LA LUCE INGENUA DELLA BELLEZZA
Sono passati non anni ma decenni, e non pochi ma molti. Era un articolo sulla Gazzetta del popolo di Torino, mia citt� natale, dove stavo arrancando forse nellultimo anno del ginnasio. Il titolo e il sottotitolo mi avevano incuriosita o meglio attirata: Voglio andare ballando sulle rotaie del tram Il felice esordio di una poetessa operaia. Quellarticolo lavevo ritagliato, inutile chiedermi dove sar� finito dopo tante citt� e dopo tanti traslochi. Parlava di slancio di desiderio verso la trasgressione ( parole che non mi erano del tutto chiare) ma era chiaro che quel titolo, lidea di voler ballare sulle rotaie del tram (cera anche un vestito rosso nellunica citazione dellarticolista) distanziava di colpo la giovane operaia bolognese dai titoli di tante poetesse del tempo : Lacrime e perle, Il vento sulla cenere, Lincendio della passione, Luci e ombre, Foglie dautunno e simili.
Ma chi era quella Nella Nobili? Dovevano passare trentanni prima che avvenisse per caso il mio incontro con il parroco di Bonea di Vico Equense, un sacerdote ben noto ancora oggi fra gli scrittori napoletani e non soltanto. Confidente e confessore di Ada Negri, era (dicevano non senza una sfumatura daffetto le malelingue) "specializzato in poetesse", comunque molto amante della poesia come constatai visitando la biblioteca della sua canonica nella penisola sorrentina. Don Pinuzzo mi regal� lunico libro che mi sia mai stato dato di vedere e che ora si trova nella biblioteca del Centro Montale: Poesie, pubblicato nel 1949 da Tosi e Danzi Editori in Roma. C� la dedica autografa di Nella a questo suo ammiratore e confidente, un foglietto con una sua bella fotografia di brunetta "allacqua e sapone" e fra le pagine, ingiallite dal tempo, il ritaglio di un essenziale articolo di Giuseppe Lipparini : parla delle sue faticose otto ore di lavoro di "soffiatrice di vetri" per una fabbrica di medicinali e leroismo con cui di notte Nella riusc� a leggere, a studiare, a farsi unottima cultura e perfino a imparare il tedesco per leggere nelloriginale il suo adorato Rilke. Lipparini per� mette in guardia il pubblico, i critici e gli editori tutti dalla facile tentazione di "farne un caso", di sfruttare limmagine insolita della dottissima operaia. Perch�, dice, sono tra i versi pi� notevoli del nostro tempo, e riversano una ricchezza di musica, di fantasia e di felicit� nella poesia un po esausta del nostro panorama.
Dove stava ora Nella Nobili? Don Pinuzzo mi parl� a lungo di lei, di certi suoi problemi che ne facevano una creatura ferita in perenne rivolta, mi diede lindirizzo di Parigi e al mio primo viaggio al nord la cercai. Non fu facile trovarla. Finalmente, da altra persona dallaccento esotico, seppi che la si poteva incontrare al mattino della domenica e delle feste sui gradini della chiesa di SantEustachio. Riuscii a trovarla, a riconoscerla dallantica fotografia. Una bellezza fosca illuminata dallingenuit� ancora infantile dello sguardo. Senza sorriso, di poche parole. Vestita troppo poveramente, con uno scialletto stinto sulle spalle. Per un attimo pensai che fosse mendicante, ma subito mi present� le sue cinque amiche con cui aveva avviato un piccolo commercio di collanine dipinte da loro, anelli e piccoli souvenir romani e veneziani ( Colosseo di gesso, gondole di plastica).
Stemmo insieme per la colazione, parlammo due ore di poesia, soprattutto, mi disse che aveva ripreso a scrivere dopo ventanni, che Rilke rimaneva il suo massimo amore, e poi purtroppo la portai con me in un piccolo cinema dove proiettavano La Ronde di Max Ophuls, film censurato in Italia su cui per� dovevo spedire un breve articolo per La Stampa. Perch� dico purtroppo? Il film era bellissimo e riusc� a strapparle qualche sorriso. Ma quel film mi ha impedito di stare pi� a lungo con lei, a scavare un po nel suo ritegno, forse nel suo mistero. Se un diavoletto socratico, unombra di premonizione mi avesse detto che quello era il primo e lultimo degli incontri! Una delle sue cinque amiche venne a trovarmi a Roma otto o nove anni dopo. Mi raccont� piangendo che una sera, rientrando in casa, trov� un foglio sulla porta : Carissima, non entrare. Chiama prima i pompieri. Nella pendeva da una trave della cucina. Come un bel frutto maturo, avrebbe detto il suo poeta.
MARIA LUISA SPAZIANI
Poesie di Nella Nobili
MY DARLING SISTER
Questa notte le campane
Accese di bagliori come vetri
Hanno infranto ai miei piedi
Lesistenza millenaria.
Si ud� la voce di una capra belare
Un ramo di sole nacque tenue come una carezza
lunga
Udimmo il silenzio rigarsi di bianchi suoni di
flauto
Poi ad un tratto come nata da un grido
alto
Comparve lei la sorella diletta.
Cantava leggermente
Con allegrezza accesa dentro le pupille
Dove si muovono fronde
Come tante piccole mani.
Appena lebbi scorta
Una primavera mi scoppi� nel petto
Mi fece male al cuore
Come se dal mio ramo
Si fosse staccata con breve rumore.
E la toccai leggera sui capelli
Con mani trasparenti
La spogliai delle vesti.
Colma di giovinezza
Sono stata il suo guanciale per tanto tempo.
NELLA NOBILI
I BAMBINI DI CERA
Fuori i fucilieri
Realt� quotidiana della vita
Su alti cortili
Madri smisurate in ginocchio
Con grida che spezzano lividi vetri
Evocando
I bambini di cera
Tranquilli nei loro nidi.
Dove sono gli angeli
Che abbiamo chiamato per tutta la notte
E per tutta la notte
A coltivare tenue chiarore
Con trasparenze di morte
Mentre leterna storia del fuoco
Continua sulle montagne
E scuote laria accesa
Con rombo di lamiera
Sui finissimi capelli
Dei bambini di cera.
Ora che primavere decadenti
Maturano di nuovo sui colli
Io vedo le bianche fila
Dei bambini di cera
Tranquilli nei loro nidi.
O statuine argentate
Da tante amare lacrime
Rimanete rigide e tristi
A coltivare giardini grigi
Della memoria ferita
Con le mie stesse dita
Cariche di mille anni dangoscia
Ho fabbricato bambini di cera.
NELLA NOBILI