| Interessante artigo sobre a origem de diversos sobrenomes | ||||||||||
| Autor: Fausto Balestrini | ||||||||||
| Entre estes sobrenomes origin�rios da Br�scia encontra-se o da fam�lia Chiozzi. | ||||||||||
| Parlando di cognomi si entra nell�ambito della onomastica che ormai � una branca dell�indagine storico-linguistica. I cognomi in Europa si formano e diffondono gradatamente con la ripresa economica che segue il Mille. Prima bastava identificare una persona con un nome soltanto. Fino al termine del secolo XVIII il cognome non ebbe tutela giuridica. Finita l�epoca carolingia, con i servi della gleba nullatenenti, si moltiplicarono i traffici, crebbero i possidenti e qua e l� si diffuse l�uso del cognome, soprattutto nelle citt�: c�era l�esigenza di identificare i portatori di diritto nelle successioni ereditarie. Sorse la necessit� di una denominazione per la famiglia, cio� di un �cognome� che indica il legame di sangue. I notai furono i primi promotori dei cognomi: li desumevano dal nome del capofamiglia, da un suo soprannome: naturalmente si trattava di termini dialettali. Pensiamo al soprannome c� gros (testa grossa): il notaio lo usa introducendo il cognome Cogrossi; dal nome del padre chiamato Pace, pronunciato Pase, il notaio identificava i figli eredi come Pasini. Chi non poteva disporre di beni da comperare o da vendere non aveva occasione di ricorrere al notaio; la sola trasmissione orale del cognome non evitava cambiamenti o modificazioni fonetiche quali la pronuncia a lungo termine introduce. Ad esempio dal nome Bonacquisto, usato nei secoli XII-XIII, venne Acquisto, Acquistini, Quistini; da Paderzoli o Bettinzoli - Pietro e Betto al vezzeggiativo - si �mangiarono� le prime due sillabe, conservando solo Zoli o Zola. I cognomi italiani si stabilizzarono quando si applic� la norma imposta dalla Chiesa con la riforma tridentina verso il 1570: ogni Parrocchia doveva avere un �Registro per i battezzati�, un �Registro dei Matrimoni� e un �Registro dei Defunti�. Le ricerche su una determinata famiglia sono abbastanza facili a patto che essa abbia dimorato a lungo, magari per secoli, nella stessa parrocchia. Visto che talora si � affermato che la Chiesa � stata oscurantista, vale la pena di notare che in questa problematica ha preceduto gli Stati di circa due secoli e mezzo. Ora affrontiamo un breve excursus su cognomi che i notai desunsero di peso da termini del dialetto. Grosso modo seguiamo un ordine alfabetico. Dalla aggettivazione dialettale su Bagolino derivano i cognomi Bagozzi e Bagossi. Da termini di parti corporali evidenti troviamo i cognomi Barbisoni (nobili), Barbuzzi, Baga (ventre in dialetto); da begna (bernoccolo) Begni; da bign� (foruncolo di espurgo) Bignotti; da bal�s (furbo) Balossi e Balosetti; Biolchi da biolc (campagnolo); da b� (bue) Boari, Bosio; da bac ( Bastone), Baccoli; da baita Baitelli. � evidente il riferimento in Bandera, Balanzino, Brusaferri, Brusaporci; da bus� (fiascone) Bossoni; da b�gol (spaghetto di pasta) Bigoli e Bigoloni; da barozze (pezzi per chiudere il letto del carretto), Barozzi. Ad Asola, cittadina ora mantovana, ma dipendente da Brescia fino al secolo XVIII, gli immigrati da San Bonifacio veronese erano detti i B�-f� (color che fanno bene) da cui per una beffa del caso si � formato un cognome Beffa, entrato poi nella zona orientale del Bresciano; qualche altro immigrato dallo stesso paese venne chiamato Faccio. A Lumezzane dal dialetto bos� (agnello) si configur� il cognome Bossini; nei registri di Lumezzane talora � scritto Bocino. Procedendo, sempre evidenti per i Bresciani sono Cavagna, Cavagnini, Cadenazzi. Chiossi e Chiozzi vengono da Ci�s (podere chiuso): negli antichi Statuti di Brescia si parla dei Giudici del Chioz. Fan riferimento a Sigola (cipolla) Cigola e Cigolini. Drera indica esattamente la pronuncia dialettale di Adrara nel Bergamasco, usato come cognome da immigrati nel Bresciano fin dal Cinquecento; lo stesso caso si verifica per i bresciani di cognome Nember, versione dialettale di Nembro, comune del Bergamasco. Passando alla �effe�, ecco Fenaroli da f� (fieno) provenienti da Tavernola Bergamasca; gi� nel Cinquecento si contavano a Brescia quaranta rami di Fenaroli, alcuni dei quali nobili. Dal campo vegetale c�� pure Fenocchio, Faini (piccole fave), Fasoli, Formenti, Garofalo: ricordiamo che citiamo solo i cognomi che conservano traccia del nome dialettale. Come variante dialettale di Ferrari - il cognome pi� diffuso nel Bresciano - si ha Frer, Freri, Frerini. I nobili Ganassoni hanno perfino nello stemma il ricordo della ganascia. Merita un chiarimento Lussignoli, sorto dal termine lisign�l, indicante il tessitore alle prese col liccio: per influsso di �usign�l� � diventato Lussignoli. La pronuncia di Maggio nel dialetto antico era Mas e pure in italiano nel Quattrocento poteva essere Mazo: per questi Mazzoli significa �nato di maggio�; Mainetti � diminutivo di Maino e quindi � netto. Mazucchi e Mazzuchelli sono sorti al tempo della pestilenza del mazuco che produceva forte �mal di zucca�: l�ondata pi� forte � della fine del Quattrocento; ne � rimasta memoria anche nell�intercalare dialettale per la mas�ca! Il cognome Mutti � nato da chi facendo un atto notarile per la prima volta dichiarava di essere Pietro o Paolo del mut, noto cio� come abitante di zona montana, ad esempio sui Ronchi; altrove i notai scrivevano Monti o Del Monte. Fanno riferimento al dialetto Medeghini, Nedrotti, Ontini (da unt�, intingolo), mentre Pagni e Pagnoni ricordano il pane in forma di pagnotta. Sono evidenti nel significato Pansera, Pansini, Panzerini, mentre Poini e Poinelli richiamano la ricotta (puina in dialetto). Pintossi � una risultanza di pi� elementi nati a Polaveno: deriva da P� del d�s; Patuzzi viene da pat�s, vegetazione scadente e fogliame di montagna raccolti per far letto al bestiame: i Patuzzi raggiunsero la nobilt�. Piola, Pluda, Plodari fan riferimento alla misura di terreno pi�, un terzo di ettaro, che in latino � plodum; Pioselli ricorda i geloni, Persico, Persichetti, Pomi sono frutti, mentre Peri sta per Pieri, versione di Pietro. P�gol � termine antico bresciano che significa �mercato� da cui deriva Pegolotti, Pigolotti, �venditore di tela sul mercato�. Quaini ricorda il nido di quaglini, Quaresmini la quaresima. Nelle valli bresciane le cataste di legna per far carbone si chiamano poiacc: da qui � il cognome Poiatti che al diminutivo fa Poetini, senza alcun rapporto con la poesia. Il cognome Re indica per la sua origine un abitante presso il torrente o rivo, chiamato nelle valli re, in pianura ri. Ranza � cognome corrispondente alla falce detta ranza; Rastrelli � analogo, mentre Ravelli indica coltivatore di rape; Roncali erano coloro che riducevano a cultura terreni montani con duro lavoro detto ronc�. Regazzoli, Rodella, Ruzzenenti han pure la veste dialettale. Sossi � legato al contratto di soccida detto in dialetto al s�s. Stopelli o Stoppelli fa riferimento a una misura antica di granaglie di 750 centilitri: il mugnaio in pagamento della macinatura tratteneva alcuni stopei di farina. Sueri o Soeri erano i fabbricanti di mastelli di legno detti soi, soi�le. Schieppati ricorda chi spaccava legna, Trapa indica il ceppo detto in dialetto trapa. Sarasini sta per Saracini, mentre Sarasera deriva dal dialetto saresa. Sigala e Sigalini tirano in ballo le cicale, sigale in dialetto. Sbrofatti � cognome inaffiato. Anche i soldati del 1915-18 dicevano Tagliani al posto di �Italiani�; Taini viene dal dialetto tai�, tagliare; Tessadri erano buoni tessitori. Da Togno, forma dialettale di Antonio, derivano Togni, Tognoli, Tognali, Gnali. Antica � la formazione di Trainini da tra�i, travaglio, il gabbiotto per tener frenati i cavalli da ferrare: in pratica significava �maniscalco� che � deformazione di �mari-scalco� dove la prima parte indica il cavallo, la seconda il �servo addatto al cavallo�: � un termine longobardo. Vezzoli rimanda alle botticelle di vino, i ves�i; Verzelletti si riferisce a verz�l ramo verde maneggevole, da cui verzelada, frustata; Valzelli da valz�l, il rigagnolo raccoglitore delle acque fra due prati convergenti in montagna. Voltolini indicava i Valtellinesi. Vacchi induce in inganno: deriva da vac che significa �a tramontana� dal latino vacuus, vuoto di sole: era un abitante con casa a tramontana. E siamo alla �zeta�: Zenucchini viene dal diminutivo di ginocchio; Zipponi � termine antico di un giubbotto; Zago � importato da Venezia: � la contrazione di �diacono� in veneziano, usato per indicare il sacrista. Terminiamo la carrellata attraverso centoquindici cognomi derivati direttamente dal dialetto. � impossibile rilevare le vicende di tutti i cognomi italiani in cui entrano molti fattori casuali. Ecco un esempio di casualit� (ben diverso da causalit�): dai registri di Mompiano relativi alla fine del Cinquecento si desume che nella borgata cittadina era capitato ad abitare un Pietro di Borno detto Quadro: da qui nella zona si � sviluppato il cognome Quadri presente in citt� e paesi limitrofi. In dialetto bresciano si dice che le frottole �quadre� non possono scorrere... cos� non scorrono molte ricostruzioni di cognomi basate su riferimenti di fantasia.
Tratto da Il Giornale di Brescia Enrico Bicego |
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