L'Alleanza

Parte quinta

I bambini guardavano il vecchio Gh con sempre maggiore interesse e gli pareva di vedere la scena da lui descritta, anche se nessuno di loro aveva mai visto la Sorgente Sacra. "Finalmente il drago usci' dalla sua dimora, una grotta che si trova poco sopra la sorgente ed il cui interno e' rivestito di lucenti cristalli candidi, o per lo meno lo era ancora quando vi andai tanti anni fa, quando ero un giovane apprendista insieme al mio maestro. Dunque il drago usci', o meglio comparve alla vista di Karnygh: e' un essere grandioso, quando si erge in tutta la sua altezza ci si chiede come possa dormire all'interno di una grotta cosi' piccola, e' alto piu' degli abeti del bosco e la sua coda ha la larghezza del tronco di uno dei piu' grossi fra essi. Ha un collo lunghissimo, artigli talmente grandi e forti che potrebbe tagliare in due parti anche le rocce, il corpo e' ricoperto di squame, come quello di un serpente, ma i suoi occhi non hanno la vitrea mancanza di espressione di quelli di uno dei rettili che voi conoscete. Il drago esiste da prima delle montagne e da molto prima dell'uomo, egli conosce ogni cosa, puo' volare spiegando le sue ali piu' veloce di un rondone sulle creste nei caldi giorni d'estate, il suo sguardo raggela il sangue piu' di una tormenta invernale e la sua forza non ha pari se non in quella degli dei. Questa era la creatura che Karnygh aveva sfidato. Il drago guardo' il giovane con attenzione, poi scese lentamente incontro a lui. Karnygh avrebbe voluto scagliare contro il nemico la sua lancia, ma qualcosa lo trattenne, non era il terrore che si era impossessato di lui, qualcosa gli impedi' di colpire e nel contempo gli fece presagire che nemmeno il drago lo avrebbe colpito. 'Conosco il tuo nome, Karnygh di Ty, la tua fama fra gli uomini e' grande ed io, nel mio sonno, conosco ogni cosa. Io sono Tamgaroth, come hai detto giustamente sono un drago e sono il Guardiano della Sorgente. Per quale ragione il figlio di Redh viene a sfidarmi?', Karnygh fissava gli occhi del drago, considerando che non erano quelli di un animale, ma nemmeno quelli di un uomo, intuiva in quell'essere la sua potenza, una forza che non puo' essere contenuta nemmeno in un corpo smisurato come quello di Tamgaroth, l'intera montagna e tutti gli esseri viventi che su essa vivono sembrano dargli forza, anzi, essere essi stessi il drago. Karnygh provo' per la prima volta nella sua vita la sensazione di non essere di fronte ad un nemico che puo' essere sconfitto. Capi', inoltre, che uccidere il drago sarebbe stato come uccidere se' stesso, ma aveva promesso la sua testa .... 'Tu sei portatore di morte e distruzione per la mia gente Tamgaroth ed io, che sono il campione di questa valle, ho il dovere di distruggerti, ho giurato di portare la tua testa a Ty come trofeo e nulla mi fara' recedere dal mio giuramento!'. Il drago inclino' la testa, come fa chi non sa se rimproverare un bambino o lasciare che giochi, imparando dal dolore quali siano i pericoli del mondo. Poi parlo' ancora 'Se questo e' il tuo giuramento so che non potro' farti cambiare idea Karnygh figlio di Redh, vuoi uomini siete testardi, tenete molto ai vostri strani giuramenti, anche se avventati e fatti senza sapere di cosa state parlando. Sappi che non puoi sconfiggermi, ma soprattutto che non vi e' ragione per farlo. Chi ha mai dovuto soffrire per causa mia in questa terra? Io, il Guardiano della Sorgente Sacra, custode della vita stessa, avrei portato dolore e distruzione? Se l'ho fatto e' stato dove il male dimorava, in passato ed ancora lo faro'!'. La voce del drago e' profonda, pare un tuono di temporale che sussurra direttamente all'anima dell'uomo, le parole che Karnygh udi' non erano pronunciate da una bocca, ma venivano direttamente al suo pensiero senza l'intermediazione delle orecchie, anche la forma del drago non e' rivelata dagli occhi, perche' la verita' difficilmente e' sensibile per l'uomo." Difatti il drago e' gia' in ciascuno di noi, penso' Gh, ma questi sono misteri che non si possono spiegare a chiunque. "Karnygh non riusciva a sollevare la lancia, seppure lottasse dentro di se' per fare il suo dovere di guerriero, come aveva sempre desiderato fin da bambino, fare cio' per cui era stato cresciuto: difendere Ty, la sua gente, il suo onore e quello del clan. Mentre era teso nella lotta interiore non si accorse che dal bosco era uscita una figura vestita di bianco, che si fece avanti avvicinandosi al drago. Quando Karnygh la scorse, vide che si trattava di una fanciulla. Vestiva una tunica bianca stretta in vita da una cintura d'oro, come pure d'oro era una sottile corona di fili ritorti che le ornava il capo. La sua pelle e' chiarissima ed ogni cosa in lei esprime perfezione. I capelli della giovane erano raccolti in piccole trecce che si univano in una piu' grande dietro la nuca, chiari e lucenti, come luminosi sembrano i suoi occhi, che risplendono della luce dei laghi di montagna e dei cristalli di ghiaccio. Prima che Karnygh potesse dire qualunque cosa la fanciulla gli si avvicino' rapidamente e, man mano che era piu' vicina, egli aveva la sensazione che avesse in se' una forza maggiore di quella dello smisurato drago. Mentre rimaneva attonito a fissarla con la bocca spalancata lei parlo' 'Figlio di Redh, orgoglio di Ty e di tutto il popolo, non permettere alla tua irruenza di portare la rovina alla Casa di tuo padre. Combattere Tamgaroth e' contrario al volere degli dei che sono propizi alla tua gente, egli e' Guardiano della Sorgente che da' la vita alla Valle, egli e' stato posto qui dagli dei prima che qualunque uomo calpestasse l'erba, il drago e' la montagna e la sorgente, egli e' il bosco ed ogni animale, dal piu' umile topolino che rosicchia i frutti del faggio, fino all'orso che abbatte un albero con una sola zampata. Karnygh, io ti impongo sul tuo onore e sul volere degli dei che tu non tocchi il drago, che ritiri la tua sfida e che per l'affronto che hai osato fare a questo luogo sacro tu getti il tuo collare di guerriero nella sorgente!'. Karnygh era paralizzato, le parole della fanciulla gli imponevano un nuovo impegno d'onore, indissolubile. Come se non bastasse comprese che colei che glielo aveva imposto non era una donna di questo mondo ma una dea, o una emissaria degli dei. Le sue dita si sciolsero improvvisamente, abbandonando la presa sull'asta della lancia. Getto' a terra lo scudo e la spada ed avanzo' verso la vasca scavata nella roccia dalla forza della corrente, dove si raccoglie l'acqua della sorgente. In quella vasca venivano poste le offerte per la Sorgente ed in essa scrutavano la verita' le madri del nostro popolo. Karnygh si sfilo' il collare di fili d'oro ritorti e lo getto' nella corrente, come si fa con quelli tolti ai nemici sconfitti. Quindi si rivolse alla fanciulla "Io riconosco la verita' nelle tue parole ed ora comprendo chi tu sei mia Signora, io non conoscevo la natura del drago ne' che egli fosse un tuo servitore, ti supplico di perdonare la mia stupidita', nessuno della mia gente vorrebbe mai recare offesa a te" e si getto' in ginocchio come mai aveva fatto prima, se non davanti a suo padre il giorno in cui gli dette le armi.

Sesta parte

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