Inquinamento: nube minaccia il mondo
A lungo termine sono a rischio le risorse idriche
(ANSA) Una nube marrone formata da un mix di sostanze inquinanti, che prima
si trovava solo sull'Asia ora minaccia il mondo. La nube, nota come 'Asian
brown cloud', e chiamata dagli scienziati 'Abc' (atmospheric brown cloud),mette
a rischio le risorse idriche a lungo termine. L'allarme e' stato lanciato in
un convegno del Comitato Ev-K2-Cnr. Il fenomeno provoca variazioni delle
precipitazioni con danni alle coltivazioni. Abc e' altamente inquinante ed
e' causa di morti premature.
Cambiamento climatico
Cambiamenti nel lungo tempo della quantità
delle precipitazioni, della temperatura e di altri fattori del clima della
terra. Alterazioni in gran parte naturali, a breve e lungo termine, delle
caratteristiche climatiche. I motivi alla base del cambiamento del clima
non sono chiari ma si ritiene che i cambiamenti a breve termine possano
derivare da variazioni nella radiazioni solare, da alterazioni naturali
nel sistema della circolazione atmosferica della terra e dalle
modificazioni nella composizione chimica atmosferica, dovute in gran parte
agli incidenti di inquinamento atmosferico come l'assottigliamento della
fascia di ozono causata dai clorofluorocarburi. I cambiamenti di maggiore
durata potrebbero essere causati da mutamenti nella rotazione terrestre e
nell'orbita intorno al sole, nonché da fattori geologici come la tettonica
a zolle e la deriva dei continenti.
Cambiamento del clima ad opera dell'uomo
Cambiamenti climatici indotti dall'uomo
possono essere causati dall'effetto serra e da altre attività umane.
Cambiamenti dell'albedo determinati dalla desertificazione e dalla
deforestazione influenzano la quantità di energia solare assorbita dalla
superficie terrestre. Gli aerosol formatisi dallo zolfo rilasciato dalle
centrali nucleari può modificare lo stato delle nuvole. Cambiamenti nei
livelli di ozono della stratosfera dovuti ai clorofluorocarburi possono
anch'essi influire sul clima.
Clima
Insieme delle condizioni atmosferiche,
normali e anormali, che caratterizzano una regione. Caratteristiche
generali del tempo atmosferico di una determinata area per un lungo
periodo di tempo. I climi sono in gran parte dominati da elementi quali la
latitudine, la topografia, la distribuzione geografica della terra e del
mare, le correnti oceaniche e la natura e influenza della vegetazione e
dei suoli. Un clima può essere descritto sulla base delle temperature
medie stagionali, precipitazioni, direzione e velocità del vento e natura
ed estensione della copertura nuvolosa.
Clorofluorocarburi
Composti chimici in cui una parte o tutti
gli atomi di idrogeno di un idrocarburo (generalmente un alcano) sono
stati sostituiti da atomi di fluoro e di cloro. La maggior parte dei
clorofluorocarburi sono chimicamente inerti e sono stabili alle alte
temperature. Sono utilizzati come propellenti degli aerosol, come
refrigeranti e solventi. Un nome commerciale per questi composti è freon.
A causa della loro inerzia chimica i clorofluorocarburi possono
diffondersi intatti negli strati alti della atmosfera; qui, a causa di
reazioni fotochimiche, si rompono e reagiscono con l'ozono distruggendone
le molecole. Per questo motivo ne è stato scoraggiato l'uso.
Effetto
serra
Fenomeno per cui l'atmosfera terrestre
intrappola il calore del sole al suo interno con conseguente riscaldamento
della superficie terrestre. In conseguenza della combustione dei
combustibili fossili come legna, carbone e petrolio per usi industriali,
domestici e per i mezzi di trasporto, la quantità di anidride carbonica
nell'atmosfera è aumentata del 26% tra il 1860 e il 1986. Se questa
tendenza continuasse il bilancio termico della bassa atmosfera verrebbe
alterato in modo tale, che la temperatura media dell'atmosfera
aumenterebbe di 4° C e le temperature dei poli del doppio. Lo scioglimento
delle calotte polari causerebbe un aumento del livello del mare con
conseguenti inondazioni delle città e dei terreni industriali e agricoli.
Emissioni
Rilascio nell'aria di materiale inquinante o
di scarto in forma particolata, gassosa o solubile, da parte di una
sorgente inquinante.
Emissioni di inquinanti gassosi
Rilascio nell'atmosfera di gas che agiscono
quali inquinanti primari o secondari. Esiste una gamma di inquinanti
gassosi tra cui gli ossidi di azoto, il biossido di zolfo e i
perossiacetilnitrati (PAN). Gli inquinanti gassosi derivano principalmente
dall'attività antropica e costituiscono i componenti fondamentali della
formazione dello smog fotochimico e della deposizione acida: entrambi
possono avere numerosi effetti nocivi, tra cui il deterioramento dei
materiali da costruzione, la degenerazione di alberi e piante e causare
malattie respiratorie all'uomo e agli animali.
Emissioni di veicoli a motore
Insieme dei gas di scarico delle automobili
comprendenti il gruppo degli ossidi di azoto, il monossido di carbonio, il
piombo, gli idrocarburi incombusti, il vapore acqueo, il biossido di
carbonio e gli aldeidi. I primi tre inquinanti di questa lista sono
presenti ad alte concentrazioni nella maggior parte delle aree urbane di
tutto il mondo. Gli ingorghi di traffico possono produrre livelli di
monossido di carbonio atmosferico fino a 100 parti per milione (ppm)
rispetto alle concentrazioni nell'aria pulita di 0,1 ppm. In molte delle
città più ricche del mondo le emissioni degli autoveicoli, la gomma dei
pneumatici delle auto e le particelle di macadam al catrame provenienti
dalla superficie delle strade, si combinano in presenza di alti livelli di
luce solare per produrre una forma di nebbia inquinante altamente tossica
chiamata smog fotochimico. Il problema delle emissioni dei gas di scarico
delle automobili è stato aggravato dalla tendenza verso la produzione di
motori a benzina particolarmente sollecitati ad alta compressione,
preferiti dai produttori europei in cerca di una prestazione sempre
migliore. Gli additivi della benzina, come gli additivi antidetonanti,
necessari per un efficiente funzionamento del motore a benzina sono molto
pericolosi quando sono liberati nell'ambiente. La maggior parte delle
nazioni industrializzate hanno adottato una legislazione per ridurre i
livelli delle emissioni degli autoveicoli. La benzina senza piombo, i
depuratori dei gas di scarico e i motori a bassa combustione rappresentano
i metodi principali finora utilizzati per combattere gli alti livelli di
emissioni inquinanti.
Ozono
Forma allotropica dell'ossigeno costituita
da molecole triatomiche. Viene prodotto per azione di radiazioni
ultraviolette o di scariche elettriche sull'ossigeno molecolare. In
condizioni ambientali e in forma pura si presenta come un gas
azzurrognolo, di odore caratteristico, irritante per le mucose, altamente
instabile e reattivo.
Ozono
atmosferico
L'ozono è una molecola consistente di tre
atomi di ossigeno, a differenza dell'ossigeno atmosferico che contiene
solo due atomi di ossigeno. La molecola dell'ozono è altamente reattiva e
tossica per l'uomo e la materia vivente. Tuttavia, nella stratosfera,
l'ozono forma uno strato protettivo che blocca le radiazioni ultraviolette
del sole. Una diminuzione dell'ozono stratosferico permette a tali
radiazioni di raggiungere la terra, causando tumori cutanei e distruggendo
alcune specie vegetali sensibili. La distruzione dell'ozono è dovuta al
rilascio nell'atmosfera di clorofluorocarburi, composti impiegati nella
refrigerazione, negli aerosol e come solventi nell'industria. Quando
raggiungono la stratosfera si decompongono liberando atomi di cloro e di
bromo che innescano una reazione di distruzione dell'ozono.
Ozono
troposferico
Ozono di origine antropica presente nella
parte più bassa dell'atmosfera. Deriva dalla reazione degli idrocarburi
con gli ossidi di azoto liberati soprattutto dai processi di combustione
dei motori degli autoveicoli in presenza della luce solare; in questa
forma l'ozono costituisce un componenti importante dello smog fotochimico
che in concentrazioni molto piccole causa irritazione alle vie
respiratorie e a concentrazioni perfino minori può provocare la perdita di
colore delle superfici vegetali.
Pioggia
acida
Precipitazione dall'atmosfera di soluzioni
diluite di acidi minerali forti. Queste soluzioni acide sono il risultato
della mescolanza di diversi inquinanti industriali (biossido di zolfo,
ossidi di azoto, cloruro di idrogeno e altri composti minori) con
l'ossigeno e il vapore acqueo naturalmente presenti nell'atmosfera. Le
soluzioni acide precipitano poi sotto forma di pioggia, neve o nebbia.
L'acqua piovana "pura" ha un pH di circa 6,5 mentre quello della pioggia
acida è di solito inferiore a 4,5 (con un pH minimo pari a 2,5).
L'acidificazione dell'atmosfera costituisce una grande minaccia per
l'ambiente dell'emisfero settentrionale. Secondo le stime, le grandi aree
urbane e industrializzate producono un inquinamento annuale dovuto a 90
milioni di tonnellate di biossido di azoto, la maggior parte del quale
viene direttamente immessa nell'atmosfera. Le centrali elettriche e le
industrie che dipendono per il loro funzionamento dai combustibili fossili
sono i maggiori produttori di biossido di zolfo. I gas di scarico dei
mezzi di trasporto rappresentano la fonte principale di ossidi di azoto.
Dei gas di scarico fortemente inquinanti vengono emessi da alte ciminiere
a temperature elevate e ad alta velocità di effusione. Essi sono
trasportati dai venti prevalenti per molte centinaia di chilometri fino a
quando gli inquinanti non vengono spazzati via dall'atmosfera per effetto
delle piogge. Si pensa che le precipitazioni acide siano direttamente
responsabili della moria del patrimonio ittico d'acqua dolce e del
progressivo deperimento e morte degli alberi. Le stime suggeriscono che i
danni provocati dalle precipitazioni acide potrebbero diventare dieci
volte più gravi entro il 2000, a meno che non vengano adottati
provvedimenti più rigidi per ridurre la produzione di inquinanti. La
maggior parte dei governi europei sono entrati a far parte del Club del
Trenta Percento, i cui membri hanno promesso che le emissioni di zolfo
verranno ridotte almeno del 30% entro il 1989 e fino al 60% entro la fine
del secolo.
Potenziale di riduzione dell'ozono
Fattore che riflette l'effetto potenziale di
ciascuna sostanza controllata sullo strato d'ozono, espresso in massa per
chilogrammo, rapportato al CFC-11. Tale fattore si basa sulla durata di
vita atmosferica della sostanza, sul peso molecolare del bromo e del
cloro, sulla capacità della sostanza di essere dissociata dall'azione
della luce, ecc.
L'effetto potenziale di ciascuna sostanza controllata sullo strato
d'ozono.
Previsione delle emissioni
La previsione delle emissioni si basa sullo
studio della dispersione degli inquinanti nell'aria e nell'acqua mediante
modelli che tengono conto del tipo di sorgenti, delle condizioni
ambientali, delle condizioni meteorologiche dell'atmosfera e delle
caratteristiche chimico-fisiche del corpo idrico interessato.
Previsione delle immissioni
Il calcolo previsionistico delle immissioni
viene fatto tenendo conto della portata dell'inquinante (volume o peso
scaricato nell'unità di tempo), l'altezza effettiva della sorgente, la
velocità del vento e i coefficienti di dispersione.
Protezione del clima
Misure adottate allo scopo di prevenire o
ridurre i danni causati dall'inquinamento alle naturali condizioni
atmosferiche. Esse includono tasse sulle fonti di energia non rinnovabile
e provvedimenti volti a migliorare l'efficienza energetica delle
apparecchiature elettriche, dei sistemi di riscaldamento e dei veicoli.
Nel settore dei trasporti comprendono strategie per la riduzione del
traffico nonché la promozione di mezzi di trasporto meno inquinanti e nel
settore energetico misure di risparmio dell'energia, la promozione di
fonti di energia a ciclo combinato e l'impiego di fonti di energia
rinnovabile.
Riduzione dell'ozono stratosferico
Danneggiamento dello strato di ozono causato
dalle sostanze chimiche usate sulla terra. Fra queste le più importanti
sono gli idrocarburi clorofluorurati (CFC), impiegati nei frigoriferi,
negli aerosol e negli halon usati nella produzione di sostanze
antiincendio. L'effetto dannoso è provocato dal rilascio di forme
altamente reattive di cloro e bromo.
Strato
di ozono
Strato dell'alta atmosfera in cui esiste una
apprezzabile concentrazione di ozono che trattiene le radiazioni
ultraviolette dannose.
Stratosfera
Strato dell'atmosfera situato tra la
troposfera e la mesosfera. L'altitudine di base della stratosfera varia
con la latitudine: questa quota vale 9 km ai poli ma va via via aumentando
fino a raggiungere i 16 km nelle regioni equatoriali. La stratosfera si
estende per circa 50 km e finisce quando inizia la stratopausa. In questo
strato la temperatura dell'aria aumenta con l'altitudine e le nuvole sono
raramente presenti. La stratosfera contiene la maggior parte dell'ozono
atmosferico che si concentra intorno ad una altitudine di 22 km.