Siamo tutti
telapatici

Telepatia significa letteralmente "sensazione o emozione lontana". Con questo termine si suole definire la presunta facoltà che hanno alcune persone di trasmettere il pensiero dalla propria mente ad un’altra. Più propriamente potremmo dire che la telepatia è uno scambio di informazioni, visive, verbali o emotive, che avviene da mente a mente. Il soggetto che invia le informazioni è detto "mittente" e il soggetto che le recepisce è detto "ricevente".

Questa facoltà funzionerebbe per mezzo di una sorta di energia psichica (o Psi) che si scatenerebbe durante gli stati alterati di coscienza, ma che qualcuno sostiene di poter produrre anche a propria volontà.

DOVE SI TROVA IL FATTORE PSI?

La telepatia è dunque un fenomeno che rimane in assoluto contrasto con ogni legge fisica conosciuta, poiché in via teorica annullerebbe, di fatto, in un solo istante le barriere del tempo e dello spazio.
Non solo lo Psi non è di natura fisica - afferma il parapsicologo Joseph Rhine - ma non si è ancora riusciti a stabilire in quale parte del corpo esso abbia sede. E non esistono neppure gruppi di persone che ne siano straordinariamente dotate o assolutamente sprovviste. Ciononostante lo Psi può essere attivato e in parte diretto a piacere anche inconsciamente. Fondamentali sono gli istinti e le emozioni forti, ma anche particolari stati affettivi come l’interesse vivo, l’entusiasmo o la voglia di mettersi in mostra a tutti i costi..."La telepatia ha avuto nel corso degli anni molti sostenitori anche in ambiente scientifico.In Francia René Warcollier e in America il già citato Rhine condussero numerosi esperimenti con le cosiddette carte Zener (un mazzo di cinque carte ognuna recante un simbolo diverso, utilizzate per esperimenti di telepatia basati sul modello statistico). Gli esperimenti erano semplici ma efficaci. Un sensitivo si poneva di fronte ad un soggetto non dotato, a una distanza variabile, e tentava di trasmettere mentalmente al ricevente uno dei cinque simboli riprodotti sulle carte. Il ricevente doveva poi annotare su un foglio di carta la sequenza che aveva percepito. I risultati erano al di sopra della media statistica che ci si aspettava e questo deponeva a favore dell’intervento di un fattore Psi. "Su cento esperimenti singoli - dichiarò un giorno Rhine - si avevano una media di ventotto successi contro i venti che ci si attendeva. La probabilità che non fossero dovuti al caso era astronomica, dell’ordine di alcuni milioni." Anche gli studiosi dell’Est si sono cimentati nel tentare di verificare in laboratorio la fondatezza di questa facoltà. In Russia un pioniere fu Leonid Vasiliev che negli anni Venti decise di dimostrare la natura fisica della telepatia. Il suo procedimento consisteva nell’introdurre i soggetti in una gabbia di Faraday schermata dalle radiazioni. Secondo lui molti dei sensitivi, nonostante l’isolamento riuscivano a percepire i messaggi mentali, il che dimostrava che le onde psichiche esistono ma non obbediscono alle leggi fisiche tradizionali. Venendo a tempi più recenti in America i ricercatori hanno sviluppato in base al progetto del fisiologo ceco Sandor Figar un particolare strumento detto "pletismografo". Tale strumento è in grado di registrare la variazione dei vasi sanguigni. È stato così dimostrato che mentre i telepati sono in azione hanno degli stimoli vasodilatatori. Con questo strumento il professor Douglas Dean, del Collegio di Ingegneria di Newark ha condotto un interessante esperimento. "Abbiamo impiegato il pletismografo per un eccezionale esperimento telepatico. Un palombaro, immersosi nelle acque della Florida, ha trasmesso una serie di "parasegnali" cioè di emozioni telepatiche, ad un ricevente che si trovava a diverse migliaia di chilometri di distanza, a Zurigo. Questo secondo sensitivo era comodamente sdraiato su un lettino da laboratorio ed era collegato al pletismografo. Nel momento in cui il mittente ha cominciato a comunicare telepaticamente, i sensori dell’apparecchio hanno avuto un sussulto, rivelandoci, in una frazione di secondo, che il messaggio era arrivato nel subconscio del ricevente".

TELEPATIA QUOTIDIANA

Tuttavia al di là degli esperimenti di laboratorio la telepatia resta essenzialmente un fenomeno spontaneo che si manifesta all’improvviso quando meno ce lo aspettiamo. Sarà capitato anche a voi di voltarvi all’improvviso come se vi sentiste osservati giusto in tempo per scorgere dietro di voi gli occhi indiscreti di una persona sconosciuta...
Oppure vi sarà capitato di pensare a una persona che non vedevate da anni e di incontrarla dopo (o di subito ricevere da lei una telefonata)... Per i parapsicologi questi sono tutti indizi di una probabile attività telepatica spontanea. Così come fenomeni telepatici sono considerate quelle sensazioni di pericolo che una madre avverte quando al figlio sta per capitando qualcosa di brutto. Questi fenomeni hanno infatti una maggiore intensità se tra i soggetti vi è un legame di carattere affettivo o genetico (tra madre e figlio, tra gemelli, o tra marito e moglie...). In questo caso si parla di "risonanza interpersonale", una particolare forma di telepatia in grado di trasmettere forti emozioni, come il dolore, durante situazioni di pericolo o addirittura in punto di morte. Lo studioso Werner Keller fa notare che "da sempre si parla di persone che improvvisamente si annunciano in qualche modo ad amici o parenti in altri luoghi; si parla di effetto a distanza dell’interessato. Non si tratterebbe però soltanto di una rappresentazione del mittente, ma vi agirebbe anche il destinatario, modificando la notizia in base alla propria personalità e in base al proprio sapere. La situazione di crisi percepita inconsciamente per via telepatica emerge come una allucinazione nella coscienza".

COME INFLUENZARE I SOGNI

E per dimostrare che è possibile intervenire esternamente nell’altrui coscienza il biologo ceco Lilan Ryzl, che come parapsicologo ha lavorato a lungo negli Stati Uniti ha trattato con l’ipnosi diversi soggetti, cercando di potenziare le loro facoltà Psi. "Erano persone assolutamente comuni - ha affermato - e sono state in grado di riconoscere paranormalmente oggetti nascosti o carte Zener. Riuscivano a vedere da lontano scene che si svolgevano in luoghi distanti e le descrivevano senza uscire dal mio laboratorio". Simili esperimenti vennero effettuati anche dal professor Stanley Kripper, il quale poneva dei soggetti in una stanza isolata acusticamente e collegava il loro cervello a degli elettrodi. "E così - ha dichiarato - ho scoperto che, nello stato alfa telepatico, i movimenti degli occhi diventano più rapidi. Questo momento del sonno è noto in medicina come fase di REM (rapid eyes movements - rapidi movimenti oculari). In tale stato ho notato che il cervello sviluppa delle correnti di 10-12 hertz. Il dormiente sogna e, se svegliato, ricorda chiaramente il sogno. Ed è qui che noi interveniamo, chiedendo ad un sensitivo sveglio di indurre delle immagini al dormiente. Vogliamo dimostrare che è possibile influenzare telepaticamente i sogni. Non dimentichiamoci che, nelle fasi di rilassamento il nostro cervello è maggiormente disposto alla ricezione".

ANCHE TU SEI TELEPATICO?

Verifica se sei un soggetto predisposto ad avere facoltà telepatiche. Questi semplici esperimenti, se eseguiti correttamente possono darvi preziose indicazioni sull’intensità del vostro fattore Psi.

ESPERIMENTO 1

Preparate dieci bigliettini di dimensione e colore uguali. Su cinque scriverete la scritta "Sì" e su cinque la scritta "No". Riponete in un contenitore i bigliettini piegati più volte e preparate due fogli su cui dovrete annotare i risultati dell’esperimento. Il mittente e il ricevente dovranno porsi nella stessa stanza ad almeno un paio di metri di distanza e dovrà essere stabilita una cadenza all’esperimento (l’ideale sarebbe una prova al minuto). A questo punto il mittente estrarrà un bigliettino osserverà il suo contenuto e cercherà di inviare la parola riprodotta al ricevente per via mentale, annotandola poi sul suo foglio nell’esatto ordine di estrazione. Il ricevente a sua volta annoterà sul suo foglio la parola che ritiene sia stata inviata dal mittente. Il tutto andrà avanti fino ad esaurimento dei bigliettini. Dopodiché si riporranno nuovamente i biglietti nel contenitore e, dopo averli mescolati si ripeterà l’esperimento fino a raggiungere almeno le 100 prove. Finita la serie di prove verranno controllati i risultati. Bisogna tenere conto che il calcolo probabilistico in questo caso consente una possibilità di successo di 50 a 100 (poiché la scelta tra Sì e No comporta una probabilità su due). La differenza tra il risultato ottenuto e il risultato probabile (in questocaso 50) dà uno scarto che sarà tanto più significativo e indice di un fattore Psi, quanto il suo valore sarà più grande. L’esperimento può poi essere condotto ponendo i due soggetti in due stanze diverse per evitare che si influenzino anche senza volerlo. In questo caso bisogna stabilire una cadenza precisa, magari un’estrazione ogni due minuti, basandosi su due orologi ben sincronizzati tra loro.

ESPERIMENTO 2

Togliete da un mazzo di carte venti carte, dall’asso al cinque di ogni seme e mescolatele. Decidete chi sarà il mittente e il ricevente. Tenete conto che successivamente potrete invertire i ruoli. Il mittente sistemerà il mazzo a faccia in giù su un tavolo, girerà una carta alla volta cercando di concentrarsi e di trasmetterla al ricevente (avendo cura che questi non possa guardare). Il ricevente dovrà cercare di intuire di che carta si tratta e dovrà segnarne il valore e il seme su un foglio. A questo punto la carta verrà posta sul tavolo col dorso in alto e si procederà con una nuova carta fino ad esaurimento del mazzo. Questo esperimento deve essere eseguito per almeno cinque volte (alla fine di ogni smazzata il mazzo di carte deve essere mescolato con cura). Con la tabella che segue potrete verificare i risultati ottenuti e il livello Psi raggiunto in base a semplici calcoli statistici.

NUMERO DI PROVE (con 20 carte)

CARTE INDOVINATE secondo il calcolo delle probabilità

GRADO PSI BUONO

GRADO PSI OTTIMO

se avete identificato il seguente nuemero di serie

5 25 34 36
10 50 62 65
15 75 90 93

ESPERIMENTO 3

Ponetevi in una stanza e pregate un amico che fungerà da ricevente di recarsi in un’altra stanza e di mettersi comodo e rilassato su di una poltrona o su una sedia. Procuratevi un certo numero di sostanze dall’odore e dal sapore intensi, quali chiodi di garofano, noce moscata, pepe, zucchero o altro... Odorateli o assaporateli in un determinato ordine cercando di trasmettere al ricevente le sensazioni di gusto e di odorato che state sperimentando. Il ricevente dovrà annotare su un foglio gli eventuali stimoli sensoriali che riuscirà a percepire. Mano a mano, se l’esperimento riesce, aumentate la distanza tra voi e il ricevente.

ESPERIMENTO 4

Stessa procedura dell’esperimento tre.
Questa volta però cercate di trasmettere sensazioni tattili. Datevi, a intervalli regolari, dei piccoli pizzicotti (senza esagerare!) in parti precise del corpo, cercando di trasmettere la sensazione di dolore che provate. Il ricevente dovrà annotare sul suo foglio e nella giusta sequenza in quali parti del corpo avete provato dolore. L’esperimento può essere condotto anche con un piccolo ago con il quale potrete punzecchiarvi leggermente. Più centri farà il ricevente più alta la possibilità che sia intervenuto un fattore Psi.

 

 

 

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