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a m�xima graf�a e a m�xima prun�nsia pou m�ximu ditungu. "La progressiva incertezza nell'impiego delle regole su cui si fonda � l'elemento rivelatore della disgregazione di una lingua". Prof. Stefano Mazzaro, "Sito Veneto"
La scrittura "c�ito" come participio passato del verbo "cazze" (it. cadere) � una rappresentazione grafica scorretta e inconsistente per pi� di un motivo. Se vale la derivazione, come affermano gli studiosi (vedi riquadro) da una forma verbale (non certamente dal latino classico) "caditu[m]" come "r�ixe" deriva da "radice[m]" e "m�istru" da "magistru[m]", cio� per eliminazione della consonante intervocalica, ci� indica chiaramente che la "a" e la "i" non si sono fuse in un solo suono vocalico, ma si � avuto il dittongo /ej/ pronunciato nel genovese letterario/urbano esclusivamente con il timbro di /e/ chiusa.
Se si adotta l'utilizzo del digramma "�" nell'ottica di indicare che due timbri vocalici originariamente distinti si sono fusi in un unico suono vocalico, come di norma avviene nell'ambito delle grafie tradizionali, si ignora la specifica realt� del fenomeno linguistico che si � prodotto. In questo senso, infatti, si adott� la grafia "lav�" quando dall'originaria pronuncia di /la'va:i/, passando per /la'vaj/ ( con il dittongo /aj/) si pervenne a /la'vE:/. Insomma, o si � avuta una fusione della vocale "i" con la vocale precedente, e allora la soluzione tradizionale � "�" (anche perch� in questo caso la pronuncia della vocale "i" non risulterebbe pi� avvertibile), oppure si � avuto il dittongo /ej/, correttamente grafato come tale, anche tradizionalmente, esattamente come si pronuncia. Di fatto, nei casi di "ch�itu", "r�ixe" e "m�istru", le due vocali non si sono fuse e si � avuto il dittongo /ej/. Altre incongruenze. Il dittongo /ej/ nel genovese letterario/urbano � sempre pronunciato mediante il timbro chiuso della vocale "e". A Genova "cheitu" /'kejtu/ non presenta alcuna "e" aperta n�, tanto meno, lunga, che sono, invece, le caratteristiche della pronuncia segnalate dall'adozione grafica del tradizionale digramma "�". E nessuna delle due caratteristiche di pronuncia del digramma "�" appartiene alla pronuncia di "ch�itu". Comunque a Genova si dice /'kejtu/ e non /'kE:itu/, con la "e" aperta (?!) e lunga (?!?!), proposta impronunciabile per qualsiasi genovese, e che pure la grafia "c�ito" starebbe ad indicare. Dovremmo allora grafare anche "r�ixe", "m�istru", "l�ituga", "l�it�a", e pretendere che qualcuno apprenda la lingua mediante "grafie di fiction" dove, dall'incontro di due vocali (e non di pi�), se ne genera (forse per procedimento alchemico ?) anche una terza per pervenire alla grafia "c�ito" ?! MAGISTER 7/12/01 |