Capitolo 2
 

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Second-Year Italian Language and Culture I

Corriere della sera, domenica 22 agosto 1999
Venezia, tassa sulla pipì per i turisti

Wc-card scontata ai residenti. E il Comune apre il primo casinò «casual»

VENEZIA-Prima i vaporetti, adesso i bagni pubblici. L'idea è la stessa, far pagare ai turisti i servizi pubblici di Venezia. Una sorta di ticket occulto per accedere alla Serenissima. L'ultima decisione della giunta Cacciari riguarda i vespasiani. Nei cento gabinetti che sono stati di recente restaurati, la pipì dei turisti costerà il doppio di quella dei veneziani. Per soddisfare i loro bisogni, i residenti potranno pagare 500 lire, mentre chi a Venezia ci viene in vacanza dovrà sborsare il doppio, 1.000 lire. Per aver diritto alla tariffa ridotta, i veneziani dovranno munirsi di una «Wc card», una tessera elettronica dal costo di 6.000 lire, valida per tre anni. Inserita nel lettore magnetico all'ingresso dei bagni, consentirà al veneziano doc di ottenere lo sconto.

turisti in Piazza San Marco
IN VISITA - Foto di turisti in Piazza San Marco a Venezia: per loro la città è sempre più cara

«Con questo aumento incasseremo ogni anno un miliardo e 200 milioni - spiega Vittorio Salvagno, il direttore dell'Amav, I'azienda pubblica che gestisce il servizio-. Una somma che ci consentirà di portare il bilancio in pareggio».

Il tentativo del Comune è quello di far fruttare al massimo l'onda turistica, incamerando i soldi necessari a far funzionare la città e a sostenere gli alti costi per la salvaguardia e la manutenzione di palazzi e monumenti. Prima del raddoppio del costo delle toilette, era stata adottata la doppia tariffa anche per i trasporti pubblici. Il biglietto per una corsa in vaporetto costa 1.500 ad un veneziano, 6.000 ad un turista. L'ingresso nelle chiese è gratuito per chi abita a Venezia, mentre è a pagamento per gli abitanti del resto del mondo. In tredici chiese di Venezia, tra cui la Basilica dei Frati e la Madonna dell'Orto, vengono chieste 3.000 lire per l'ingresso, oppure 15.000 per un biglietto cumulativo. Un affare, visto che i biglietti venduti hanno superato l'anno scorso quota 500.000. L'intera città è organizzata per calcare la mano, quando è possibile, sui turisti. Un parcheggio in Piazzale Roma costa 30.000 lire al giorno. Ma il Comune distribuisce abbonamenti ad un gruppo di cittadini a 150.000 al mese. Se i gondolieri si sono autodisciplinati rendendo pubbliche le loro tariffe (120.000 lire per un giro di giorno, 150.000 lire di sera), altre categorie restano fedeli alla cattiva tradizione di spenna-turisti. Ad ogni estate, le associazioni dei consumatori ricevono le proteste di clienti di ristoranti che si vedono presentare conti da mezzo milione per pasti tutt'altro che raffinati.

La prossima iniziativa che farà lievitare il bilancio del Comune è l'apertura di un nuovo Casinò. Una sala da gioco in terraferma, a pochi centinaia di metri dall'aeroporto Marco Polo. È stata ricavata a tempo di record, solo cinque mesi, in una vecchia discoteca con piscina. Si chiamerà Venice Casinò ed ospiterà 350 slot machine e giochi all'americana, in diretta concorrenza con i più aecessibili Casinò di Slovenia e Croazia. Il Comune chiuderà un occhio anche sull'abbigliamento: sarà il primo casinò in Italia dove non saranno obbligatorie giacca e cravatta. «No tie, no jacket, only casual wear», recita la pubblicità della sala che aprirà i battenti mercoledì, dalle 11 alle 6 del mattino successivo.

Da questo Casinò casual il Comune si aspetta molto, 4.000 presenze giornaliere e un incasso annuo dagli 80 ai 100 miliardi, che si aggiungeranno agli altri 170 incamerati con le sedi tradizionali sul Canal Grande e al Lido. Tutti soldi che serviranno, come ha fatto notare la Corte dei Conti nella sua ultima relazione anche ad alleggerire il peso fiscale sui residenti. «È giusto che si facilitino i superstiti veneziani o vogliamo far crepare di turismo i residenti?», chiede lo scrittore Alvise Zorzi. «È faticoso vivere in una città di turisti - aggiunge il regista Tinto Brass, marito di Carla Cipriani dell'omonima locanda di Torcello-. È giusto che i veneziani abbiano qualche privilegio, come pagare i servizi in misura ridotta». «Una città di 200 mila abitanti non può sobbarcarsi le spese per i circa 12 milioni di turisti», precisa il vicesindaco Michele Vianello. Ma non tutti sono d'accordo. «Siamo pronti ad organizzare proteste plateali-annuncia Pierre Orsoni, portavoce di Telefono Blu - se non sarà adottata la par condicio alle toilette tra turisti e residenti».

Luciano Ferraro


LE DUE TARIFFE

· BAGNI PUBBLICI

Un ticket da 500 lire per i veneziani, 1.000 per i turisti

· VAPORETTI

Una corsa: 1.500 per i veneziani, 6.000 per i turisti

· GARAGE COMUNALE

30 mila al giorno per tutti, 150 mila per i veneziani (abbonamento mensile)

· CHIESE

Ingresso gratuito per i locali, 3.000 per i visitatori (Possibilità di un biglietto cumulativo al costo di 15 mila lire)

· INIZIATIVA SUL GIOCO

E' prevista per il 25 agosto l'apertura di un casinò a Mestre dove si potrà giocare soltanto con le slot machine. Le autorità prevedono un incasso annuale di almeno cento miliardi. La casa da giochi tradizionale di Venezia ha invece un introito di 170 miliardi all'anno


 

Oliviero Toscani
«Vogliono spennare i visitatori»

VENEZIA - È stato chiamato dal sindaco Massimo Cacciari per dare, con le sue foto, un'immagine diversa della città. Oliviero Toscani doveva far capire che Venezia non è solo quella delle cartoline, con i turisti da spellare. Mentre le gigantografie firmate Toscani sono in mostra in tutti gli imbarcaderi sui Canal Grande, il fotografo commenta con amarezza l'ultima iniziativa sulle tariffe differenziate per i bagni pubblici. «L'Italia è un paese di ladri e funziona così, non c'è da stupirsi», dice Toscani. «Venezia è in Italia e non fa eccezione. È tutto basato sul diritto esclusivo, sul privilegio, in questo caso si fa valere il privilegio di essere veneziani, e si fa pagare di più quelli che vengono da fuori città».

Nella sua campagna del mese scorso, «Contro Venezia-Per Venezia», Toscani ha descritto una città invasa dai topi, dai turisti giornalieri e dagli affaristi, dove tutto è in vendita e a carissimo prezzo, dove i romantici canali sono in realtà collettori fognari. «Venezia è Disneyland - va giù duro Toscani - solo che almeno in America il biglietto è uguale per tutti. Qui invece si paga secondo la città di residenza».

«Purtroppo è un andazzo italiano - continua Toscani - se si prende il taxi in una grande città come Napoli, c'è solo da sperare di conoscere le strade, altrimenti ti fanno fare 45 giri in più del necessario. E' l'Italia dei baroni, dei parlamentari, e Venezia purtroppo non sfugge a questa regola».

Le idee di Toscani su Venezia sono così estranee alla immagine romantica della città, che Cacciari in occasione della presentazione della campagna in corso ha bocciato quattro foto. Tra queste, una in tema proprio di bagni pubblici, quella di un rotolo di carta igienica con impresso il leone di San Marco.

L. F.

Una turista entra in un gabinetto pubblico
Una turista entra in un gabinetto pubblico:
il Comune farà pagare il ticket di 1.000 lire ai turisti


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