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L'energia idraulica, utilizzata dall'uomo da oltre quaranta secoli e divenuta
energia idroelettrica da poco piu' di un secolo, ha conosciuto uno sviluppo
molto rapido e ha continuato a svilupparsi sia nei Paesi industrializzati sia
nei Paesi asiatici e in quelli in via di sviluppo, che dispongono di notevoli
risorse potenziali.
In termini di capacita' installata e resa energetica, l'idroelettrica e' la
tecnologia per produzione di energia elettrica piu' sfruttata in Europa e nel
mondo.
In Italia lo sviluppo della produzione idroelettrica ha gia' raggiunto la sua
massima espansione, soprattutto per quanto riguarda i siti dove era possibile
realizzare grandi impianti con la formazione di laghi artificiali mediante
dighe.
L'interesse si concentra ora sulle piccole risorse idrauliche, ovvero sulle
piccole centrali idroelettriche realizzabili su sistemi idraulici destinati ad
altri usi o comunque su siti che non necessitano di opere di sbarramento.
Il principio di funzionamento in questi casi e' lo stesso dei grandi impianti:
l'energia potenziale accumulata nell'acqua che si trova a quote piu' alte,
muovendosi a valle come acqua corrente di piccoli fiumi, canali e corsi d'acqua,
viene convertita in energia elettrica. La fonte primaria e' dunque l'acqua
piovana.
Com'e' fatto un impianto idroelettrico
Un impianto idroelettrico consiste di: un sistema di raccolta dell'acqua di
forma e di dimensioni adatte alla natura del terreno e al letto del corso
d'acqua; una conduttura forzata di convogliamento e adduzione dell'acqua; una
turbina, che trasforma l'energia potenziale dell'acqua in energia meccanica; un
alternatore o generatore, che converte in energia elettrica l'energia meccanica
della turbina;un sistema di controllo e regolazione della portata d'acqua.
Una volta utilizzata, l'acqua, che non subisce nessuna trasformazione nelle
caratteristiche chimico-fisiche, viene restituita al suo corso naturale.
La raccolta dell'acqua
L'opera di sbarramento, o diga, e' un manufatto che deve rispettare indicazioni
costruttive e di gestione molto rigorose regolamentate da leggi e sorvegliate,
nel caso di dighe di grandi dimensioni, da un ispettorato di Stato, il Servizio
Nazionale Dighe. Questo ente monitorizza costantemente la manutenzione,
l'esercizio e la condizione della diga.
Oltre alle dighe, la raccolta dell'acqua e' realizzata mediante traverse, ossia
mediante sbarramenti di piccola entita' che realizzano piccoli invasi.
Una diga e' sempre dotata di sfioratori di superficie e scarico di fondo che
garantiscono la gestione dell'acqua invasata, e di un'opera di presa da cui si
deriva l'acqua per l'uso destinato.
Esistono diverse tipologie di dighe e di traverse: a gravita' massiccia o
alleggerita; ad arco gravita' o cupola; a volte multiple.
La scelta della tipologia dipende dalle caratteristiche del sito dove l'opera si
deve realizzare.
Diga a gravita' massiccia
Diga ad arco cupola
Il motore ad acqua - la turbina
La macchina caratteristica di un impianto idroelettrico e' quindi la turbina,
evoluzione delle pale dei mulini di un tempo, costruiti sulle rive del fiume,
che usavano l'acqua come forza motrice per la macina.
Le grandezze che determinano e definiscono il "come e' fatta una turbina" sono
principalmente il salto utile e la portata.
Il salto utile e' il dislivello misurato in metri tra la quota di pelo libero
dell'acqua e quella dello scarico.
La portata invece e' il volume, misurato in metri cubi, d'acqua che transita
attraverso una sezione nel tempo di un secondo.
Tutte le turbine sono composte principalmente da tre parti: un organo di
immissione e distribuzione dell'acqua, la girante che trasforma l'energia
dell'acqua in energia meccanica e lo scarico.
I diversi tipi di turbine oggi disponibili sono classificate, in generale, in
due famiglie: turbine ad azione e turbine a reazione.
La differenza tra azione e reazione si gioca nella trasformazione degli stati di
energia dell'acqua: in quella ad azione la trasformazione dell'energia
potenziale in energia cinetica avviene tutta nell'organo di distribuzione
dell'acqua; in quella a reazione cio' avviene anche nella girante.
Le turbine ad azione, di cui il modello piu' rappresentativo e' la turbina
Pelton, sono utilizzate nei sistemi idraulici dove il salto utile e' tra i 50 ed
i 1000 metri e le portate sono modeste.
Nelle turbine Pelton il distributore, ovvero l'organo di immissione dell'acqua,
consiste in un iniettore comandato da una valvola a bulbo che intercetta e
regola il getto dell'acqua, permettendo di variare l'energia trasmessa alla
girante e quindi anche la potenza emessa dal generatore.
La pala della turbina ha la forma di un doppio cucchiaio che permette il miglior
sfruttamento dell'energia cinetica dell'acqua.
Per i salti inferiori si usano turbine a reazione: del tipo Francis quando il
salto e' tra i 5 e i 200 metri con portate medie, e del tipo Kaplan per sistemi
con alte portate e salti tra 2 e 20 metri.
Nelle turbine Francis l'organo di immissione e' composto dalla cassa spirale e
dal distributore. La cassa spirale e' un tubo che si restringe progressivamente
e contorna il distributore e ha il compito di imprimere all'acqua un moto
circolare.
Il distributore invece e' composto da una serie di pale ad apertura variabile
che indirizzano l'acqua verso le pale della turbina.
La variazione di apertura delle pale del distributore cambia la portata d'acqua
immessa e quindi la potenza generata dall'alternatore.
Le turbine Kaplan hanno la girante molto simile all'elica di un motore marino.La
Kaplan puo' considerarsi una estremizzazione della turbina Francis, della quale
conserva molte similitudini per l'organo di immissione dell'acqua.
La macchina elettrica: l'alternatore
Accoppiato solidamente all'albero della turbina troviamo l'alternatore, la
macchina elettrica che trasforma l'energia meccanica in energia elettrica. Il
principio di funzionamento di un alternatore, o generatore, e' semplice: sulla
parte mobile, chiamata rotore, e' realizzato un magnete di cui si puo' dosare e
controllare il campo magnetico; nella parte fissa, che si chiama statore, sono
presenti degli avvolgimenti di filo di rame nei quali il campo magnetico rotante
generato dal rotore induce una forza elettromotrice, ovvero l'energia elettrica.
Dall'alternatore, l'energia elettrica che, per problemi di isolamento, nasce con
una tensione di 5.000 volt, viene trasferita mediante cavi di rame
opportunamente dimensionati ad un'altra apparecchiatura, il trasformatore.
Compito del trasformatore, in questo caso, e' di innalzare il valore della
tensione da 5.000 volt a 150.000 volt. Questa operazione e' necessaria perchè
piu' e' alta la tensione dell'energia piu' e' ridotta la sezione del cavo in cui
essa transita.
Il sistema elettronico di controllo
Tutto il sistema e' comandato, controllato e protetto da apparecchiature
elettroniche che sorvegliano il processo produttivo e intervengono in caso di
guasto e/o anomalie di funzionamento, provvedendo a fermare prontamente tutto il
sistema idroelettrico.
Negli ultimi anni, grazie al progresso della tecnologia informatica e di
telecomunicazioni, quasi tutti gli impianti idroelettrici sono comandati a
distanza da un numero limitato di centri di telecontrollo che sovrintendono a
tutte le operazioni necessarie all'esercizio delle centrali.
Flessibilita' e velocita' di utilizzo: l'idroelettrico nella rete
Nel 1999 in Italia erano in esercizio centrali idroelettriche capaci di una
potenza pari a 20.759 MW, che hanno prodotto 51.636 milioni di kWh , pari al
19,4% della produzione totale.
Caratteristica fondamentale della centrale idroelettrica e' la sua flessibilita'
di utilizzo; con i moderni sistemi di automazione e comando e' oggi possibile
passare dallo stato di centrale ferma a quello di massima potenza in poche
decine di minuti e la regolazione della potenza erogata, in funzione della
richiesta della rete, e' molto rapida.
Grazie a questa peculiarita', le centrali idroelettriche all'interno di una rete
elettrica di produzione sono insostituibili, perchÈ permettono di rispondere
prontamente alle variazioni di richiesta di energia da parte degli utenti
allacciati.
Durante la giornata infatti ci sono ore in cui la richiesta di energia
elettrica, che non puo' essere conservata, aumenta in modo repentino e le
centrali termoelettriche, il cui processo di generazione e' piu' complesso, non
hanno una velocita' operativa sufficiente per rispondere alla richiesta.
La produzione idroelettrica dell'elettricita' e' quindi conveniente
economicamente, facilmente integrabile nel territorio e fondamentale per il buon
equilibrio di una moderna rete di produzione.
I vantaggi per l'ambiente e per il territorio
Produrre energia elettrica sfruttando l'energia potenziale dell'acqua, oltre a
rendere disponibile una risorsa utile al progresso ed alla vita quotidiana di
tutti, permette infatti di valorizzare il territorio e contribuisce a diminuire
i processi di inquinamento ambientale.
Alla costruzione di una centrale idroelettrica nella maggior parte dei casi e'
legata la realizzazione di uno sbarramento, o diga, che consente di accumulare
le acque rendendo disponibile l'energia potenziale.
Il lago artificiale che si forma impreziosisce il territorio favorendo lo
sviluppo di attivita' turistiche, sportive e produttive che possono coesistere
con lo sfruttamento idroelettrico.
Altri vantaggi sono legati alla possibilita' di accumulare l'acqua e di
modularne la restituzione sull'alveo del fiume a valle, evitando cosÏ i fenomeni
alluvionali e alla prospettiva di ottimizzare l'impiego della risorsa idrica
realizzando una gestione integrata dell'acqua per i quattro usi potabile,
irriguo, idroelettrico e industriale.
Un elemento decisivo e' infine l'inquinamento evitato: ogni chilowattora
prodotto da una centrale termoelettrica immette infatti nell'atmosfera circa 600
grammi di anidride carbonica, immissione che non si ha se a produrre e' una
centrale idroelettrica.