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"Sakurazukamori" |
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Da
quando sono nato la mia esistenza e' stata legata a questa
parola.Difficile pensare che tutta una
vita,un'intera personalita',possano
essere cosi' pesantemente condizionate,o anzi
plasmate da un'insieme di
lettere.Eppure e' cosi'.Io,Seishirou Sakurazuka,sono
il Sakurazukamori.Un
semplice assassino pagato dal governo,questo in
superficie.Sarebbe stato
facile essere un semplice impiegato statale,per
quanto particolare.
E
invece no.Il mio stesso nome e' legato a un destino,e non certo uno
qualunque."Sakura";ciliegio.Nella nostra
cultura il ciliegio simboleggia la
vita
e la morte,o meglio,l'istante di passaggio tra uno stato di senzienza
e
uno
di oscurita' e immobilita' assoluta:cosi',allo stesso modo,io
simboleggio l'aspetto nascosto e legato alle forze
primordiali del mondo.
Sin
da bambino sono stato educato a essere il Ciliegio.Il Sakurazukamori e'
l'incarnazione,la rappresentazione esterna del
Sakura.Essere come lui
splendido,imponente,ammirevole,e allo stesso tempo
sterile,incapace di
provare emozioni.
Come
Sakura sono stato educato ad apprezzare la bellezza esteriore,a godere
delle
cose belle...a creare splendide illusioni,belle come i petali del
ciliegio che danzano nella luce,e.....vuote....vuote;
d'altronde,tali sono
le
illusioni.La gente comune usa le illusioni per continuare a sperare,e a
vivere.Per me esse sono una tecnica mortale.Uccidere
non mi provoca alcuna
emozione particolare;mi piace pero' trovare
l'ambientazione piu' adatta per
ogni
delitto...e creare l'atmosfera giusta.L'attimo in cui il sangue
macchia
i
petali del ciliegio e' per me un momento sacro.L'attimo in cui la vita
incontra la morte.Il piacere estetico,e quello
fisico,sono le uniche
emozioni che mi e' concesso provare.
Mia
madre...il precedente Sakurazukamori,colei che mi ha educato al mio
destino,colei che mi ha insegnato a godere della
bellezza,del mio corpo,e
nulla
piu'.
Eppure...Cosa significava quel "daisuki",che tanto
spesso mi
rivolgeva?Sapevo che la mia morte sarebbe stata
decisa dalla persona che
piu'
mi avrebbe amato,e non riuscivo a capire come sarebbe potuto esserci
alcuno che mi avrebbe amato...Quando la uccisi,il
calore del suo sangue,la
sua
vita,scorsero su di me:era meraviglioso assistere a una scena cosi'
teatrale.La bellezza di mia madre non faceva che
aumentare man mano che il
suo
sangue tingeva il suo kimono candido e perfetto,e la neve sotto di lei
assumeva il colore dei petali
a noi cari.
Pensavo che non avrei potuto vedere mai nulla di piu' bello,di
piu'
armonioso...La mia vita sarebbe stata condotta lungo
binari prestabiliti da
una
tradizione che mi vedeva come nient'altro che un suo rappresentante
temporaneo.
Ma
mi ero dimenticato di un particolare....l'oscurita' e' resa tale dalla
luce...e
chi non e' abituato alla luce non puo' che esserne accecato.
Cosi'
mi accadde.Quel bambino che mi attrasse per la sua bellezza
estrema,per cui addirittura cercai di provare
qualcosa di piu' che
curiosita',mi acceco'.Io,maestro di illusioni ero
stato illuso a mia volta.
Cosi'
decisi che quella persona speciale dovesse diventare il mio
capolavoro.Volevo rendere ancora piu' splendida ai
miei occhi la sua
immagine,cosi' lo distrussi.....Subaru-kun..non
potevo rispondere al tuo
amore
in altro modo che in questo...diventare una parte di te,e rendere te
cio'
che io ero...non e' alfine questo,l'amore?
O
anche questo mio modo d'amare non e' altro che un'illusione?
Soshite....Subaru-kun...boku wa...anata wo.....
*****OWARI******