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| IL PREMIO DI TEATRO XAVIER FABREGAS, APRILE 1995
architetti
premiati : ENRICO ANELLO, DARIO TULONE, scrittura
e regia: NUCCIO SCIALDONE. Il progetto ha la finalit� di sondare l'ineffabile rapporto tra attore e testo trovando un percorso che possa estrinsecare il pi� possibile i mondi interiori celati in entrambi. I tre personaggi spiccano per la loro possente vita nascosta. Tre donne nella loro solitudine, tre donne tagliate fuori dalla comune vita quotidiana che vivono solo di proiezioni interiori. La seconda vegliatrice de Il marinaio di F. Pessoa la cui lunga notte in compagnia delle sorelle � occasione per una definitiva rinuncia alla vita del giorno, svelando essenze legate alla sfera del sogno,di sogni sempre pi� reali, sempre pi� veri, in contrasto con la quotidiana finzione del giorno. Ellida da La donna del mare di H. Ibsen, inquieta figura in perenne oscillazione tra la vita quotidiana cui sente di dover appartenere e un flusso di epifanie che continuamente tentano di rapirla. Maria Timofejevna da I Demoni di F. Dostoevskij che nella sua saggia follia unisce in unico flusso vitale le proiezioni della sua vita interiore con i normali accadimenti quotidiani . Si � immaginato che per incanto queste tre donne si trovassero nella stessa stanza, in un luogo senza tempo ove ognuna, di volta in volta, in assoluta solitudine, potessero trasformare lo spazio scenico nel teatro della propria interiorit�. Luce e materia coincidono e si scontrano nella scena, sono figure primordiali dalle quali si originano i piani che immediatamente dopo la creazione sono soggetti al movimento del tempo. L'attimo in cui queste tre donne si trovano per incanto nella stessa stanza rappresenta la genesi di questo movimento. La scena si colloca quindi come uno spazio a cavallo tra passato presente e futuro in cui i piani verticali e orizzontali lentamente si disgregano proiettandosi verso lo spettatore. Il movimento degli attori ed il dinamismo di questo spazio geometrico- drammatico coinvolge tutta la scena in una sorta di inquietudine che si collega perfettamente alla drammaticit� del momento teatrale.
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