Intervista rilasciata da Tsunami (allora chiamato Outlaw) prima dell'ingaggio in CWF
Questa è
una rarissima intervista rilasciata da Tsunami ad un giornale di Lucha
Messicano quando decise di andarsene dalla Promotion in qui lottava per
andare in CWF.
Questa
intervista è stata scritta per una rivista smart, quindi non aspettatevi
di vedere il solito Tsunami.
Giornalista: Salve. Lei è conosciuto al pubblico delle promotions e delle indy con il nome di Outlaw, ma so che ha impersonato altre gimmick oltre a questa.
Tsunami: Esatto. Prima di impersonare questo personaggio i bokers e i dirigenti hanno provato a lanciarmi con altre gimmick. Ho esordito nel 1993 con il nome di Fuego Azul ed ero mascherato. Il personaggio riscosse un certo successo, ma ero troppo grande e usando lo stile lucha non sarei stato molto credibile. Per questo 6 mesi dopo cambiai di nuovo gimmick, ancora una volta mascherato: ero Mascara Europa. Il personaggio mi permetteva di usare il mio stile anglo-americano e le mie conoscienze di lotta scolastica, aggiungendo al mio repertorio molte mosse tipiche della lucha libre. Avevo uno stile che ricordava l'attuale Awesome. Ancora una volta il personaggio riscosse un buon successo con il pubblico, ma i bokers erano convinti che quello non fosse il mio personaggio. Nel 1994 nella Promotion in cui lottavo prese il via una storyline che vedeva opposti tutti i lottatori messicani contro quelli non messicani. Io venni inserito ovviamente tra i non messicani e mi dettero il personaggio di Outlaw. Finalmente avevo trovato il mio ruolo. Il successo è arrivato all'improvviso, come se fosse sempre stato lì. E tutto grazie a questa gimmick che ho utilizzato come base per il personaggio che mi sono creato per la federazione in cui mi trasferirò.
G: Ci parli allora di questo nuovo personaggio: Tsunami, se non sbaglio.
T: Esatto. Diciamo che è la naturale evoluzione di Outlaw. Per prima cosa Tsunami è molto più simile a come sono realmente, direi che è la trasposizione sul ring di me stesso. Inoltre è pensato per il pubblico abituato al wrestling americano o alla sua influenza. Direi in sostanza che Tsunami sono io!
G: Abbiamo saputo che nella nuova federazione entrerà con un compagno e formerete un tag. Cosa ci può dire al riguardo?
T: Il mio compagno di tag si chiama Puck ed è anche lui conosciuto nel circuito delle promotions, con il nome di Zero. Ci siamo conosciuti dopo una rissa in un bar, in cui gli ho dato una mano. La polizia ci ha messo dentro per una notte, durante la quale abbiamo deciso di formare un tag. Dobbiamo solo trovare un nome.
G: La sua infazia è stata tutt'altro che felice. Inoltre ha abbandonato l'Europa per il Messico. Intrattiene ancora rapporti con i suoi genitori adottivi?
T: Adesso sì. All'inizio non li ho contattati per diversi anni. Scrivevo solo a mio fratello Stephen. Nel 1993 ci siamo rappacificati e passo alcuni mesi di vacanza con loro in Bulgaria. Posso dire che i rapporti si sono ricuciti.
G: Le manca molto la sua vera madre? So che è morta quando lei era molto piccolo...
T: Si è spenta quando io avevo tre anni. Ho ricordi vaghi su di lei, ma ha volte sento la mancanza della sua presenza. Anastasija [Patlova, la madre adottiva n.d.A.] non mi ha mai fatto mancare niente, ma a 18 anni ho deciso di prendere anche il cognome di mia madre, come segno di affetto. Avrei voluto conoscerla meglio.
G: Era ad un passo dalle nazionali giovanili, ma è stato scoperto a disputare incontri illegali. Cosa si ricorda dell'episodio?
T: Lo facevo solo per divertirmi, per tenermi in allenamento con degli incontri veri. E poi vincevo. Ma, ripeto, lo facevo perché mi divertivo, non per i soldi. Il mio preparatore se ne accorse a causa dei lividi che ogni tanto avevo. Un giorno mi eseguì e mi obbligò ad andarmene, per non far scoppiare uno scandalo. Da allora ho deciso che avrei girato il mondo, ero stufo di vivere in un paese pieno di regole.
G: Fu allora che iniziò a viaggiare. Tra il 1990 e il 1991 vede lo show di una federazione americana di wrestling...
T: Sì, allora decisi che il mio futuro era nel wrestling e avrei fatto qualunque cosa per riuscirci.
G: Come mai è approdato in Messico allora?
T: Semplicemente perché era più facile arrivare in Messico. Pensavo poi di andare in America da lì. Ma arrivato qui ho trovato un grande amore per il wrestling, o meglio la lucha. Così ho deciso che mi sarei fermato qui per perfezionarmi. Alla fine ho ottenuto un ingaggio e non pensavo più agli USA.
G: Invece ha avuto l'occasione di ottenere un contratto con una federazione recentemente costituita: la... CWF?
T: Giusto. Immagini la mia sorpresa quando all'uscita della stazione di polizia mi trovo un talent scout che era in vacanza qui e ha notato me e Puck. Così ci propone di entrare in questa nuova federazione. Naturalmente allo scadere dei nostri attuali ingaggi. Era un sogno che si realizzava. Inutile dire che abbiamo accettato subito.
G: Allora ha proprio deciso di lasciare il Messico?
T: Sì, ma mi mancherà molto. Qui ho incominciato, qui ho imparato ad amare il quadrato. Insomma, il Messico resterà sempre con me. Non potrò mai dimenticare questo periodo della mia vita. Amo questo paese e la sua concezione del wrestling, amo la gente e le sue tradizioni. Ma devo pensare anche alla mia carriera e la CWF è il mio futuro...
G: Grazie e in bocca al lupo.
T:
Crepi!