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RETORICA E ARCHITETTURA
di Guglielmo Bilancioni
Ethos anthr�po daimon
Eraclito
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Un progetto di Aldo Rossi |
"Quanto agli edifici che parlano, preferisco quelli che parlano chiaro", dice Eupalino nel dialogo platonico che Paul Val�ry ha scritto in aulica imitazione negli anni '20.
Vi si individua un luogo -un ossimoro- ove si congiungono memoria, segno, aura, asserzione e progetto:
"Qui, gli stessi progetti sono ricordi".
Retorica e grande architettura si congiungono perfettamente in quanto,entrambe, sono 'forme dell'intenzione', secondo la chiara formula di Michael Baxandall.
Il Monumento � dono magnifico della Storia, aureus o plumbeus, dotato di
torvitas o di splendore, � traccia significante dell'umanit�, � "formula del pathos" secondo le visioni di Aby Warburg, �
"geroglifico del fato".
Come tale � un enigma costruito, carico delle intenzioni di immortalit� congiunte al suo necessario rovinare, portatore della bellezza oggettiva della storia e della volont� d'arte di un popolo; come un emblema o uno stemma, � forma dell'intellegibile, secondo i meravigliosi studi di Robert
Klein.
Enigma, viene detto nei testi antichi, � al di sopra e al di sotto della cultura, � visibile ma non spiegabile, � fondato in una sostanza astratta la cui destinazione � il grande significato.
La ermetica esattezza del ragionamento geometrico, il controllo della illusione ottica, e il mondo magico del connettere e del fabbricare -fabrica era l'edifico antico- sono parti di un pensiero elaborante che fonde
ark� e tekton, e giunge dal pensare al dire, attraverso il costruire.
Nella retorica della architettura vive il carattere celebrante della rivelazione dell'umano, il suo limite e la sua potenza: nel grande monumento un fulmine afferra la luce diffondendola ovunque.
Nell'opera architettonica figura � statura, facies, e aspetto � prospetto,
frontis imago, verticalit� del sembiante, lineamento accordato sul tono grave.
La triade vitruviana di Utilitas Firmitas Venustas (e poi la albertiana
concinnitas, ove le parti reciprocamente corrispondono all'Uno, "un concerto di tutte le parti
acomodate") contiene in s� un dispositivo retorico che permette -e sar� proprio Alberti a realizzarla- la trasformazione della architettura da
Ars Mechanica in Ars Liberalis.
Vale ricapitolare: le sette arti liberali erano disposte in un trivio: grammatica, logica e retorica, e in un quadrivio: aritmetica, dedita al numero in s�, geometria, dedita al numero nello spazio, la musica, dedita al numero nel tempo, e l'astronomia, dedita al numero nello spazio e nel tempo.
Le rovine sono i migliori maestri che si possano immaginare, dice Leon Battista Alberti, acrobata morale, con il tratto del retore umanista antico.
Architettura � una narrazione tesa al movere e al delectare, utilizza paradigmi, che sono induzioni retoriche, e perviene, immanente, attraverso la celebrazione delle facolt� preformanti degli archetipi, alla prosopop�a;
pr�sopon, per gli stoici era il muto testimone, il cui gesto � il consistere.
Figura della gloria pubblica e strumento dell'apoteosi, l'architettura � virtuosa celebrazione della pluralit�,
epist�me con materia, e si impone -sta sopra e si impone-proprio nella ripetizione di modelli:
Virtus facit laudem, sequenda igitur. La lode deriva dalla virt�, per questo infatti bisogna seguire la virt�.
Ma non � facile: "E' cos� nell'arte come nella morale: nessun carattere potrebbe ispirarci con una ammirazione entusiasta della sua virt�, se quella virt� consistesse soltanto nella assenza di vizi; � richiesto qualcosa di pi�; un uomo deve fare di pi� del suo semplice dovere per essere un eroe". E'Joshua Reynolds a ricordare il surplus eroico, l'eccedenza senza eccesso, o con eccesso controllato, vero ultra della retorica.
Le opere architettoniche, come i luoghi del linguaggio esperiti dalla retorica, sono
exempla: dal pieno di tutte le forme viene estratto, o dedotto come un argomento, un oggetto significante. Ma Exemplum in Quintiliano � in-duzione fra simili. Imago �
exemplum, ed exemplum � paradeigma.
Bisogna aggiungere grazia alla potenza se si vuole il favore dell'umanit�, e rendere il proprio pensiero gradevole e utile, per estrarre la forma dalla norma.
Come nel linguaggio, anche nelle opere costruite deve esservi interrelazione fra forma e significato; in esse vi � sintassi, psicologia,ordine, metafore, logica e dizione.
E l'architettura si avvale, in quanto coerenza solidificata, di dispositivi retorici che coinvolgono l'enfasi, l'associazione, la chiarificazione che classifica e la messa a fuoco concentrante; si avvale pure di dispositivi che riguardano la organizzazione fisica, la transizione, la disposizione e la sistemazione; poi vi sono il decoro e la variet�. Ma attenzione:
"Decorate Construction, never construct decoration". E' delittuosa una ornamentazione che non sia prossima all'origine, pleonastica e inefficace, come un linguaggio cui faccia difetto la verit�.
Cumulo e intarsio sono il carattere spettacolare di ogni grande architettura: la immaginazione creatrice si confronta, commisurandosi, con il vincolo rigido di leggi e elementi. E' un mosaico di ingredienti esistenti di alta qualit�, retoricamente composti in una Soluzione.
Nell'uso di un linguaggio calcolato tanto quanto sembra spontaneo, il retore architetto, che � sempre un colto umanista, congiunge il rigore alla versatilit�, l'intransigenza alla tolleranza, la parola al movimento e la statica al silenzio; imita, agendo per addizione, sottrazione, trasferimento o trasformazione, ma non copia mai la cosa tal quale, e trova il soggetto, lo dispone in ordine, lo memorizza e lo rende memorabile
(divisio, partitio, ordo, dispositio in Quintiliano),
fonde i riferimenti letterari con le evocazioni storiche, e, catturata la stima degli altri, perviene all'esito.
E' il successo: il discorso � concluso e l'edificio innalzato, nel quadrato magico di uso e virt�, piacere e bene.
L'Architettura � fabula muta, composta di Historia.
La composizione eloquente, concentrata sui classici, conduce alla auctoritas.
Lo dice anche Longino nello studio Del Sublime: "Qual'�, allora, l'effetto dell'immagine quando � impiegata nell'oratoria? Fra le altre cose essa infonde molta passione ed energia nei discorsi, ma quando � combinata con passaggi argomentativi non soltanto persuade l'ascoltatore ma realmente lo signoreggia".
La grandezza, in architettura, non riguarda soltanto il corpo o il nucleo della struttura, ma tocca invece il suo carattere di Argomentazione: le fondazioni della torre di Babele sembravano una grande montagna; una montagna decorata, montagna sacra che sorge dalla passione del grande.
Il progetto, come il discorso, � strategia della conoscenza, ratiocinatio, integra strutture semantiche, spaziali, e sociali, mette insieme delizie,
delicia, tenerezza, teneritas, e mediocritas, la mediet� che deve essere aurea. Esso � sub divo, in contatto con il cielo; in questo ha effetti catartici. E' cognitivo e emozionale, pragmatico e teoretico; quando � compiuto, � arte della rivelazione
perch� presuppone l'unit� della conoscenza. L'edificio, nella lotta greca fra gravame e sostegno, reca iscrizioni e ornamenti e pitture, apostrofi e accenti, unisce
tekn� e poiesis, ed � narrativo e ontologico, quando rifulge di solennit� e di virt�:
"I nostri palazzi, � detto nel Sutra del Loto, brillano di una luce insolita. Ci� non pu� accadere senza una ragione: � meglio che noi cerchiamo di conoscerla".
Una luce mai vista prima, che diffonde sul suolo cristallino la verit� della figura, che � intenzione:
"La figura � modellata sulla verit�, dice Pascal, e la verit� � riconosciuta sulla
figura". La vera natura dell'uomo, il suo vero bene, la vera virt�, e la vera religione sono cose che non possono essere conosciute separatamente. Spirito di geometria e arte del persuadere, in Pascal, sono una cosa sola.
Nel sistema descrittivo del pensiero della costruzione, come in quello del pensiero poetante, l'oggetto � nesso fra nomi, tropi, epiteti, motivi, opposizioni, metafore e dispositivi narrativi: la macchina retorica garantisce la simulacricit� del simulacro e la templarit� del tempio, mette ordine, unisce il produttivo al mimetico, l'arte alla natura, la legge alla virt�, l'affetto al metodo. Solo cos� potr� generare il vero consenso: trasformando i simboli in materia.
Per questa grande trasformazione occorre lo spirito di sistema: loca sunt fenestrae in Isidoro di Siviglia.
Locus � particola mnestica significante generatrice del metodo: i topoi della retorica che aprono all'arte della memoria, sono le cellule originarie del progetto d'architettura. Per questo � importante, per il comporre, l'etimologia: conoscere radici e derivazioni delle forme permette di dissodare i fondamenti, di fondare un repertorio, di controllare la megalomania, e di pervenire alla necessaria
laconicit�, la pi� retorica delle attitudini, quella che pi� di ogni altra sottintende.
Concisione � quando il pensiero � pi� sviluppato dell'espressione. Nello statuto mimetico della architettura, nella reiterata e necessaria imitazione di un modello, si cela, desiderosa di performance,
tryph�, la magnificenza dello splendore, e l'opera diviene trofeo, trionfo, panoplia, luogo e oggetto di culto, celebrazione, canto fermo.
Eik�s � opinione generale, generazione della convenzione, ma da endoxa, i riflessi secondari o rappresentazioni, muovono gli argomenti retorici, da un profondo inconscio collettivo che ne garantisce la riconoscibilit�, e quindi la trasmissibilit�.
Scrive Walter Benjamin: "L'Architettura � l'elemento emblematico della ritmica
sociale". L'indivisibile elementare, il sigillo dell'emblema, il ritmo, che "tiene gli uomini" in un frammento di Archiloco, e la politica che � del sociale, sono gli agenti di una cristallizzazione nella quale lusinga e tragedia, vita nervosa intensa e perdute ontologie, fondano il continuo concetto della modernit�. Poich� antico �
l'eidos del moderno.
Cos�, bisogna "scrivere a pareti lisce, edificare senza aggettivi": in questo zeugma di Bontempelli, che rovescia le prescrizioni in una nuova logica, sta tutta la retorica della spoliazione, che ha costituito il carattere di tanta architettura moderna.
Il progetto � "volont� di potenza sul divenire", ed in esso si giace la capacit� di far interagire retorica scientifica e scienza persuasiva: il progetto sa operare il chiasmo fra
Pistis, la Persuasione di Sapienza e Epist�me, la Scienza che si impone. E la Scienza � sempre conoscenza della meraviglia.
Per Gorgia da Lentini, i cui postulati annichiliscono -nulla esiste, anche esistesse non potrebbe essere conosciuto, anche potesse essere conosciuto non potrebbe in alcun modo essere comunicato- la retorica � Tekn�; essa � pertinente alla dialettica, non alla adulazione,
poich� il Logos, come diceva Empedocle, � Gran Signore.
In Aristotele la Retorica � Etica, Teoria del Discorso Civico; essa � speculare -ant�strophos- cio� analoga alla dialettica, e studia le relazioni umane come relazioni di idee e linguaggi: � quindi costruzione e politica.
La figura pi� architettonica della Retorica di Aristotele �, forse, l'entimema, il "nucleo centrale della prova".
Entimema � un sillogismo dialettico, ed � dimostrativo, quando � formato dalla congiunzione di proposizioni compatibili, e refutativo, ove le proposizioni congiunte siano incompatibili. E' tratto da quattro luoghi: il verosimile,
eik�s, l'esempio, paradeigma, la prova necessaria, tekmerion, e il segno,
s�meion. Sono luoghi convenzionali per definizione, e non � soltanto una assonanza logica che li unisce al pensiero del costruire: la prova del progetto � prova tecnica necessaria che unisce verosimiglianza, esemplificazioni, segni e cifre.
Carlo Ginzburg ha studiato, in Rapporti di Forza. Storia, Retorica, Prova, i nessi fra la storia e la retorica, spingendosi a studiare le opere d'arte anche contro le intenzioni di chi le ha prodotte. Cita il saggio del suo maestro Arnaldo Momigliano La retorica della storia e la storia della retorica, studia il significato di
s�meion in Tucidide, ed il valore delle tracce. Il suo metodo pu� forse essere traslato sulla storia dell'architettura: Retorica dell'architettura e Architettura della retorica; questa �, da sempre, la storia dell'Architettura, scena dell'attivit� umana che sa imprimere al divenire il carattere dell'essere.
La Grande Opera � un evento, non soltanto un sapere accresciuto, � parure, apparato e apparecchio, transazione di soggetto e oggetto che muove all'empatia, al consenso simbolico.
E' di tale splendore che confina con l'Ombra: "L'ombra , dice Giorgio Manganelli, guarda le parole dall'altra parte della fine". Ma potremmo dire anche: le colonne.
La Gloria della Fine unisce in s� l'eidos baluginante e la gravit� sentenziosa, bellezza e potenza, la suggestione e la regola, la gioia e la convenzione, la prodigiosa ostentazione e il canone.
E lo stile serve tanto alla amplificazione quanto alla diminuzione, poich� in esso si concentra tutto:
inventio, sententia, elocutio,che � lexis, e dispositio, che �
taxis.
Architettura e Retorica sono i territori gemelli del commuovere e del convincere, del sapere sinottico e, soprattutto, del pensare in comune. Scopi di entrambe sono il magnificare, l'eccitare, il ricapitolare e il chiamare a giudizio, frenare gli abusi, suscitare emulazione, proporzionare in metafore termini coordinati, e portare in modo vivido la scena davanti agli occhi. Solo la sapienza, che rivolge a s� il tutto, unificato, pu� opporsi alla idolatria e alla statolatria, poich� fornisce significato alle sentenze d'oracolo delle cose antiche.
Nell'excessus c'� exclusio; il valore morale della misura, con la sua propriet� moderata, venne insegnato da Alessandro a Dinocrate, architetto orgoglioso delle proprie idee e della propria ingegnosit� e desideroso dei favori regali. E' in Vitruvio, nel libro secondo del De Architectura. Dinocrate era alto, bello, e di portamento dignitoso; ma, come molti architetti, portato all'esagerazione:
"fidando in questi doni di natura lasci� i vestiti nell'alloggio, si unse completamente il corpo di olio, si coron� il capo con una fronda di pioppo, copr� con un vello leonino l'omero sinistro, e impugnando con la destra una clava si diresse verso il tribunale dove il re amministrava la giustizia. Sono Dinocrate, architetto macedone, e porto a te idee e progetti degni della tua
fama".
Voleva dare al monte Athos la forma di una statua virile, lo stesso Alessandro, che teneva le mura della citt� sulla mano sinistra ed una patera che raccogliesse l'acqua di tutti i fiumi sulla mano destra. Alessandro apprezz� il progetto ma lo respinse; eppure, poi, fece costruire a Dinocrate la citt� di Alessandria.
Macrotettonico e spettacolare, Dinocrate � l'uomo simbolo di un artificio al servizio di un potere assolutistico, che si vuole divino. Ma gli umani esercitano il giudizio e conoscono la caducit�.
Varrone, dal suo lectulus lucubratorius, ci fornisce una misteriosa sintesi di retorica e architettura:
"Templi e luoghi augurali siano quelli che con la mia lingua indicher� nel modo
rituale".
Me � Anank�, la Necessit�, l'unica divinit� cui gli antichi non edificano templi.
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