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DNY:
Delirious New YorK Outrageous -un termine diffuso nella moda e nell�arte contemporanea- � l�attitudine feroce e volutamente dissimile dalle convenzioni, eppure incisa e attualizzata, che unisce l�out e l�oltre, lo stupore indotto dall�artificio e il comportamento forzato, perch� artefatto. Modo di essere e modo di vedere, � una delle pi� efficaci flessioni dell�intelligenza contemporanea. Lo stile aforistico di Koolhaas permette la comprensione del pi� grande e inquietante fenomeno urbano del secolo scorso; New York � la capitale del XX secolo, come Parigi era stata la capitale del XIX. Le sue asserzioni: "Manhattan � la Stele di Rosetta del XX secolo", oppure: "Central Park � un Tappeto Arcadico Sintetico", o il definitivo: "L�Architettura � la nuova religione di Manhattan", conducono il lettore-spettatore verso quella che Walter Benjamin definiva "illuminazione profana", una visione intensa, profonda e persino spirituale generatasi dalla pi� materiale delle realt� materiali: la grande citt�. Il libro � fatto di immagini, particelle significanti nelle quali transitano molte verit�; sono, come quelle di Benjamin immagini dialettiche, nelle quali lo scontro degli opposti della dialettica viene fissato "in stato di quiete"; queste figure euristiche producono un movimento fermo -come nello scatto di una foto che contiene un gelatinoso passato ed un presente che � passato anch�esso- nel quale appare baluginante, e gravido di intuizione, l�istante della conoscibilit�. L�immagine dialettica trasforma in profonda sapienza la ridda di superficie dell�accadere, l�ansioso variare dei possibili che cozzano senza senso fra di loro e che pure costituiscono la trama sensibile della prosa del mondo. Le scintille prodotte da questo scontrarsi sovrumano, se sottoposte alla legge selettiva dell�interpretazione, sono schegge di senso, i bagliori caustici della sapienza del contemporaneo, nei quali vibra un residuo poetico. La �percezione distratta� del caos � divenuta visione, controllo dell�insieme e interpretazione della metropoli. C�� Benjamin, nel libro di Koolhas, ma anche Fustel de Coulanges, che studiava i focolari e le piazze della Citt� Antica, Horatio Greenhough che aveva scoperto il nesso fra Forma e Funzione e la balena bianca di Melville, le citt� tentacolari di Verhaeren e lo strepito rombante dei futuristi, i laconici giganti di Hugh Ferriss, il costruttivismo tecnolatrico e l�estetismo sbalorditivo del mix di penuria ed eccesso, la Las Vegas di Venturi, il Drive in, il Supermarket e il Luna Park, benedetto dalle luci al neon. E� proprio quest�ultimo, Dreamland, carico di apparati speciali atti al disvertimento di massa, ad essere allegoria iniziale della metropoli, ove la Visione � spettacolo, godibile, per�, da adulti, solo nel disincanto. La citt� delle Torri, inevitabili "bastioni dell�antinaturale", � lo show, magnifico e terribile, di una costante rivoluzione. "La Tecnologia del Fantastico -scrive Koolhaas- definisce relazioni completamente nuove fra sito, programma, forma e tecnologia". L�addossamento di quantit�, verticale pi� che orizzontale, � ora "cultura della congestione". La rappresentazione ardimentosa dell�inconciliabile -esplosione simultanea del destino umano e delle nuove tecnologie- richiede abilit� nella contraddizione, senso del�umorismo ed un occhio critico capace di profonde introspezioni, poich� New York � una officina mitologica e l�edificio alto � una macchina di memoria, come lo � il tempio greco classico: degno di imitazione e inimitabile. Il lavoro del critico si volge ad un mondo fabbricato e denaturato, fantastico fin dalla fondazione: pali d�acciaio confitti in profondit� in un durissimo scisto. Il nesso fra cultura e architettura viene rischiarato da una intelligenza ludica ed elettrica, che dispone feticci che vogliono essere una citt� nella citt� e ne disvela il preciso piano architettonico: mai come nel XX secolo l�architettura ha spiegato la forma della mentalit� umana. Dopo Koolhaas New York � di certo l�inconscio collettivo del tempo moderno, la sua esperienza cruciale: un mondo di acronimi e di sigle, inferno di cristallo o Babilonia pensile o Atlantide rovesciata, fatta di ascensori, piscine galleggianti, dove la gente corre veloce sotto terra o mangia ostriche con i guantoni da boxe. Delirious New York � una "strategia testuale" basata sulla "permanente programmatica instabilit�" attraverso la quale la negativit� disgiuntiva del moderno diventa connection, nesso psichico ed economico significante perch� misurabile. Agente immutabile di questa misurazione � The Grid, la Griglia ortogonale che distribuisce, omogeneizzandole nella ripetizione, le Quantit�; � il Medium necessario, la Speculazione concettuale archetipica. Ha ragione Marco Biraghi, nel suo saggio che � una compiuta esegesi di questo testo difficile e oracolare, a studiare il libro come una psicoanalisi della metropoli. "E� una psicoanalisi storica, o una psicostoria analitica". Oggi, polemizza, la storia si dibatte fra due attitudini ugualmente suicide che le hanno strappato il suo carattere necessario di interpretazione: "storia come braccio disarmante del turismo di massa" o storia come "elitario sport per soci onorari del club dell�archivio"; appare "bizzarro e indisciplinatamente antistorico" cercare di psicoanalizzare l�architettura di un�epoca e con essa l�epoca: ma questa critica operativa � "omeopatica". Delirious New York, spiega Biraghi, � una "costruzione" storica, un progetto architettonico che nell�accadere rinviene i suoi antecedenti, e dopo aver discusso dei nessi fra �distruzione� e decostruzione, e quindi fra critica e moda, rivela l�arcano maggiore di New York. Manhattan � come Roma antica: citt� violenta, che vive nella cultura dell�oggetto fin dalla sua fondazione. Il Delirio di New York � delirio in altezza. In quanto limite e confine -dice Biraghi- la lira, il solco tracciato nel terreno, riguardava la fondazione della citt�: "Delirante � ci� che oltrepassa i limiti imposti, ci� che eccede le lirae stabilite dal piano". Viene rilevato cos�, nella storia delle idee, il fondamento realistico di ogni allegoria. New York � l�utopia realizzata dell�irresistibile artificiale, fusione fra dialettica tecnologica ed il vortice prodotto da �vere visioni�; questo modernissimo trattato di architettura ci svela, fra i molti, un importante segreto: densit� e dignit� non sono inconciliabili. torna su |
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