi�, se per caso il collo misteriosamente si � abbottonato da solo eccetera. Cose irrilevanti per giudicare la bellezza di un film, per�....professionalmente....sarebbe meglio che non ci fossero! Questo sarebbe di competenza dell' habilleuse. Dipende, per�, dalle situazioni. Mi � capitato di lavorare a dei film che devi fare tutto, perch� in certi film d'autore si tende a risparmiare perch� si sa di avere un budget limitato e, alla fine, si tende sempre a risparmiare sui costumi e nella scenografia. Sui costumi soprattutto. I registi pensano spesso di trovare costumi gratis o prestati, di riuscire ad arrangiarsi in qualche modo.

D.L. - Ho visto spesso dei bozzetti di scenografie e di costumi di film dove lo scenografo preparava le scene a matita in bianco e nero e poi si sceglievano i colori in base agli effetti di contrasto fra scene e costumi soltanto dopo, per fare macchia e per staccare i personaggi dal fondo.

N.B. - Quando infatti ho l'incarico di occuparmi dei costumi di un film, lavoro sempre in stretto contatto con lo scenografo, per sapere in anticipo quali saranno i colori scelti per l'ambiente dove si svolge la scena. Mi � gi� successo che, all'ultimo momento il colore della scena sia cambiato senza preavviso. Mi � capitato ad esempio di aver vestito d'azzurro un personaggio che scendeva una scalinata fra i muri, azzurri anch'essi, con poca luce e di vedere poi il risultato di una testa sospesa nell'aria accompagnata dalle mani, mentre il corpo del personaggio era invisibile. In fatto di costumi � importante in questi casi avere una soluzione alternativa a portata di mano, da proporre immediatamente con tempismo.

D.L. - Una differenza sostanziale che riguarda il costumismo in teatro rispetto al costumismo nel cinema � quello che riguarda gli accessori di abbigliamento. Generalmente gli spettatori in teatro sono molto lontani e vedono soltanto delle "totali" del personaggio, non si avvicinano mai a vedere i particolari del suo abbigliamento. In fatti, a meno che non ci sia una cintura, una corona, degli elementi che caratterizzano lo status del personaggio, o oggetti che entrano nell'azione del dramma, in genere gli accessori non sono molto importanti se non sono di certe dimensioni, mentre nel cinema?

N.B. - Nel cinema sono importantissimi....direi essenziali. Sono quelli che davvero caratterizzano il personaggio. Ci deve essere anche una grande complicit� con gli artisti che vesti. Se vuoi vestire qualcuno in un certo modo, per prima cosa devi convincere il regista, poi l'attore e poi anche gli altre perch� non siano gelosi. E' un lavoro psicologico, un gioco. Non propongo mai una sola soluzione, occorre sempre proporre un ventaglio di soluzioni per fare in modo che l'attore si senta a suo agio, perch� un attore che si sente male nei suoi panni alla fine d� la colpa al costume per aver interpretato male una scena. L'attore si deve sentire bene nei panni che veste. Deve sentire che c'� coerenza fra il personaggio che interpreta e che crea interpretando e ci� che gli altri credono debba essere.

D.L. - Ci deve essere coerenza fra questa immagine interna e quella esterna.

N.B. - Tante volte gli attori portano sul set, sulla scena degli oggetti di loro propriet� che li aiutano a caratterizzare il personaggio. Cappelli, sciarpe, orecchini, foulard, collane, borsette, sono cose importanti anche perch� si fanno tanti primi piani. Servono anche per stabilire lo "status symbol". Il fazzoletto in tasca ad esempio, che fa parte della scena che ha in mente l'attore, che non c'� nel copione, ma che � l� perch� l'attore creativamente lo introduce.

D.L. - Voi costumisti del cinema dovete girare molto i "mercatini delle pulci" per trovare qualche cosa?

N.B. - Ogni costumista che si rispetti ha sempre un piccolo magazzino suo, dove raccogliere vestiti ed oggetti che pu� sempre riciclare. Quando faccio vedere una collana ad un'attrice, un accessorio ad un attore non ne posso presentare uno solo. Io dico che a me piacerebbe che indossasse questa collana, per� c'� anche questa e questa eccetera. Non insisto mai troppo sulla mia proposta se vedo che l'attrice non la trova adeguata.

D.L. - Che cosa succede ad una collana che � gi� stata portata da un'attrice in un altro film?

N.B. - Non metter� mai la stessa collana molto evidente a due personaggi importanti in due film diversi. Occorre per forza riciclarla, cambiarla, trasformarla. Non la dai ad una attrice principale, la tieni un po' pi� indietro, per qualche parte secondaria. Anche un oggetto ha una sua carriera, un suo culmine ed un suo declino. Una cravatta non pu� essere indossata da un attore importante e poi proposta ad un altro. C'� chi lo fa, io non lo faccio mai.

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